Hc Lugano e Hcap, appesi i pattini al chiodo: è finita per tutti.

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Hc Lugano e Ambrì Piotta stagione finita senza né vincitori né vinti. Serve pianificare la nuova stagione, ora anche i Mondiali sono a rischio.

Cala il sipario sulla stagione 2019-20 di National e Swiss League, anche in Confederazione hanno dovuto prendere atto della ormai pandemia conclamata. La Federazione con l’accordo delle squadre ha stabilito né vincitori né vinti, nessuna retrocessione e promozione. Quindi fine delle ostilità, Hc Lugano e  Hcap potranno preparare la prossima stagione con più meticolosità, nonostante quella appena conclusa che le ha viste senza dubbio protagoniste malgrado un cammino alquanto travagliato soprattutto per i bianconeri culminato con la qualificazione al fotofinish ai danni del Berna.  Per l’Ambrì in caduta libera dalla Spengler, i play-out sono diventati una concreta realtà, i play-off un traguardo difficilmente raggiungibile vuoi per una rosa molto giovane, per un Sabolic poco all’altezza delle aspettative e soprattutto per i numerosi infortuni.

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Playoff sul filo di lana per il Lugano dopo una stagione travagliata

Per l’Hc Lugano si chiude definitivamente l’era Roland Habisreutinger, con l’ennesima vittima l’allenatore Sami Kapanen immolato sull’altare dei sacrificabili. Una squadra fatta dall’ex direttore sportivo alla quale Domenichelli ha dovuto in diverse circostanze porre dei correttivi a seconda del momento. Le scelte di McIntyre, Schlegel e Pelletier hanno permesso quella svolta che serviva con un mese di gennaio ad alti livelli permettendo il recupero in classifica. Tuttavia il calo fisiologico ha messo a repentaglio la qualificazione stessa ai play-off, con la pesantissima sconfitta interna con la diretta concorrente Berna. Ora serve pianificare la prossima stagione, rinnovare soprattutto il reparto difensivo e altri stranieri all’altezza delle ambizioni della dirigenza. Il primo è già stato messo con l’ingaggio nello scorso ottobre di Mark Arcobello. Sicuramente arriveranno altri profili, anche svizzeri, di alto livello. Insomma tutto un work in progress che lascia ben sperare per la prossima stagione.

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Per l’Ambrì Piotta un dopo Spengler in caduta libera culminato con i play-out

I leventinesi dal canto loro hanno fatto il possibile per confermare quanto di buono fatto nella stagione 2018-2019.  Ma così non è stato, infortuni a raffica e troppi impegni hanno logorato la giovane rosa a disposizione di Cereda. Champions Hockey League, Spengler Cup hanno visto veri protagonisti i biancoblu, ma l’impegno nelle due competizioni ha lasciato il segno. In modo particolare il torneo di Natale nei Grigioni, infatti da gennaio in poi è stata una caduta libera salvo poi una lieve ripresa culminata con le vittorie nel finale contro Davos e Hc Lugano  ma ormai l’obiettivo era compromesso. Ora il tempo è galantuomo per gettare le basi per guardare al futuro.

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Ora anche i mondiali di hockey che erano previsti in Svizzera sono in bilico: la Federazione Internazionale prenderà una decisione entro il 14 di aprile ma visto lo stato reale delle cose, l’inizio è molto a rischio. Campionati annullati anche nella vicina Germania, Austria e Italia, un danno non indifferente al movimento hockeystico continentale nel momento cruciale della stagione. Così l’Hockey Como, nonostante l’ultimo posto e la conseguente retrocessione dopo una fase centrale di torneo buona, non ha dovuto attendere oltremodo per essere sicuro al 100% di partecipare nuovamente all’IHL (salvo cataclismi sarebbe stato ripescato per via dell’allargamento del torneo). Da qui a settembre, sei lunghi mesi di attesa nella speranza che tutto possa tornare alla normalità.

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Mondiali di Hockey a rischio
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Marco Capelli
Marco Capelli
Dalla magica notte di Davos..La maxi rissa di Ambrì..Il dramma di Schafhauser..La finale con quelli di "Lassù"..Gli olimpionici finlandesi di Torino 2006..i play-out..fino ad oggi con il ritorno ai vertici. Trent'anni di passione nata per gioco, ora sono qui a raccontarla.

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