In campo per dimenticare l’ultima gara e anche quella dell’andata. Lariani attesi a una prova gagliarda nel recupero di campionato Milan-Como.
“Sbagliando si impara” è certamente uno dei proverbi italiani tra i più storici e anche fra quelli più in voga. Ed è certamente una grande verità, nonché un bell’insegnamento per chi lo sa cogliere. E chissà mai che lo faccia proprio anche il gruppo allenato da Cesc Fàbregas, autore fin qui di un’ottima stagione ma con ancora alcune cose da sistemare per fare il definitivo salto di qualità. Fra queste c’è sicuramente la necessità di migliorare la concentrazione e di conseguenza la solidità al ritorno in campo dopo l’intervallo. Solo ripensando al recente passato, senza tener conto dei rischi corsi contro altre compagini, i comaschi hanno incassato gol nel primo quarto d’ora della ripresa contro Fiorentina, Napoli, Bologna e Milan. Una lezione da mettere in pratica il prima possibile, già da domani contro i rossoneri. Poiché, con due reti incassate a cavallo delle due frazioni, contro di loro maturò all’andata un’incredibile sconfitta per mole di gioco sviluppata e azioni pericolose create.
Inoltre contro il Diavolo converrà drizzare le antenne doppiamente, poiché statistiche alla mano i milanesi hanno fatturato il 25% del proprio bottino offensivo (ovvero 10 gol su 40) entro i quindici minuti una volta tornati sul rettangolo verde (oltre a detenere il record per reti nel tempo di recupero del primo tempo). Insomma, ponendo un po’ più di attenzione in determinati frangenti non è poi così peregrina l’ipotesi di ritornare sul Lario con qualche punto, utile per riagguantare o addirittura superare l’Atalanta al sesto posto. L’avevamo già visto un mese fa, con il proprio palleggio il Como può mettere in difficoltà una seconda volta la formazione meneghina. Sebbene quest’ultima si ritrova ancora nella situazione di dover vincere per non far scappare troppo l’Inter. Vada come vada, ma dagli azzurri è quantomeno lecito aspettarsi una prestazione di carattere per cancellare sia la beffa precedentemente servita da Allegri e i suoi ragazzi, sia la partita incolore di sabato scorso contro la Fiorentina.
Cesc Fàbregas: “Non servono discorsi prima di Milan-Como. I nostri numeri da top four ma ancora non lo siamo”
Nel pomeriggio odierno il tecnico catalano ha fatto il consueto punto con la stampa. “Domani non avrò tanto da dire ai ragazzi prima di giocare, del resto saremo a San Siro contro una società storica – le parole di Cesc Fàbregas -. A livello di concentrazione l’incontro pericoloso era quello contro la Fiorentina. Dovremo divertirci facendo contenti tutti i nostri tifosi, cercando di portare a casa più punti possibili. Più impegnativa questa o con la Juve? La più difficile è sempre la prossima, anche se non vorrei essere bugiardo dicendo che non abbiamo iniziato a preparare anche quella successiva e questo perché poi non abbiamo tempo. Anche se non ci sarà Rabiot potranno schierare un altro buon giocatore, uno tra Ricci, Loftus-Cheek o Jashari. Di opzioni con grandissima qualità ne hanno. D’altronde ne hanno perse due in tutto, contando anche la Coppa Italia e ciò vuol dire che sono una squadra forte e che sa esattamente come vincere. Rivisto all’andata contro di loro i difetti che avevamo l’anno scorso? Se parliamo di una sola partita su quasi trenta che abbiamo finora disputato sarebbe un pensiero superficiale. Giocare bene non vuol dire vincere sempre. Dobbiamo comunque provare a giocare nella maniera che pensiamo sia la migliore per fare punti e in questo senso poche volte abbiamo sbagliato. Siamo un club e una squadra molto giovane, non siamo pronti per vincere lo scudetto. A volte abbiamo fatto molto bene, tuttavia il calcio lo conosco parecchio avendoci giocato tanti anni: a volte è difficile farlo anche quando disponi della miglior squadra possibile. Guardate l’Inter, da cinque anni è la migliore eppure ne ha vinto uno solo. Il nostro non è un percorso lineare, ma gli errori possono farti crescere: dobbiamo guardare avanti poiché la strada è ancora lunga ma anche molto bella. Non dobbiamo perdere il nostro focus. E’ vero, a volte non siamo stati bravi a concretizzare ma ciò che creiamo è davvero tanto. Ed è la cosa più difficile nel calcio, quella semplice sarebbe aspettare e ripartire”.
“Tutti i numeri dicono che praticamente siamo una “top four”, la realtà però è che non lo siamo. Certamente ci manca quel qualcosa che hanno le grandi squadre. Ad esempio all’andata contro il Milan la mia sensazione è che loro pur soffrendo la nostra forza erano tranquillissimi perché consapevoli che il loro momento sarebbe arrivato. Tutto ciò te lo può dare soltanto l’esperienza: a Modric che vadano a pressarlo non gliene frega nulla, ha vissuto tutto nel calcio e per lui giocare davanti a 100.000 persone non è come per i miei ragazzi. Se togliamo Morata, Moreno e Roberto questa sarebbe la seconda rosa più giovane d’Europa. Abbiamo appena preso un’atleta che ieri è dovuto andare in Svezia per fare la patente dell’auto in quanto fresco maggiorenne. Duro con Morata? Dipende ciò che si vuole intendere. Ho affermato nel post partita un concetto naturale e lo ripeto, la provocazione in un campo di calcio bisogna saperla gestire. Con lui non ho parlato, so che ha chiesto scusa sui social e perciò guardiamo avanti. Possibilità di andare al Milan nel 2011? No, soltanto nel 2016 quando non giocavo molto con Conte. All’epoca se avessi dovuto lasciare l’Arsenal nella quale ero il capitano sarebbe stato soltanto per tornare eventualmente al Barcellona. Il post di Suwarso? Il presidente ovviamente dice ciò che vuole ma siamo abbastanza allineati fra di noi. Dobbiamo avvalorare ciò che stiamo facendo, senza guardare partita dopo partita. Se arriverà il giorno in cui dovrò prendermi le mie responsabilità per dover vincere lo farò, come sempre ho fatto in tutta la mia vita”.
Massimiliano Allegri: “Como ancora in lotta per la Champions, se non saremo ordinati rischio brutta figura”
Poco prima a parlare, in vista di Milan-Como, era invece stato il suo collega. “Ci ritroviamo negli ultimi tre mesi della stagione, nei quali si deciderà la corsa Champions League che in Italia diventa una questione di vita o di morte, quindi non abbiamo più margini d’errore – premette Massimiliano Allegri -. Domani avremo una sfida importante contro un Como che è ancora in lotta per questo traguardo. Perciò dovremo essere bravi a rimanere concentrati senza spendere energie mentali per ciò che è successo sabato, per affrontarla al meglio e gestendo così gli imprevisti che potranno esserci. Una compagine che sta avendo un percorso decisamente buono in poco tempo, bisogna soltanto farle i complimenti. Propositiva, bravissima a riconquistare immediatamente palla una volta persa e che sta inoltre attraversando un ottimo momento. Dovremo disputare una prestazione ordinata, compatta e paziente, altrimenti con loro si rischierebbe di fare brutta figura. Nel primo tempo sul Lario fummo disordinati e senza Maignan saremmo capitolati. A parte Gimenez stanno tutti bene, Saelemaekers sarà a disposizione mentre Pulisic ha sempre un mezzo fastidio. Anche Leao è ok, quando nell’ultima parte di torneo ci sarà bisogno di giocatori tecnici questi ultimi due faranno bene. Non credo sia un dibattito quello fra “giochisti e risultatisti”, noi come Milan vogliamo innanzitutto raggiungere un obiettivo, attraverso prestazioni buone o meno buone”.
“Lo striscione meglio un giorno da Fàbregas che cento da Allegri? E’ folklore, va bene così. Lo scudetto? Non siamo l’unica squadra in lotta, il campionato è ancora lungo con ancora tredici partite a disposizione. Bisogna andarci cauti, se raggiungeremo il nostro primo traguardo poi proveremo a pensare anche a questo. Lo ripeto, non dobbiamo spendere energie in fattori esterni ma piuttosto mantenere la forza di rimanere inquadrati indipendentemente da ciò che succede. Stiamo facendo delle buone cose, in questo momento bisogna però ammettere che l’Inter è la netta candidata per la vittoria finale e avevano già i favori dei pronostici insieme al Napoli in estate. Se mi aspettavo Modric così a quarant’anni? Il suo segreto è quello di avere una passione e un amore viscerale per il calcio, ciò lo porta a fare codeste prestazioni, a chiedere scusa e ad arrabbiarsi con sé stesso quando sbaglia un passaggio. Tutto questo è una fortuna anche per i calciatori che lo vivono ogni giorno nello spogliatoio. Vive partite e allenamenti con tanta tranquillità. C’è molto da imparare da lui: quando arrivano i momenti decisivi cambia espressione, questa è un aspetto da grandi campioni. Il Var? Va migliorato e bisogna capire quando deve intervenire o meno: non sta a me dirlo comunque, faccio già fatica a decidere la formazione”.

Probabili formazioni, indisponibili e squalificati in Milan-Como
MILAN (3-5-2): Maignan; Tomori, Gabbia, Pavlovic; Saelemaekers, Fofana, Modric, Loftus-Cheek, Bartesaghi; Nkunku, Leao. All.: Allegri.
Squalificati: Rabiot.
Indisponibili: Gimenez.
COMO (4-2-3-1): Butez; Smolcic, Ramon, Carlos, Valle; Da Cunha, Caqueret; Vojvoda, Baturina, Rodriguez; Paz. All.: Fàbregas.
Squalificati: Morata.
Indisponibili: Diao, Goldaniga.
Precedenti in Milan-Como e terna arbitrale
Le due compagini si sono affrontate in tutto 39 volte nel corso della loro storia, con un bilancio in favore ai rossoneri: 22 vinte, 10 pareggi e 7 sconfitte. L’ultima sfida fra le due formazioni risale al match d’andata, quando i meneghini espugnarono il Sinigaglia 1-3 (reti di Kempf, Nkunku e doppietta di Rabiot). L’ultima vittoria esterna dei lariani risale al 13 gennaio 1985, quando finì 0-2 (gol di Matteoli e Bruno).
A dirigere l’incontro ci penserà il signor Maurizio Mariani di Aprilia, che nel corso della sua carriera ha diretto gli azzurri in 2 occasioni con un bilancio di 1 pari e 1 persa. Sarà coadiuvato da Alberto Tegoni di Milano e da Daniele Bindoni di Venezia. Il quarto uomo sarà Matteo Marcenaro di Genova, al Var invece Matteo Gariglio di Pinerolo e come assistente Fabio Maresca di Napoli.
Dove e quando vederla
Milan-Como, match valevole per il recupero della ventiquattresima giornata del campionato di serie A Enilive 2025/26, si giocherà presso lo stadio Giuseppe Meazza di Milano mercoledì 18 febbraio alle ore 20:45 e sarà possibile vederlo in diretta su DAZN.

