Hc Lugano ko nel derby, salvate il soldato Gianinazzi

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[ethereumads]

Hc Lugano sconfitto anche nel derby, poche idee e confuse, Gianinazzi impotente di fronte a tanta pochezza.

Lugano – Le aspettative per il terzo derby stagionale giocato qui alla Corner Arena erano molto alte soprattutto per quanto riguarda l’Hc Lugano. Sicuramente lo erano altrettanto per i leventinesi ma purtroppo i bianconeri si trovano  in una situazione molto difficile e complicata dove, e lo abbiamo rimarcato piu’ volte,  non si vede alcuna via d’uscita. L’intervista in toni dismessi rilasciata dal direttore sportivo Domenichelli  il giorno precedente la sfida cantonale, da  colui che ha costruito questa squadra, ha detto molto sullo stato d’animo  che pervade tutto l’ambiente bianconero.

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Domenichelli, dichiarazioni poco convincenti quelle rilasciate il giorno prima del derby

L’Hc Lugano non è una squadra, non e’ un collettivo ma un insieme di giocatori che tentano ogni tanto di fare qualcosa di buono. Ma non essendoci coralità, affiatamento e unita’ d’intenti, per forza di cosa si raccoglie quello che si semina. E i bianconeri hanno raccolto l’ennesima sconfitta, la terza consecutiva, che condanna sempre di più l’Hc Lugano nel fondo della classifica, per quanto la stessa sia ancora corta.

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Alatalo evanescente da troppo tempo

I bianconeri hanno approcciato con molta intensità, mettendo molta pressione nello slot leventinese. Ma probabilmente l’eccesso di foga e’ stato dettato piu’ che altro dall’intenzione di cercare di capitalizzare il massimo. E per quanto il primo periodo si sia chiuso solo sull’1-0 grazie alla rete di Carr in power play, col passare dei minuti  l’intensità è calata. Inevitabilmente i leventinesi senza nemmeno strafare sono stati abili a sfruttare i momenti opportuni. Prima per pareggiare con Formenton e poi addirittura per andare in vantaggio con Zwerger approfittando dell’ennesimo cambio sbagliato dei bianconeri. Dimostrazione dello stato “mentale” dei ragazzi di Gianinazzi.

Nonostante i ferri colpiti da Bennet e Mirco Müller, nonostante un’occasionissima di Morini sprecata ancora sull’1-1, i bianconeri sono stati anche in grado di pareggiare l’incontro con Herburger, ma l’arbitro ha fischiato pochi istanti prima una penalità. Qui praticamente si è capito che ormai la serata avrebbe detto male, piccoli segnali inequivocabili. Heim con l’uomo in piu’ sul ghiaccio e Isacco Dotti doti a porta vuota,dopo un forcing bianconero, hanno messo la parola fine su sulla contesa cantonale.

I biancoblu hanno  finalmente interrotto la striscia negativa. Invece i bianconeri hanno sprecato tante occasioni, ma questa  e’ una colpa quando regna purtroppo confusione, poca lucidità, e anche disperazione.

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Un Arcobello irriconoscibile

C’è chi invoca la sfortuna ma non esiste sfortuna. Purtroppo l’Hc Lugano da inizio campionato versa in questo stato, anche questa sera la difesa e’ stata a dir poco imbarazzante e l’attacco come sempre abulico. Fazzini, Arcobello,  Connolly non hanno risposto all’appello. Un brutto segno anche in vista della prossima sfida con il Ginevra a Les Vernets  che con molta probabilità sara’ l’ennesimo palcoscenico dell’agonia bianconera.

I leventinesi  hanno fatto la loro partita, hanno tenuto senza scomporsi  al forcing dei padroni di casa nel primo periodo, una vittoria che fa bene al morale e in grado di indirizzare nel modo migliore il finale di stagione. Come finirà invece quella dei bianconeri  non vi e’ certezza, occorre solo cercare di salvare il salvabile, tutto a discapito soprattutto dei tifosi che non si meritano  una situazione del genere per certi versi anche inaspettata.

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La rete di Zwerger, specchio dello stato confisionale che regna in casa Lugano

A Luca Gianinazzi  è stato affidato un compito alquanto arduo e comunque sia ha avuto almeno il coraggio di accettare. Ha avuto almeno la voglia di continuare, a dare un senso a questa squadra attraverso il lavoro. Qualcosa di buono si era intravisto dopo una un avvio (comprensibile, ndr) poco felice, cosa inevitabile e giustificata. Ora però ci si trova di fronte a una situazione molto ma molto delicata che rischia di travolgerlo e risucchiarlo in un vortice senza fine. Per quanto Domenichelli abbia assicurato che si continuera’ a lavorare con lui anche nella prossima stagione e che la societa’ sara’ sempre la sua fianco. Ma si sa, verba volant.

Hc Lugano – Hc Ambrì Piotta: 1-4 (1-0; 0-2; 0-2)

Reti: 10’43” Carr (Fazzini, Connolly) 1-0; 22’57” Formenton (Heim, Virtanen) 1-1; 33’02” Zwerger (Bürgler, Heed) 1-2; 54’14” Heim (Zwerger, Bürgler) 1-3; 59’38” Isacco Dotti (Grassi) 1-4.

Hc Lugano: Schlegel; Mi.Müller, Alatalo; Guerra, Andersson; Riva, Wolf; Ugazzi; Ma.Müller, Arcobello, Bennett; Carr, Morini, Connolly; Josephs, Thürkauf, Fazzini; Gerber, Herburger, Zanetti; Bedolla.

Hc Ambrì Piotta: Juvonen; I.Dotti, Heed; Fischer, Virtanen; Z.Dotti, Fohrler; Zündel; Chlapik, Spacek, Pestoni; Formenton, Heim, Bürgler; Zwerger, Grassi, Trisconi; Eggenberger, Kneubuehler, Hofer; Marchand.

Penalità: 4×2′ Lugano; 3×2′ Ambrì.

Note: Cornèr Arena, 6’451 spettatori.

Arbitri: Stricker, Hürlimann; Altmann, Burgy

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Marco Capelli
Dalla magica notte di Davos..La maxi rissa di Ambrì..Il dramma di Schafhauser..La finale con quelli di "Lassù"..Gli olimpionici finlandesi di Torino 2006..i play-out..fino ad oggi con il ritorno ai vertici. Trent'anni di passione nata per gioco, ora sono qui a raccontarla.

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