Rane Rosa, il Fisco pensiero: “Più forti delle difficoltà”

maddalena fisco

Ai nostri microfoni Maddalena Fisco racconta tutte le problematiche affrontate dalle Rane Rosa per agguantare il sogno del salto in A1.

Un bottino negli ultimi due anni fatto di 16 vittorie e sole 2 sconfitte, con un’imbattibilità nelle gare ufficiali interrotta dopo ben 23 mesi. A fronte di tali statistiche, sarebbe facile considerare lo storico passaggio nella massima serie da parte della squadra femminile lariana di pallanuoto come un qualcosa di semplice e naturale. Tuttavia, non è propriamente così. Perché le Rane Rosa si sono ritrovate davanti una sfilza di complicazioni strutturali e non, che hanno reso più tortuoso il loro cammino verso l’agognato traguardo.

Ma che al tempo stesso hanno permesso anche di cimentarne maggiormente il gruppo. Con uno spirito contraddistinto da una forte unione tra le ragazze, voglia di sacrificarsi, ilarità e una buona dose di scaramanzia. Non è stato dunque tutto rose e fiori. E dei momenti tra virgolette più delicati, ne abbiamo parlato con una delle sue giocatrici più esperte, nonostante la carta d’identità reciti soltanto classe 1996: Maddalena Nina Fisco. L’originaria di Buguggiate (Varese) è tornata in Como Nuoto a distanza di cinque anni ed è stata una delle protagoniste del successo finale.

rane rosa
L’abbraccio nel giorno della promozione tra Nina Fisco e Ginevra Frassinelli (Foto M.Poggi)

L’avvicinamento al campionato

“Durante la nostra preparazione eravamo alquanto cariche. Fino a novembre, quando il Dpcm stabilì una nuova chiusura per le piscine. In quel momento nella nostra testa balenava in continuazione l’interrogativo di quando il torneo sarebbe partito. Successivamente ci comunicarono che l’avvio era previsto per gennaio, ma noi fino a metà dicembre non siamo potute entrare in acqua. Personalmente ero preoccupata, però fortunatamente mi sono fatto coinvolgere dalle altre ragazze, superando questa negatività. Loro sono cresciute insieme, già precedentemente avevano costituito un gruppo affiatato e credo che l’aver condiviso tante sconfitte nei play-off precedenti le ha unite ancor maggiormente”.

Gli allenamenti fuori provincia

“Andare ad allenarsi a Lentate sul Seveso è stato un sacrificio importante, ad esempio per me sono 100 km tra andata e ritorno. Ammetto di esser partita un po’ titubante. Inoltre, inizialmente abbiamo dovuto adeguarci non poco: non potevamo tirare in porta perché non c’erano le porte e niente tattica. E’ stato spontaneo chiedersi come saremmo potute salire nuotando e basta. Fortunatamente poi il campionato è iniziato e per le Rane Rosa e è stato un bel crescendo”.

La bruciante sconfitta contro Rapallo

“La partita persa contro Rapallo è sicuramente bruciata, soprattutto perché eravamo appena entrate in Como Nuoto e la nostra idea era quella di alzare la qualità degli allenamenti. Tuttavia, nonostante fosse il 25 aprile faceva ancora un freddo tremendo e in alcune sere ha pure diluviato. Con un tempo così poco clemente non potevamo fare tattica, bensì soltanto nuotare o giocare. Tra di noi ci siamo chieste senza preparare le partite dove potessimo andare…Nonostante tutto, siamo però sempre state brave a tenere l’umore sempre alto”.

La scomoda amichevole ad Ancona

“Quando il coach ha organizzato per andare ad Ancona a giocare, tante di noi per alcuni impegni personali han detto che erano impossibilitate. Maria Romanò però, da capitano vero, ci ha chiamato una ad una chiedendoci di fare uno sforzo in più. E anche Gaia Lanzoni, che non rientrava più a casa da tantissimo tempo, ha detto a chiare lettere che bisognava andare. E questo è stato certamente un segnale importante, ci ha permesso di capire che dovevamo fare delle rinunce per ottenere poi un qualcosa di più grande”.

La battaglia di Bologna

“Abbiamo capito realmente che avremmo potuto centrare la promozione dopo gara2 di semifinale play-off a Bologna. In quella circostanza, infatti, ci siamo ritrovate piuttosto rapidamente con Lanzoni e Giraldo fuori per falli, idem il nostro dirigente Martino e coach Pozzi espulso. Insomma, sembrava davvero una situazione surreale eppure non siamo naufragate. Siamo andate avanti per la nostra strada, nuotando forte. Con Bianca Romanò, una delle più giovani, che ci ha trascinato giocando senza alcuna paura”.

Il ko di gara2 a Napoli

“Dopo la prima ed elettrizzante vittoria da noi, siamo andate da loro consapevoli che non sarebbe stato un incontro facile ma già con la testa proiettata a eventuali festeggiamenti. E l’abbiamo pagata, è stata una sconfitta piuttosto netta. Il viaggio di ritorno è stato piuttosto difficile, l’umore era davvero sotto i tacchi. Il giorno successivo sono però andata in sede a prendere il sole e ho notato la grande grinta e voglia di vincere di Rebecca Bianchi e Bianca Romanò, due delle nostre più giovani. Alla sera, invece, noi più esperte ci siamo guardate negli occhi e ci siamo chieste cosa dovevamo fare per vincere. In quel momento ho avuto la sicurezza che gara3 l’avremmo portata a casa, era troppa la voglia in noi. Personalmente un’adrenalina del genere non l’avvertivo da svariato tempo”.

La prossima dura A1 per le Rane Rosa

“Temo che pagheremo lo scotto per il salto di categoria: siamo una squadra giovane e casereccia, quasi nessuna ha avuto un’esperienza fuori Como. Però se rimarrà la voglia di far bene e di migliorarsi, potremmo ovviare a ciò. Dovremo inoltre cercare di reggere l’impatto a livello mentale. Troveremo formazioni blasonate come Orizzonte Catania, Plebiscito Padova e Roma, altre di tradizione come Bogliasco e Florentia. Bisognerà in ogni allenamento ma soprattutto in ogni partita imparare qualcosa di nuovo. Provando a essere come delle spugne: se trovassimo una giocatrice della nazionale che ci strappa il costume e ci tira un calcio, andrà semplicemente ringraziata. Perché la volta dopo toccherà a noi fare lo stesso nei confronti di qualcun’altra. Però personalmente tornare a giocare in A1 mi elettrizza, era un mio obiettivo e in ogni caso dovremo goderci questa possibilità”.

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Marco Ballerini
Un calcio al pallone, due tiri a canestro, una corsa nei boschi, una pedalata tra salite e discese, una nuotata nel mare, una sciata nel bianco, una pagaiata sul lago.. Sacrifici, sudore, fatica, passione, socialità, emozioni, obiettivi, traguardi.. Lo sport è sempre un ottimo pretesto per VIVERE e per sentirsi VIVI !!

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