Pallacanestro Trieste imitabile? Cantù, analogie e cose sistemabili

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Annata diventata all’improvviso complicata per Acqua S.Bernardo. Vietato però abdicare alla lotta promozione, Pallacanestro Trieste insegna.

Il tabellone del PalaFitline segna 10″ alla conclusione, Redivo segna il primo libero ma fallisce il secondo e nell’altra metà campo Valentini realizza la tripla del definitivo 78-77. E’ il ritorno alla vittoria, è una liberazione. La Pallacanestro Cantù nel giro di una manciata di secondi passa così dalla possibile sesta sconfitta consecutiva all’agganciare momentaneamente Rieti e la stessa Cividale al terzo posto in classifica. Che il “bottom” della discesa prestazionale stagionale dei brianzoli sia stato pertanto raggiunto? Noi pensiamo proprio di si.

Con questo non vogliamo certo affermare che a partire da ieri sarà tutto di nuovo rose e fiori, con il restante cammino da parte dei canturini che sarà per forza di cose immacolato o quasi. Certamente ci sarà ancora da lavorare per restituire ai propri tifosi una squadra capace di imporre un ruolino di marcia considerevole. Tuttavia, è inutile negare che una buona fetta di questo filotto negativo era dovuto principalmente a una questione mentale: il pianto di taluni giocatori alla fine del match contro i friulani è emblematico a tal proposito. Ora il calendario, almeno nel brevissimo periodo, potrebbe dare una mano per ritrovare un sorriso più consistente. E perché no, provare a mettere le basi per iniziare a svoltare completamente la propria annata, come fece un altro club (poi promosso) in quella passata.

Similitudini fra l’attuale periodo nero dell’Acqua San Bernardo e quello della Pallacanestro Trieste nel 2023/24

La speranza di tutti i supporters brianzoli, è che quello appena andato in onda sia stato un film già visto. Su altri schermi ma comunque precedentemente visionato. Con la memoria che non deve riavvolgersi più di tanto, ma semplicemente di dodici mesi. Si perché nello scorso campionato di A2 anche la Pallacanestro Trieste ha vissuto un momento totalmente da dimenticare, che anche a livello temporale è quasi coincidente con quello dei canturini. Era infatti il 12 gennaio 2024 quando perdendo a Udine 87-83 i giuliani iniziarono una striscia negativa fatta di sei ko di fila, che guarda caso durò fino al 17 febbraio incluso con l’ennesimo passo falso a Desio proprio contro l’Acqua San Bernardo.

Una settimana più tardi il tanto agognato ritorno al successo, liquidando fra le mura amiche Agrigento. Non cominciò però in quell’istante la loro marcia trionfale, poiché nella parte rimanente della “fase a orologio” i triestini seppero alternare con una quasi perfetta regolarità la gioia dei due punti alla delusione di restare a mani vuote. E’ nei play-off che la compagine di coach Christian si trasformò letteralmente: surclassando dapprima Torino e Forlì con un nettissimo 3-0, per poi accedere in A1 spegnendo i sogni di gloria di Cantù in gara4 di finale.

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Uno scatto di una delle sfide dell’anno passato fra Pallacanestro Cantù e Pallacanestro Trieste

I condizionanti infortuni a Tyrus McGee e Justin Reyes

Ma ci sono altri aspetti che accomunano biancoblù e biancorossi. Come ad esempio gli infortuni dei rispettivi giocatori chiave. Trieste infatti dovette fare a meno di Justin Reyes da metà gennaio a fine marzo, a causa di un’operazione al menisco. Un lasso di tempo che privò i triestini del loro americano di punta per una decina di sfide (nove per l’esattezza), così come è accaduto fino a oggi alla squadra di Nicola Brienza con Tyrus McGee, seppur assenze suddivise in due tranche (undici in tutto). Forfait che certamente hanno contribuito a complicare in parte il percorso delle due compagini, privati del proprio principale terminale offensivo.

Esperienza al potere: età media di Pallacanestro Cantù quasi identica a quella della Pallacanestro Trieste

Passando poi ad analizzare un discorso prettamente anagrafico, vediamo che le due formazioni si assomigliano moltissimo anche per l’età media dei propri atleti. Se parametrata a maggio, mese nel quale partono i play-off, quella dei triestini si attestava a 28,2 anni. Dato che si discosta pochissimo da quello dei canturini che è di 28,5 anni. Insomma, nonostante i ritmi serrati della post-season con incontri ravvicinati ogni due o tre giorni, il tasso d’esperienza potrebbe recitare ancora la sua importante parte. Sebbene ovviamente il fattore fisico-atletico sia, nonostante tutto, di estrema rilevanza. Va sottolineato però che all’epoca gli over 30 nella rosa di Trieste erano quattro, mentre in quella attuale di Cantù siamo a quota sei.

Basteranno le coincidenze? Qualcosa forse da correggere nell’Acqua San Bernardo c’è

Eppure fino a un mese fa la situazione in casa canturina non era affatto male, ritrovandosi alla vigilia della nefasta sfida casalinga contro Rieti a -2 dalla vetta. Così come prima di andare a integrare il proprio organico, con la squadra che stava viaggiando a un 69,2% di tutto rispetto. Un passo che si è contratto con l’inserimento delle nuove pedine, con l’Acqua San Bernardo che da quel momento ha conquistato 8 match su 14, pari al 57,1%. L’impressione è che oltre all’assenza di Tyrus McGee, che va comunque ricordato essere circoscritta ad alcuni incontri, si siano momentaneamente persi anche alcuni equilibri sul parquet.

Inoltre attualmente i brianzoli possono ancora disporre di almeno quattro elementi (Hogue, Okeke, Possamai e Basile) in grado di ricoprire il ruolo di centro e fino poco tempo fa potevano far affidamento anche su Burns. Un numero certamente sproporzionato per il torneo di A2. Con il non secondario difetto che praticamente tutti stanno latitando dalla linea della carità (sotto il 60%), aspetto che agevolerebbe il compito di lettura nei finali da parte delle avversarie: commettere fallo potrebbe essere più indicato che concedere un appoggio. Figuriamoci poi averne due di essi contemporaneamente in campo.

Al contrario, la sensazione è che la squadra di Brienza abbia bisogno di più pericolosità e produttività tra i propri esterni. A tal proposito indicative le medie di Piccoli e Riisma, che con rispettivamente 4,7 e 4,1 punti sono i due biancoblù che fra i senior fatturano di meno. Giocatori che danno il proprio meglio difensivamente parlando e che sono pertanto dei doppioni. Ecco che quindi secondo noi non sarebbe una brutta idea, come già ipotizzato, inserire un’ala piccola con punti nelle mani, che possa scalare anche come ala grande (dopo aver ovviamente valutato le condizioni di recupero di De Nicolao, alle prese con un problema al ginocchio). Così da aumentarne la capacità offensiva collettiva, che al momento è il vero tallone d’Achille: Cantù ha il dodicesimo attacco, mentre difensivamente parlando è ancora davanti a tutti.

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Marco Ballerini
Un calcio al pallone, due tiri a canestro, una corsa nei boschi, una pedalata tra salite e discese, una nuotata nel mare, una sciata nel bianco, una pagaiata sul lago.. Sacrifici, sudore, fatica, passione, socialità, emozioni, obiettivi, traguardi.. Lo sport è sempre un ottimo pretesto per VIVERE e per sentirsi VIVI !!

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