Michael Spacek semplicemente top scorer

Michael Spacek determinante come pochi, la sua presenza o la sua assenza incide sempre sulle sorti del club leventinese.

Bollettino Ambrì  – E’ stato un weekend tra alti e bassi per i leventinesi che comunque hanno dovuto avere a che fare con due squadre nettamente in forma e in piena lotta. La prima, il Losanna, per consolidare la sua posizione tra le prime sei,  la seconda, il Davos impegnato in una rimonta per entrare proprio tra le top six. L’Ambri ha fatto un po’ da cartina di tornasole, giocando la sua parte sui destini di entrambe le compagini ma anche su se stesso.

Michael Spacek
Kneubuehler a segno per l’unica rete dei leventinesi in quel di Losanna

In quel di Losanna lo si sapeva fin dall’inizio che non sarebbe stata una trasferta alquanto facile per i leventinesi. Inoltre l’assenza improvvisa di Michael Spacek ha pesato eccome sulle sorti e sulle dinamiche del gioco dei biancoblu. Fondamentalmente per l’Ambrì non c’è stata mai praticamente gara anche perché i protagonisti assoluti della serata sono stati due: Ossia Damien Riat e Raffl, autori entrambi di una doppietta. Che ha inchiodato i biancoblu a un 4-1 che non ha lasciato spazio ad alcun tipo di giustificazione. Solo la rete di Kneubuehler aveva un po’ illuso sul 2-0 per una entrata in gioco dei leventinesi.

Michael Spacek
Dauphin autore della rete del raddoppio con il Davos

Nella eventuale speranza di poter dare il là a una rimonta che francamente non c’è mai stata. Per lo più la compagine leventinese ha messo in mostra il peggio del suo repertorio. Mettendo a nudo i propri limiti, incassando ben tre delle quattro reti in inferiorità numerica. Mentre l’ultima addirittura in shorthand, anche se comunque sia non faceva testo. Perché caduta a pochi secondi dal fischio della sirena finale in piena emergenza per gli ospiti che cercavano disperatamente di riaprire l’incontro.

Tuttavia con il Davos alla Gottardo Arena abbiamo visto un’altra partita, un’altra squadra, e non a caso il rientro di Michael Spacek oltre a quello di Pestoni ha fatto eccome la differenza. Un incontro quello coi grigionesi, molto tirato, una tipica gara da play-off dove le squadre hanno badato più che altro a non scoprirsi. Ma a contenere e ripartire cercando di creare superiorità numerica. E non è un caso che ad aprire le marcature e a sbloccare l’incontro dopo trenta minuti di gioco sia stato ancora una volta Michael Spacek. A seguire ci ha pensato Dauphin a realizzare la rete del raddoppio. Poi  da qui, tra alti bassi, l’Ambrì ha cercato di gestire un Davos che non si è mai arreso, riuscendo ad accorciare con Nordström nel terzo periodo.

Poi l’assalto finale, e grazie anche a uno Juvonen in forma strepitosa che ha permesso ai biancoblu di incamerare tre punti fondamentali. Di allungare sul Langnau di ben cinque punti e posizionarsi all’ottavo posto in classifica generale. Seconda vittoria consecutiva alla Gottardo Arena dopo quella con l’Ajoie. Ci sono ancora tre partite da giocare da qui alla fine del campionato, tutto è ancora aperto ma in questo weekend almeno una vittoria doveva essere capitalizzata e così è stato.

Michael Spacek
Juvonen impeccabile nell’arrembaggio finale dei grigionesi

Focus on: sempre e solo Michael Spacek, non c’è nulla da fare l’attaccante ceco praticamente sta attraversando un periodo di forma smagliante. Ogni disco che tocca diventa rete se non assist e sempre più incide sulle sorti dei biancoblu. Nel bene o nel male, e lo abbiamo visto nell’arco della stagione, quando in determinati momenti sembrava svogliato o un pesce fuori dall’acqua. Ma comunque indossando sempre la maglia da Top Scorer. E da quando ha deciso o ritrovato una condizione più che buona è diventato praticamente incontenibile. Beneficiando della sua presenza tutti i suoi compagni di linea oltre al collettivo.

Ma l’Ambri ha fatto tesoro di quanto di poco buono fatto in terra vodese e ha cercato di gestire nel migliore modo possibile un Davos che è sceso sul ghiaccio a fotocopia dei padroni di casa. Questa volta la fase difensiva è stata praticamente impeccabile. Come nel periodo di novembre dove la squadra aveva dato il meglio di sé sia a livello offensivo che difensivo. Illudendo un po’ tutti del fatto che si fosse trovato il giusto equilibrio. Ora i leventinesi si trovano con il destino nelle proprie mani, già la trasferta di giovedì 29 febbraio contro i campioni in carica del Ginevra Servette a Les Vernets  sarà una chiave di svolta.

L’ennesima della stagione, quantomeno sarebbe opportuno fare proprio almeno un punto. Approfittando anche della condizione dei ginevrini i quali per quanto, sulle ali dell’entusiasmo per la vittoria della Champions Hockey League, hanno accumulato qualche fatica di troppo. Perchè nell’arco di tutta la stagione hanno sacrificato forze ed energie mentali per una manifestazione prestigiosa. Anche se i ginevrini mirano e puntano quantomeno a qualificarsi per il post season. A maggior ragione occorre approfittarne ma serve anche scendere sul ghiaccio con un atteggiamento propositivo, efficace, perché da qui alla fine della regular season è praticamente vietato sbagliare se si vuole dare ancora un senso alla stagione.

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Marco Capelli
"Metà del gioco è una questione mentale, l'altra metà consiste nell'essere mentalmente presenti"

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