Hc Lugano tutto cambia affinché nulla cambi

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[ethereumads]

Hc Lugano sconfitto anche dai Tigers, una reazione d’orgoglio che non basta, difesa vulnerabile e attacco con pochi segni di vita.

Langnau – La sconfitta un po’ inaspettata e dolorosa di ieri con il Berna alla Corner Arena ha lasciato il segno nei bianconeri. Con molta onesta’ era più che certo che questa sera si sarebbe potuto andare incontro anche ad un’altra prestazione infelice anziché aspettarsi una reazione. E in fondo così è stato per quanto il punteggio di 6-4 faccia credere che sia stato anche un match combattuto. Un Hc Lugano che è sceso sul ghiaccio molle, lento, impacciato e che nel giro di un minuto e mezzo ha incassato un parziale di 3-0 firmato Sturny-Michaelis-Diem. La fotocopia di quello che abbiamo visto ieri sera quando in soli 70’ il Berna ha chiuso definitivamente la pratica con l’uno-due di Untersander-Lindberg.

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Schlegel di nuovo titolare

Ma questa sera i limiti di questa squadra sono stati messi ancora più in risalto dalla quarta rete di Michaelis. Autore anche di una doppietta assieme a Schmutz. Un primo segno di vita tra le fila bianconere si e’ visto con Fazzini per il 3-1, poi Carr ha avuto il merito di accorciare sul 4-2. A seguire anche Alatalo e Connolly ad incalzare per il 5-4. E qui in soli pochi secondi, per l’esattezza quindici, e’ arrivata la rete del definitivo 6-4 (Schmutz, ndr).

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Fazzini tornato alla rete per il 3-1

Ennesima dimostrazione che questa squadra veramente con la testa non c’è, e se la testa non c’è non gira tutto il resto. Purtroppo questa è una situazione che ci si trascina anche dallo scorso anno e a che ha raggiunto l’apice in questa stagione. Prima con la cacciata di McSorley e poi con un filotto di prestazioni altalenanti. Per quanto Gianinazzi ci stia tuttora mettendo il massimo dell’impegno ma in fondo, di una situazione del genere, lui non è certamente il colpevole.

Inutile istituire il classico dei processi alle intenzioni, perché soltanto i numeri, i risultati, certificheranno se la stagione dei bianconeri sarà stata o meno all’altezza. In una competizione sportiva professionistica, si gioca per vincere dove la sconfitta fa parte integrante del gioco. Ma ahimè a Lugano le sconfitte sono come una scatola di cioccolatini, una tira l’altra e non si vede una via d’uscita. Non si vede la volontà veramente di girare l’inerzia di una stagione sempre più travagliata tanto da assumere le vesti di una vera e propria agonia.

Questa sera Fazzini, Carr, Alatalo e Connolly sono andati a segno, ma le problematiche sono rimaste sempre le stesse. La difesa e’ vulnerabilissima, l’attacco poco incisivo. Per l’occasione Schlegel ha sostituito Koskinen. Purtroppo il buon Niklas non si può ritenere, dopo un certo periodo di inattività, responsabile specialmente in occasione del 6-4 di Schmutz. In fondo non giocando, non può certo trovare la continuità, come allo stesso modo non si può pretendere dall’Hc Lugano di muovere la classifica se non si infila una striscia vincente di almeno tre/quattro partite.

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Alatalo a segno, ma poco convincente

Posizione di  classifica sempre più consolidata verso il basso, ma le possibilita’ di giocarsi un posto nei pre-playoff rimangono a portata di mano nonostante la situazione sia sempre più difficile. Occorre prendere atto che gli interlocutori sono Ambrì, Tigers e Losanna, perche’ ormai anche il Kloten ha staccato questo gruppetto di squadre.

Gianinazzi nel post partita con il Berna ha dichiarato che in attacco mancano furbizia e movimenti giusti, che manca sempre quel qualcosa per portare a concretizzare. Senza pero’ soffermarsi sul reparto difensivo, troppo vulnerabile dove in troppe circostanze gli attaccanti avversari si trovano sempre liberi di battere l’estremo difensore bianconero. Una costante che va avanti da inizio stagione e forse sarebbe opportuno iniziare a pensare che certi giocatori siano scesi in Ticino più che altro per staccare l’ultimo contratto della loro carriera. O che altri pensino già a lidi futuri.

Martedì sera andrà in scena alla Corner Arena il big match del bassofondo classifica, il terzo derby stagionale tra Lugano e Ambrì Piotta, una sfida che allo stato delle due squadre si presenterà sicuramente combattuto. Dove l’Hc Lugano dovrà cercare  quantomeno di fornire una prestazione all’altezza della tradizione del match. Più che altro per dare almeno una soddisfazione ai propri tifosi. In casa bianconera tante cose sono cambiate negli ultimi anni, allenatori, giocatori, dirigenti, obiettivi, ma alla fine tutto e’ rimasto come prima, aspettative disilluse e strisce negative di risultati come uniche certezze.

Scl Tigers – Hc Lugano: 6-4 (3-1; 2-1; 1-2)

Reti: 6’60” Sturny (Berger) 1-0; 7’11” Michaelis (Pesonen) 2-0; 8’27” Diem (Lepistö, Schmutz) 3-0; 14’04” Fazzini (Thürkauf, Josephs) 3-1; 23’34” Michaelis (Pesonen, Saarijärvi) 4-1; 25’10” Carr 4-2; 39’06” Schmutz (Saarela) 5-2; 42’14” Alatalo (Bennett) 5-3; 50’14” Connolly (Andersson, Wolf) 5-4; 50’30” Schmutz (Saarijärvi) 6-4.

Hc Lugano: Schlegel; Mi.Müller, Alatalo; Riva, Andersson; Guerra, Wolf; Ugazzi; Ma.Müller, Arcobello, Zanetti; Carr, Herburger, Connolly; Josephs, Thürkauf, Fazzini; Bennett, Morini, Gerber; Bedolla.

Penalità: Langnau 3×2’;Hc Lugano 4×2’.

Note: Ilfishalle, 5’421 spettatori.

Arbitri: Piechaczek, Urban, Kehrli, Huguet.

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Marco Capelli
Dalla magica notte di Davos..La maxi rissa di Ambrì..Il dramma di Schafhauser..La finale con quelli di "Lassù"..Gli olimpionici finlandesi di Torino 2006..i play-out..fino ad oggi con il ritorno ai vertici. Trent'anni di passione nata per gioco, ora sono qui a raccontarla.

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