Meo Sacchetti out, tocca a Cagnardi: separazione servita fredda

meo sacchetti

La Pallacanestro Cantù esonera Meo Sacchetti, affidando il timone della squadra al vice Devis Cagnardi. Un cambiamento che arriva da lontano.

E’ lo scorso 6 giugno quando i sogni promozione della formazione biancoblù e dei suoi tifosi si infrangono sui ferri del PalaFerraris di Casale Monferrato in occasione di gara5 di semifinale play-off di A2 per mano della Giorgio Tesi Group. E’ in quell’esatto momento che, di fatto, l’ex ct della nazionale perde il proprio posto sulla panchina brianzola. Nonostante nelle menti degli appassionati canturini e degli articoli di stampa rimarrà impressa la data odierna, giornata nella quale l’Acqua San Bernardo ha dato ufficialmente il benservito al tecnico nativo di Altamura.

Negli immediati giorni successivi si svolse infatti un CdA che risultò spaccato più o meno a metà, fra il confermare o meno Meo Sacchetti. Una decisione da prendere più facilmente se non ci fosse stato di mezzo il contratto che legava il 70enne fino a giugno 2024. Una cifra importante, che se non liberata attraverso una rescissione consensuale del rapporto, poteva privare Cantù di una fetta di danaro non indifferente per la costruzione dell’attuale roster.

Da qui la scelta di dare una nuova possibilità all’ex allenatore di Sassari, Brindisi, Cremona e Fortitudo, giusto per citare le ultime esperienze di club prima di quella all’Acqua San Bernardo. Appoggiando così contestualmente la sua volontà di avvalersi dell’assistenza di Devis Cagnardi. Una dirigenza brianzola però, al tempo stesso, ben consapevole che quest’ultimo poteva rappresentare una validissima alternativa nel caso il rendimento della squadra non fosse stato quello desiderato.

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Devis Cagnardi a un mese dal via è già al comando dell’Acqua S.Bernardo (foto Pall.Cantù)

Prestazioni che, forse un po’ prematuramente, non sono state giudicate all’altezza. O meglio, la prestazione. Perché la classica scintilla che è tornata a incendiare il dibattito all’interno della società è stato il ko in Supercoppa contro la Reale Mutua. Una sconfitta (più brutta per la modalità che non per la valenza della stessa) che ha fatto rifiorire un certo malcontento da parte di chi già a inizio estate propendeva per un cambio di guida tecnica.

Ma anche uno spiccato disappunto a soci di un certo peso all’interno di Cantù Next. E grazie proprio alla S.p.A. dedita alla costruzione della “Nuova Arena” che la separazione con Meo Sacchetti e con buona probabilità l’inserimento di un nuovo giocatore in organico diverranno operazioni sostenibili. Ma anche quella di mettere a libro paga un nuovo assistente (in aggiunta a Tommaso Sacchetti) a disposizione del promosso Devis Cagnardi.

Insomma, quello che si è consumato in queste ultime ore era un finale in gran parte già scritto. Che ha lasciato in parecchi sorpresi non tanto per la decisione presa, quanto per le tempistiche. Tre mesi e mezzo dall’estromissione play-off, due settimane dalla caduta a Torino. Se da una parte il nuovo assetto societario adottato da quello storico 18 febbraio 2019 evita di restare in balia del magnate o semplicemente proprietario di turno, dall’altra rischia di ostacolarne la rapidità decisionale. Con tutti gli annessi e connessi in ambito sportivo. Una vicenda che dunque, giusta o sbagliata che sia, dovrà fornire i giusti spunti di riflessione.

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Marco Ballerini
Un calcio al pallone, due tiri a canestro, una corsa nei boschi, una pedalata tra salite e discese, una nuotata nel mare, una sciata nel bianco, una pagaiata sul lago.. Sacrifici, sudore, fatica, passione, socialità, emozioni, obiettivi, traguardi.. Lo sport è sempre un ottimo pretesto per VIVERE e per sentirsi VIVI !!

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