Andrea Pecchia: “Cantù? Non potevo fare scelta migliore”

Andrea Pecchia

Intervista ad Andrea Pecchia, uno tra i giovani italiani più interessanti nel ruolo di ala piccola. Leadership e maturità per il nativo di Segrate.

Nonostante la sua giovanissima età, per come si muove all’interno e all’esterno del rettangolo di gioco è tranquillamente equiparabile a un veterano. Stupisce infatti la maturità di questo 22enne, merito probabilmente anche dell’ultima annata in quel di Treviglio vissuta da capitano che ha contribuito ad accelerarne la crescita. Proprio per questo coach Pancotto ha deciso di assegnare ad Andrea Pecchia un posto stabile in quintetto, con il giovane segratese capace di ricambiare la fiducia riposta in lui mostrando già buoni numeri per essere all’esordio nella massima serie: 7,7 punti con quasi il 65% da due, 4,5 rimbalzi e 1,2 assist sono le sue medie in poco meno di 25 minuti a gara. Prestazioni e qualità che non sono certamente passate inosservate agli occhi dei dirigenti della Virtus Bologna e a quelli di Meo Sacchetti, coach della nazionale italiana. Con l’ex prodotto del vivaio milanese costretto però a rinunciare alla recente chiamata azzurra causa una distorsione alla caviglia. E proprio da qui inizia la nostra intervista.

Allora Andrea, come procede il tuo recupero? Quando tornerai ad allenarti con il gruppo?

“Il giorno del rientro preciso ancora non lo so, perché stiamo valutando di giorno in giorno come risponde la caviglia. Credo però sicuramente di farcela per la ripresa del campionato in quel di Sassari. Sono passati quasi dieci giorni, sto seguendo un percorso insieme al nostro preparatore atletico e ai fisioterapisti. Sto continuando con le terapie quotidiane, fa ancora un po’ male poiché è stata una bella distorsione, ma va già meglio”.

Sei passato dall’esaltazione per la tua prima convocazione azzurra alla delusione causata dal forfait, o l’hai presa con filosofia?

“Più che deluso ero piuttosto incavolato, soprattutto nei due giorni seguenti. Era un’occasione bella e importante al tempo stesso, che sognavo fin da bambino. Però sono rincuorato dal fatto di aver ricevuto chiamate da coach Sacchetti e dal team manager Brunamonti che mi hanno detto che avrò ulteriori chance in futuro, mi ha fatto molto piacere e mi han tranquillizzato. Poi va detto che da un lato sono stato anche fortunato a essermi infortunato prima di una lunga sosta. Ho tutto il tempo per recuperare al meglio”.

andrea pecchia
Il ct della nazionale italiana Meo Sacchetti

Una chiamata che ti aspettavi, vero?

“In un certo si, visto che avevo già fatto parte della nazionale sperimentale nel 2018 proprio di coach Sacchetti. Ho un buon rapporto con lui, lo stimo molto e mi venne a vedere in diverse partite giocate con la maglia di Treviglio. È stato un motivo d’orgoglio far parte di questa lista in cui ci sono tanti nomi nuovi, una specie di cambio generazionale. Sono tanti anni che sto lavorando duro per ottenere risultati e certamente continuerò su questa strada”.

Invece qui in Brianza come procede? E’ l’ambiente che ti immaginavi prima del tuo approdo?

Cantù è proprio come me la immaginavo. I tifosi son sempre qualcosa di pazzesco, ci supportano in ogni istante, sono sempre con noi. E’ un ambiente molto caldo ed è una città che vive di basket. La società è seria e con un’ottima organizzazione. Pancotto è un super allenatore e lo staff tecnico è validissimo, sia Gandini che Visciglia sono preparatissimi. È stata sicuramente una scelta azzeccatissima per continuare nel mio percorso di crescita e per debuttare in A”. 

Le tue statistiche dicono che sei quello che si prende di media meno conclusioni dal campo dell’intera rosa, una ogni 4’24”, ma anche che sei il più efficace da due con il 64,5%. Un commento su questi dati?

“Posso prendermi un tiro nel momento decisivo ma non necessariamente solo quello. Anche prendere un rimbalzo o rubare un pallone, mi piace fare tante cose e soprattutto provo a fare ciò che serve a far vincere la mia squadra. Cerco sempre di prendere la scelta giusta, penso ultimamente di essere migliorato ancor di più nella lettura del gioco rispetto alle stagioni precedenti”.

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Kevarrius Hayes (foto M.Cittadino), insieme a Jason Burnell e Andrea Pecchia gli unici sopra il 50% dal campo di Cantù

In quale aspetto Andrea Pecchia ritiene di migliorarsi per diventare uno dei protagonisti del torneo? Nel tiro da tre? 

“È un’arma che comunque ho nel mio bagaglio tecnico, anche se come dicevo prima a volte preferisco prendermi un palleggio arresto e tiro dalla media. Ho la fiducia del coach e di tutti, quindi continuo a lavorarci sopra per prendere tiri dall’arco sempre con maggior fiducia”.

In classifica siete a metà strada tra i play-off e il penultimo posto. Dove potete arrivare?

“L’obiettivo è quello di vincere più partite possibili da qui alla fine, quindi già dalla prossima sfida a Sassari cercheremo di fare punti. Detto questo per prima cosa ci guardiamo alle spalle, poiché innanzitutto l’obiettivo è quello di salvarci. Poi a fine campionato vedremo dove saremo arrivati. Se si riuscisse a fare anche i play-off non sarebbe male”.

Quale vittoria giudichi la più sorprendente tra tutte quelle ottenute?

“Più che sorprendente, la più bella: quella contro Milano al Forum. Contro una squadra così blasonata siamo riusciti a fare la nostra partita e a portarla a casa su un campo difficile”.

Le voci dell’interessamento della Virtus come le hai vissute? Motivo di soddisfazione o ti hanno distratto?

Non sono uno che pensa a tutto ciò che è extracampo, non seguo molto le voci di mercato. Non mi interessano. Sono sempre rimasto concentrato su quello che faccio qui con Cantù, quindi non mi hanno per nulla infastidito.

Un giornalista ha definito Andrea Pecchia il “Mamba di Segrate”. Un nickname che ti aggrada?

“Dopo quello che è recentemente successo a Kobe, purtroppo, è un soprannome alquanto importante. Posso dire soltanto che ne sono semplicemente onorato”.

 

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Marco Ballerini
Marco Ballerini
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