Hcap sconfitto nel weekend da Davos e Zugo, i playout ormai sempre più una certezza salvo miracoli, la continuità il difetto più cronico.
Bollettino Ambrì – I leventinesi erano ripartiti con il piede giusto contro il Losanna martedì sera. Avevamo sottolineato il fatto che si ritenesse che la squadra avesse lavorato bene durante la pausa olimpica. E che avrebbe approcciato gli incontri a seguire con un piglio diverso. La sfida con il Davos sarebbe dovuta essere la classica cartina tornasole per verificare veramente il cambio di registro da parte degli uomini di Tapola. Ed invece anche questo weekend si è concluso con zero punti. Con la bellezza di ben due sconfitte molto pesanti oltre ad aver incassato ben nove reti.
Certamente gli avversari non erano alla portata, il Davos lo sappiamo, capolista indiscusso, una macchina da reti e molto concreta a livello difensivo. E lo Zugo che per quanto non stia attraversando un buon momento, pur viaggiando in questo campionato a ritmo alternato, in ogni caso è dotato di un potenziale tecnico non indifferente. Con i grigionesi la partita è durata solo venti minuti fino alla rete del pareggio di De Luca. Per gli ospiti un hat-trick di Tino Kessler, oltre a Stransky e Ryfors. Che hanno infilato un incolpevole Senn, per i biancoblu Joly ha reso meno pesante il passivo oltre al solito De Luca, che ha cercato di sostenere fino alla fine la causa biancoblu.
Con i confederati diciamo che l’approccio è stato migliore, sono rimasti fondamentalmente in partita. E nonostante le reti di Kubalik e Kessler, sono riusciti ad accorciare con Formenton. Ma poi a lungo andare la squadra si e’ sfaldata, la rete di Vozelinek ha tagliato le gambe in modo definitivo e a porta vuota Hofmann ha fatto il resto. Diciamo che non c’è molto da aggiungere, due prestazioni non all’altezza e arrivati a questo punto della stagione, il Kloten salvo miracoli, se n’è andato lasciando sul posto i leventinesi. Che con molta probabilità dovranno giocarsi i playout con l’Ajoie.
Focus on: il cambio di panchina non è che abbia spostato più di quel tanto gli equilibri in casa biancoblu. A parte qualche vittoria di prestigio come nel derby, anche in quella con il Losanna di martedì sera si è visto qualcosa di diverso. Forse più che altro per il fatto che i giocatori siano stati punti sul vivo. Tuttavia le problematiche sono rimaste tali e Tapola non ha potuto certo fare dei miracoli. Quello che più è balzato all’occhio è il fatto che l’allenatore finlandese non abbia fatto sconti ad alcuni giocatori.
In modo particolare a Inti Pestoni e soprattutto a DiDomenico, che per quanto sia determinante nello scacchiere in virtu’ delle realizzazioni, comunque sia costituisce la classica mina vagante. Con i suoi comportamenti il più delle volte ha messo anche a repentaglio i risultati dei leventinesi. Con molta probabilità la penalità partita incassata nella sfida casalinga contro il Losanna per motivi disciplinari ha avuto il suo peso nell’esclusione nella sfida contro lo Zugo.

Una squadra che necessita di continuità paga certi colpi di testa, tuttavia quando si ingaggiano giocatori come il canadese occorre anche valutare il loro comportamento sul ghiaccio. DiDomenico da quando calca le piste della National League ha sempre dimostrato un carattere un po’ particolare. E per una squadra come l’Hcap che se la deve giocare per la salvezza, non è che giovi molto alla causa dei biancoblu. I giocatori devono dimostrarsi professionisti fino in fondo. E in determinati momenti certi tipi di comportamenti devono per forza di cose essere messi da parte e remare tutti in un’unica direzione. Sono fondamentali le reti ma se poi vengono vanificate allora forse è arrivato il momento di tirare la cosiddetta linea.

