Luca Cereda predica nel buio, è notte fonda per l’Ambrì

ciaccio

Luca Cereda chiede una prova d’orgoglio ma l’Ambrì dura un periodo per poi sparire alla rete del duo Moser – Andersson.

Ambrì – L’atteggiamento di ieri sera alla Bcf Arena non è stato di gradimento a Luca Cereda e nel post partita davanti ai microfoni della RSI non le ha mandate a dire ai suoi ragazzi. Sarà una frase fatta “il nome davanti sulla maglia vale più di quello scritto sul retro”. Perché chi scende in pista con la maglia biancoblu deve rappresentare degnamente la sua storia e la sua identità. Così non si va da nessuna parte e per quanto sia per questo campionato, sia per il prossimo non ci siano retrocessioni,  ciò non significa che le partite debbano essere prese con troppa leggerezza. Le quarantene non devono esser una scusa o un pretesto, perché tutte le squadre hanno affrontato le stesse problematiche.

luca cereda
Serata no per i leventinesi

Questa sera con il Berna i biancoblu hanno cercato di mettere in pratica le parole del loro coach, pungolati nell’orgoglio hanno approcciato in modo nettamente diverso rispetto a ieri sera. Ed effettivamente così è stato, perché già dopo solo un minuto si sono portati sul 1-0 con Incir, lasciando ben sperare per il prosieguo dall’incontro. Tuttavia dopo soli tre minuti Scherwey ha rimesso le cose in parità, rete che non ha certo demoralizzato i padroni di casa che a più riprese hanno cercato di riportarsi avanti. Infatti Nattinnen e Kneubuheler hanno avuto le migliori occasioni ma non c’è stato nulla da fare.

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Incir per l’1-0

Il Berna dal canto suo e per quanto stia affrontando una stagione di transizione con numeri imbarazzanti, da un paio di partite e con l’arrivo di Conacher sembra aver invertito la rotta e sta lentamente risalendo la china. Sicuramente dal punto di vista fisico ma soprattutto mentale stanno molto meglio dei leventinesi. E questa sera lo hanno ampiamente dimostrato con la facilità e leggerezza con la quale hanno prima pareggiato e poi allungato con il duo Moser-Andersson,  Olofsson e Conacher a porta vuota con Ciaccio out. Ma quello che più risalta della serata sono i ben 12′ di inferiorità numerica o penalità che dir si voglia sul conto dei padroni di casa contro i zero degli ospiti.

Mentre ieri sera con il Gotteron, lotta e fisicità sono mancate,  questa sera i padroni di casa ci hanno messo del loro incappando forse per la troppa foga in falli senza senso specialmente in zona d’attacco.  In poche parole sono passati da un estremo all’altro. Il tutto facendo gioco facile al Berna che disponendo di un tasso tecnico ben diverso ha capitalizzato al massimo tutte le occasioni presentategli. Gli attaccanti sono mancati ancora, ma non è certo una novità. Anche un giocatore come Nattinen non riesce più a sopperire alla mancanze della squadra, il gioco latita, ma soprattutto a livello difensivo non esiste più la copertura sul portiere.

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Andersson per il’ 1-2

A Ciaccio non si può rimproverare nulla, ha fatto quello che ha potuto,  ma questa continua esposizione mina il suo rendimento e anche quello di tutta la squadra. Con la sconfitta di questa sera l’Ambrì si colloca all’undicesimo posto fuori dal mini girone pre-playoff, a sette punti dai Tigers ma con due partite in meno. Prossimo appuntamento lunedì 22 febbraio all’Hallenstadion con i Zsc Lions.

Luca Cereda: ieri nel post partita a Friborgo ha aperto il vaso di pandora. Il messaggio infatti è arrivato a destinazione ma non è bastato. Purtroppo la squadra ha dei grossi limiti ma sembra aver smarrito quello spirito che la contraddistingueva nei momenti delicati e che faceva da sprono nelle risalite. C’è tanto lavoro da fare e per tutti, nessuno escluso.

Hcap – Sc Berna: 1-4 (1-1; 0-1; 0-2)

Reti: 1’22” Incir (Trisconi, Kostner) 1-0; 4’41” Scherwey (Pestoni, Praplan) 1-1; 20’24” Moser (Andersson) 1-2; 52’12” Olofsson (Jeffrey, Praplan) 1-3; 58’15” Conacher (Olofsson, Jeffrey) 1-4.

AMBRÌ: Ciaccio; Fischer, Hächler; Zaccheo Dotti, Ngoy; Pezzullo, Fohrler; Perlini, Flynn, Kneubuehler; Nättinen, Müller, Zwerger; Mazzolini, Novotny, Grassi; Incir, Kostner, Trisconi; Isacco Dotti; Neuenschwander.

Penalità: 8×2’ + 1×10’ Ambrì.

Note: Valascia, zero spettatori. Arbitri: Stricker, Borga, Fuchs, Steenstra

 

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Marco Capelli
Marco Capelli
Dalla magica notte di Davos..La maxi rissa di Ambrì..Il dramma di Schafhauser..La finale con quelli di "Lassù"..Gli olimpionici finlandesi di Torino 2006..i play-out..fino ad oggi con il ritorno ai vertici. Trent'anni di passione nata per gioco, ora sono qui a raccontarla.

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