La Pallacanestro Cantù toglie i veli al nuovo logo ufficiale. Tra richiami al glorioso passato della società ed il nuovo corso verso l’Arena
Una nuova identità per una nuova era. Dopo oltre quindici anni dall’ultimo restyling, la Pallacanestro Cantù cambia ufficialmente pelle. Il club brianzolo ha infatti presentato nella giornata di ieri il nuovo logo, aprendo simbolicamente una nuova era della propria storia. Un cambiamento atteso da tempo, anticipato dalle indiscrezioni delle ultime settimane e poi confermato dalle dichiarazioni del direttore generale Andrea Mauri, che avevano lasciato intendere l’imminente rinnovamento dell’identità visiva biancoblù.
Il logo rappresenta infatti uno dei passaggi più significativi del percorso di rinnovamento intrapreso dai brianzoli, destinato a culminare con l’ingresso nella nuova Arena, che segnerà un vero e proprio turning point per la storia canturina. Per questo, anche esteticamente, bisogna farsi trovare al passo con i tempi.
Un nuovo logo che unisce tradizione e futuro
Il cambiamento grafico, quindi, è evidente. Sparisce il precedente logo e lascia spazio a uno stemma circolare, dominato dal blu con ornamenti bianchi, i colori che da novant’anni identificano la Pallacanestro Cantù. Il blu assume una tonalità più brillante e moderna, tornando ad essere l’elemento predominante, in una scelta che richiama direttamente la tradizione del club. E’ il significato dei dettagli al suo interno, però, a raccontare la filosofia che ha guidato questo restyling.
Tra le principali novità compare la corona stilizzata nella parte superiore dello stemma. Un riferimento che non ha bisogno di spiegazioni per chi conosce la storia biancoblù: il soprannome di “Regina d’Europa”, conquistato sul campo grazie ai trionfi continentali che hanno reso Cantù una delle società più prestigiose nella storia del basket europeo. Un’eredità che continua ancora oggi a distinguere il club, secondo soltanto al Real Madrid per numero di trofei europei messi in bacheca.
È un richiamo forte alle proprie radici, ma anche un messaggio chiaro: guardare avanti senza dimenticare ciò che ha reso grande la Pallacanestro Cantù. Al centro del logo torna protagonista il nome Cantù, scritto in maniera netta e immediatamente riconoscibile. Una scelta identitaria che mette al centro il territorio e il senso di appartenenza. Sotto il nome compare invece il 1936, anno di fondazione della società. Un dettaglio che assume un significato ancora più importante proprio nella stagione che porterà il club a festeggiare i novant’anni di storia.
Come evidenziato anche nel comunicato ufficiale, poi, quel numero celebra inoltre un primato unico: la Pallacanestro Cantù è la società con il codice FIP attivo più antico d’Italia, simbolo di una continuità che attraversa quasi un secolo di basket.

Il processo della nuova era
Il nuovo stemma accompagnerà tutta la famiglia canturina. Non soltanto la prima squadra, ma anche tutte le realtà affiliate adotteranno la stessa base grafica, differenziata soltanto da colori e denominazioni per il Progetto Giovani Cantù e il Minibasket. Una scelta che punta a rafforzare l’identità di tutto movimento biancoblù in unico insieme. Il pensiero va inevitabilmente anche alla nuova Arena: i lavori procedono senza sosta e l’obiettivo resta quello di inaugurare l’impianto nel febbraio 2027, quando Cantù dovrebbe disputare le prime gare casalinghe nella nuova casa del basket brianzolo, destinata a ospitare anche la Nazionale italiana.
Il nuovo logo rappresenta il punto di partenza di un progetto molto più ampio. Dopo il ritorno in Serie A, la società vuole consolidarsi nel massimo campionato e costruire le basi per riportare Cantù tra le protagoniste del basket italiano.
Il lavoro, naturalmente, passerà anche dal campo. La squadra si ritroverà il 16 agosto per l’inizio della preparazione e il mercato è soltanto all’inizio. Al momento il roster può contare sui confermati Riccardo Moraschini e Leonardo Okeke, oltre ai nuovi arrivi Semaj Christon e Liam Udom. Il prossimo innesto dovrebbe essere Matteo Parravicini, destinato a completare il reparto playmaker, prima di concentrare gli sforzi sul mercato americano, che definirà le ambizioni della nuova Acqua San Bernardo.

