Hc Lugano quando gli stranieri fanno la differenza

Hc Lugano

Hc Lugano vince il derby uscendo alla distanza, con autorevolezza, doppietta per Sekac e con lui Omark, Canonica e Thürkauf.

Quinto – L’Hc Lugano fa suo con autorevolezza il secondo derby stagionale impattando la serie e lo fa nel migliore dei modi. Con un punteggio alquanto eloquente, un 2-5 ottenuto uscendo alla distanza. Dimostrando di avere gli uomini giusti, in modo particolare gli stranieri, in grado di fare la differenza. E soprattutto con un’identità di gioco, aspetti sotto i quali i leventinesi continuano ancora ad essere in difetto. I bianconeri infilano anche la quinta vittoria consecutiva, rimanendo sempre all’ottavo posto in classifica. A pari punti con i Lions, ma comunque sia avvicinandosi sempre di più alla fatidica linea. E già la sfida di sabato sera alla Corner Arena contro il Ginevra Servette, che ha regolato con un perentorio 7-0 la capolista Davos, assume connotati importanti.

Dove sicuramente sarà fondamentale scalare ulteriormente la classifica contro un avversario che fine a questo momento è andato a corrente alternata. Dotato di un’ottimo potenziale ma espresso a tratti. Tornando al match, i bianconeri ad andare a segno sono stati nell’ordine Canonica che ha risposto al vantaggio iniziale di Pestoni. Poi ci ha pensato Linus Omark ben servito alla grande da Carrick. E nonostante il pareggio in powerplay di Bürgler, in apertura di terzo periodo l’Hc Lugano ha alzato il ritmo e per l’Ambri non c’è stato molto da fare. E’ vero che da un errore di Heed e’ scaturito il nuovo vantaggio bianconero con Sekac, ma poi a lungo andare ha legittimato il tutto con Thürkauf e poi ancora con Sekac a porta vuota.

Hc Lugano
Sanford autorevole e autoritario, ennesima prova di alto livello

L’Hc Lugano praticamente ha vinto in crescendo, lasciando al palo un Ambrì alquanto confusionario, il quale ha riposto parecchie aspettative sul derby per riscattare la precedente uscita di Losanna. Ma Schlegel in splendida forma comunque sia si è opposto a più riprese alle varie incursioni dei padroni di casa.

Focus on: il Lugano continua la sua marcia di crescita e di vittorie, a onor del vero questa sera a livello difensivo ha ballato un po’ troppo. In modo particolare si è lasciato un po’ sorprendere dal forcing iniziale anche prevedibile dei padroni di casa. Chiudendo il primo periodo sotto di una rete, tuttavia come detto gli stranieri hanno fatto la differenza e quando si è deciso di alzare il ritmo il collettivo bianconero ha dettato legge. Sekac e Perlini si sono ritrovati ancora una volta a meraviglia, ma è tutta la squadra che ha girato veramente bene.

In modo particolare non si è mai disunita nonostante la rete a freddo di Pestoni, dove la deviazione sfortunata di Dahlström e’ stata decisiva. Con calma e pazienza ha ripreso in mano le redini del gioco, già in apertura di secondo si e’ visto un approccio nettamente diverso. In un periodo centrale abbastanza combattuto con parecchi capovolgimenti di fronte dove comunque sia i portieri su entrambi i versanti hanno fatto la differenza. Ennesima menzione particolare per Sanford autore questa sera di un assist nell’1-1 dei Canonica.

Fondamentalmente un grandissimo uomo squadra, un giocatore in grado di prendersi la responsabilità nei momenti delicati. Di reggere molto bene la pressione e di uscire sempre col disco dalla zona difensiva a testa alta nonostante il pressing dei giocatori avversari. Di leggere molto bene l’azione e abile nel farsi trovare sempre al posto giusto. Non perde mai la concentrazione e la lucidità oltre ad essere molto abile nel gestire sempre bene il disco e dettare passaggio verso i propri compagni. Un giocatore totale, onestamente poco appariscente ma di grandissima sostanza. E di Omark che dire? La rete del vantaggio bianconero parla da sola, sia come impostazione (Carrick, ndr) che nella sua conclusione. Quando si chiede agli stranieri di fare la differenza, beh oggi ne abbiamo avuta una dimostrazione pratica.

Hc Ambrì Piotta – Hc Lugano: 2-5 (1-0, 1-2, 0-2)

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Marco Capelli
"Metà del gioco è una questione mentale, l'altra metà consiste nell'essere mentalmente presenti"

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