Drew Shore sliding door, overtime ancora fatale per il Lugano

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Drew Shore rientra e da il la alla rimonta dei Lions, sotto di due reti dopo il primo periodo. Il Lugano spreca e viene punito ancora una volta all’overtime da una ingenuità di Sanguinetti. Merzlikins impeccabile ma non basta.

Zurigo – Partita fondamentale per entrambe le compagini questa sera all’Hallenstadion: per il Lugano la vittoria significherebbe pareggiare la serie e portarsi sul 2-2,  per i padroni di casa staccare la compagine bianconera di due vittorie e avvicinarsi alla conquista del titolo. Sicuramente per l’ennesima volta sarà una partita molto tirata e molto tattica, come le tre precedenti. Infatti gara 1 e gara 3 hanno visto la vittoria prima dello Zurigo e poi del Lugano con due shut-out, mentre gara 2 si è distinta per un sostanziale equilibrio nei 60 minuti sancito in uno spettacolare  4-4, poi la roulette dell’overtime si è fermata sul numero dello Zurigo. Gli uomini di Greg Ireland affrontano questa partita con molta convinzione che trova radici nel terzo periodo di  lunedì scorso quando nonostante lo Zurigo avesse comunque alzato il ritmo non tanto per una condizione fisica e atletica superiore ma più che altro per “forza di disperazione”,  sono riusciti a gestire e chiudere tutti  gli spazi. I cinque uomini di movimento sul ghiaccio dei quattro blocchi si sono mossi bene arginando l’onda d’urto della squadra di Hans Kossman che da parte sua ha cominciato a mostrare alcuni limiti fisici fino a questo momento ben celati,  certamente la semifinale con i campioni in carica del Berna è stata molto logorante anche dal punto di vista mentale, staremo a vedere questa sera sera se è stato solamente un caso o i primi scricchiolii di un cedimento strutturale; per i padroni di casa Drew Shore torna centro in prima linea a discapito di Pascal Pelletier, dall’altra parte tutti confermati e come sempre Linus Klasen spettatore non pagante.

Linus Klasen spettatore non pagante

Partenza bruciante del Lugano che scende sul giaccio con tutte le intenzioni di fare suo il match. Dopo una breve fase di studio Loic Vedova rompe gli indugi al 02’47” e raccogliendo sotto porta un assist di Giovanni Morini infila Lukas Flueler per lo 0-1 , davvero un brutto inizio per i padroni di casa che si trovano già sotto di una rete. Ad aggravare la situazione l’incapacià di sfruttare una superiorità numerica per un aggancio fischiato a Thomas Wellinger, ma al peggio non c’è mai fine e nonostante un’altra penalità contro il Lugano per troppi uomini sul ghiaccio, lo Zurigo si fa beffare in power-play da Maxim Lapierre che astutamente soffia il disco al capitano Patrick Geering in fase d’impostazione e batte per la seconda volta l’incolpevole Flueler al 15’59”. Un gran bel lugano padrone del gioco, del ghiaccio ma anche irriconoscibili i Lions, per i quali il fischio della prima sirena arriva davvero provvidenziale.

Drew Shore
Loic Vedova, il giovane rinforzo dei Rockets apre le marcature

La pausa sembra aver sortito gli effetti sperati per i padroni di casa: dopo solo 37″ un tiro di Drew Shore viene deviato incolpevolmente dal bastone di Raffaele Sannitz quanto basta per spiazzare Elvis Merzlikins, una doccia fredda che comunque non destabilizza gli ospiti che si rendono comunque pericolosi con Luca Cunti, Gragory Hofmann e soprattutto con Lapierre, ma un attento Flueler controlla con sicurezza; lo Zurigo non ci sta, aumenta il pattinaggio e il pressing alle assi cercando di occupare lo slot bianconero, solo Drew Shore si destreggia tra i difensori e per poco non beffa Merzlikins con un bel polsino, lo imita il difensore sinistro Phil Baltisberger con un tiro dalla distanza che sfiora la porta. Altro non si registra per entrambi le compagini che vanno al riposo di un secondo periodo dove i Lions hanno fatto una gran pressione senza però creare grosse occasioni rispetto ad un Lugano attendista che per ben due volte ha sfiorato la terza rete.

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Drew Shore
Drew Shore accorcia per i Lions in entrata di secondo periodo

L’entrata di terzo è ancora fatale per gli ospiti, Pius Suter nello slot devia un tiro dalla distanza di Cristian Marti al 41’21” per il 2-2, un pareggio tutto sommato meritato ma anche beffardo perchè in una partita del genere in vantaggio di due reti non puoi permettere di fare rientrare in gioco il tuo antagonista. A rendere ancora più avvincente l’incontro ci pensano gli arbitri che infliggono ad Alessio Bertaggia un 2+2 per bastone alto, il colpo al volto di Kevin Klein è involontario ma la fiscalità è fin troppo eccessiva. Nonostante tutto il box play del Lugano regge eroicamente in un momento delicato dell’incontro ormai destinato ai supplementari come in gara 2 nella speranza che non diventi un’ulteriore beffa per i bianconeri.

Drew Shore
Pius Suter pareggia in entrata di terzo periodo

Overtime dove il Lugano subisce la pressione dei padroni di casa, Elvis Merzlikins in Big Save su Raphael Prassl  a seguire un rigore che Fredrik Petterson spedisce sul palo, solo Hofmann impegna l’estremo difensore zurighese, poi Bobby Sanguinetti commette un leggerezza in fase di disimpegno regalando un assist a Chris Baltisberger che non può che freddare Merzlikins per il definitivo 3-2. Un altra beffa per gli uomini di Ireland che in vantaggio di due reti sprecano la possibilità del 2-2 nella serie, sabato 21 alla Resega sarà severamente vietato sbagliare.

 

Zsc Lions Zurigo – Hc Lugano: 3-2 (0-2; 1-0; 1-0; 1-0) dts

Zurigo: Flüeler; P. Baltisberger, Klein; Geering, Sutter; Marti, Berni; Guerra; Korpikoski, Shore, Pettersson; Kenins, Suter, Wick; Herzog, Schäppi, C. Baltisberger; Miranda, Prassl, Künzle; Pestoni.

Lugano: Merzlikins; Furrer, Johnston; Vauclair, Sanguinetti; Wellinger, Ulmer; Riva; Hofmann, Lajunen, Lapierre; Reuille, Sannitz, Walker; Bertaggia, Cunti, Fazzini; Romanenghi, Morini, Vedova; Zorin.

Reti:  2’47″Loic Vedova (Giovanni Morini) 0-1; 15’59” Maxim Lapierre 0-2; 20’37” Drew Shore (Pettersson Fredrik, Baltisberger Phil) 1-2; 41’21” Pius Suter (Cristian Marti) 2-2; 74’13” Chris Baltisberger 3-2

Penalità: Zurigo 2 x 2’ Lugano 5 x 2’

Gli highlights della partita da MySports

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Marco Capelli
Marco Capelli
Dalla magica notte di Davos..La maxi rissa di Ambrì..Il dramma di Schafhauser..La finale con quelli di "Lassù"..Gli olimpionici finlandesi di Torino 2006..i play-out..fino ad oggi con il ritorno ai vertici. Trent'anni di passione nata per gioco, ora sono qui a raccontarla.

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