Roman Wick black jack, pesca il jolly e si prende il banco

Roman Wick

Roman Wick con una rete delle sue all’overtime regala la vittoria e il 2-0 nella serie allo Zurigo, un Lugano mai domo sfiora nel finale la rete della meritata vittoria ma il ferro dice no. Sannitz croce e delizia, sugli scudi con Lapierre e Hofmann.

Zurigo – Il Lugano sale a Zurigo per gara 2 di questa finale dopo che il primo round alla Resega giovedì sera ha fatto capire che il tatticismo esasperato e la curatissima  fase difensiva sono e saranno i due punti cardine e imprescindibili sui quali gli allenatori Hans Kossmann e Greg Ireland hanno fatto e faranno affidamento, intorno a quali si svilupperanno le dinamiche degli incontri; gli zurighesi confermano tutte le linee con Inti Pestoni come tredicesimo attaccante e Drew Shore centro della seconda linea al posto di Pascal Pelletier, in difesa più che confermato Kevin Klein, difensore canadese destro con una lunghissima carriera in NHL che fa il cosiddetto “reparto da solo”, gia’ in fase di semifinale con il Berna aveva dato ordine alla fase difensiva, infondendo sicurezza nei momenti delicati dell’incontro e gestendo con ordine e disciplina tattica anche i box-play, ma in grado anche di fare da supporto in attacco, praticamente il classico giocatore “two ways” (ricorda un altro grande difensore con un illustre passato che approdò a Lugano nella stagione dell’ultimo titolo 2005-2006, ossia Jason York, ndr). I bianconeri oltre a confermare tutti, ritrovano anche Massimo Ronchetti, ma ancora una volta Ireland lascia fuori Linus Klasen per scelta tecnica, facendo affidamento sul gruppo ormai più che consolidato, consapevole che il contro break è di vitale importanza per approdare a gara 3 alla Resega con più tranquillità e non ripetere quanto successo con il Bienne in semifinale sotto per 2-0 dopo solo due gare.

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Kevin Klein. il difensore canadese diventato una pedina fondamentale nello scacchiere di Hans Kossmann

L’Hallenstadion è gremito in ogni ordine di posto, ma nonostante il pubblico si faccia sentire, il Lugano parte bene prima con Romaneghi e poi in modo più efficace con Gregory Hofmann con un polsino che impegna Lukas Flueler in un difficile controllo. Ma lo zurigo non sta certo a guardare e in un attimo Kevin Klein è rapido ad approfittare di un rimbalzo della balaustra di fondo su tiro di Roman Wick ed insaccare per l’1-0 al 3’52”. I bianconeri non si scompongono, il tempo necessario di riordinare le idee e Maxim Lapierre al 6’11” raccoglie un assist di Hofmann partito in break per il meritato pareggio. Le squadre capiscono che è il momento di abbassare il ritmo,  già dopo solo sei minuti di gioco due reti sono un pessimo segnale e inevitabilmente il match va in stallo fino al 12’18” quando con un tiro in diagonale dopo un’iniziativa personale Kenins Ronalds fredda Merzlikins per il 2-1. Davvero una doccia fredda per i sotto cenerini e senza farsi mancare nulla per colpo di bastone Zorin Vladislav viene punito per due minuti, i padroni di casa cercano di approfittarne in power-play ma il dio dell’hockey ha deciso che le cose devono andare diversamente: Raffaele Sannitz intercetta un disco e partendo in break serve nello slot l’accorrente Sebastien Reuille che fredda Flueler per il 2-2 in short-hand al 14’36”. Una brutta botta per i Lions, che saggiamente preferiscono non esporsi e come dopo il primo pareggio, cercano di gestire i minuti che mancano al fischio della prima sirena, gli ospiti consapevoli della loro forza mentale fanno di conseguenza “gigioneggiando” sul ghiaccio.

Roman Wick
Sebastien Reuille, autore della seconda rete in short-hand

Dicevamo che la tattica l’avrebbe fatta da padrona, ma per lo spettacolo non è cosi’, pronti via dopo solo 13″ Chris Baltisberger si fa soffiare il disco in modo ingenuo da Lapierre che manco a dirlo trova Hofmann per il vantaggio bianconero. Rapido e veloce il buon Gregory è ovunque, una vera e propria spina nel fianco dei padroni di casa, nella post-season assieme al “Crazy Canuck” sono il valore aggiunto di questo gruppo che cerca di assestare il colpo del ko con Vauclair che aggirando la gabbia impegna l’estremo difensore bianco blu; le emozioni non mancano di certo e una mischia davanti la porta ospite viene risolta da Dave Sutter al 28’08” dopo un batti e ribatti per il 3-3 casalingo; nessuno vuole cedere ma sembra che le compagini non siano in grado di dare il la al break decisivo, il Lugano il contraccolpo un po’ lo subisce, i padroni di casa cercano di alzare il ritmo soprattutto con Wick con un paio di conclusioni insidiose dove Elvis Merzlikins si erge a baluardo della saracinesca bianconera mantenendo in partita i suoi compagni in attesa del secondo fischio della sirena.

Roman Wick
Gregory Hofmann, un flash il 2-3 in apertura di secondo periodo

Il Lugano entra sul ghiaccio con il piede sbagliato, Raffaele Sannitz viene punito con due minuti per comportamento antisportivo e dal power-play casalingo nasce il 4-3 di Drew Shore al 41’32” con un tiro che si infila tra i gambali l’estremo difensore bianconero, questa sera non perfetto nelle reti dei padroni di casa. I Lions atleticamente hanno molto di più, quando accelerano creano sempre scompiglio nello slot bianconero,  al Lugano manca l’apporto dei Fazzini, dei Bertaggia e dei Cunti, che dovrebbero salire di livello come Hofmann e Lapierre, ma l’ingenuità di Sannitz in apertura è stata pagata a caro prezzo in un match dove la differenza di punteggio è minima. I bianconeri capiscono che continuare a cadere nello provocazioni dei padroni di casa diventerebbe deleterio sotto di una rete, e lo stesso Sannitz si carica sulle spalle al squadra approfittando di una penalità contro Reto Shappi per trattenuta raccoglie un assist di Walker e con una sassata ottiene il 4-4 al 52’08”. Ormai gli schemi sono saltati e anche i nervi sugli spalti, questa volta i bianconeri sono galvanizzati  per il pareggio ottenuto e Luca Cunti divincolandosi alle assi serve un assist al bacio per Bertaggia che spreca in malo modo l’occasione per chiudere la partita mandando a lato; il fischio della terza sirena arriva implacabile chiudendo le ostilità, ma non basta, si va all’over-time.

Roman Wick
Raffaele Sannitz, questa sera croce e delizia

Supplementare già in salita per gli ospiti con due minuti per colpo di bastone contro Julian Walker ma il Lugano ne esce indenne senza grossi pericoli. Prima Lapierre e poi Wick sfiorano il gol ma entrambi i portieri chiudono bene ogni angolo, ancora Bobby Sanguinetti ci prova ma nulla da fare, ci pensa ancora Merzlikins con un big save a dire di no a Pius Suter dopo una leggerezza del duo Wellinger – Ulmer. Cambiamenti di fronte repentini si susseguono fino al 77’00” quando Roman Wick indovina l’angolino regalando la vittoria e il 2-0 nella serie. Una beffa per gli uomini di Ireland che avrebbero meritato di più, psicologicamente è una mazzata, ma già da lunedì alla Resega c’è l’occasione di accorciare le distanze.

Roman Wick
Roman Wick indovina l’angolino per il 5-4

Zsc Lions Zurigo – Hc Lugano: 5-4 (2-2; 1-1; 1-1; 1-0) dts

Zurigo: Flüeler; P. Baltisberger, Klein; Geering, Sutter; Marti, Berni; Guerra; Korpikoski, Suter, Pettersson; Kenins, Shore, Wick; Herzog, Schäppi, C. Baltisberger; Miranda, Prassl, Künzle; Pestoni

Lugano: Merzlikins; Furrer, Johnston; Vauclair, Sanguinetti; Wellinger, Ulmer; Ronchetti; Hofmann, Lajunen, Lapierre; Reuille, Sannitz, Walker; Romanenghi, Cunti, Fazzini; Bertaggia, Morini, Vedova; Zorin

Reti: 03’52” Kevin Klein (Roman Wick, Kenins Ronalds) 1-0; 06’11” Maxim Lapierre (Gregory Hofmann) 1-1; 12’18” Kenins Ronalds 2-1; 14’36” Sebastien Reuille (Raffaele Sannitz) 2-2; 20’13” Gregory Hofmann 2-3; 28’08” (Roman Wick) 3-3; 41’32” Drew Shore (Kevin Klein, Kennins Ronalds) 4-3; 52’08” Raffaele Sannitz (Julian Walker) 4-4; 77’00” Roman Wick (Kenins Ronalds) 5-4

Gli highlights della partita da MySports

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Marco Capelli
Marco Capelli
Dalla magica notte di Davos..La maxi rissa di Ambrì..Il dramma di Schafhauser..La finale con quelli di "Lassù"..Gli olimpionici finlandesi di Torino 2006..i play-out..fino ad oggi con il ritorno ai vertici. Trent'anni di passione nata per gioco, ora sono qui a raccontarla.

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