Nina Fisco: “Il salto di categoria? Ci proveremo al 100%”

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Il torneo delle Rane Rosa inizierà domenica a Imperia. Le aspettative sono alte e confermate anche da una delle sue leader: Nina Fisco.

Debutto nel campionato di A2 2021 per le Rane Rosa. Pronti, partenza, via! Si parte? Certo, Covid permettendo. E’ di due il limite di positività da non oltrepassare fissato dalla Federazione, se non si vuole andare incontro al rinvio delle gare ufficiali. Attualmente tra le comasche figura un’atleta, domani giro di test ed entro sabato sapranno con assoluta certezza se potranno finalmente tornare in acqua. Una rosa competitiva quella della Como Nuoto, che può avvalersi anche del contributo di Nina Fisco, ritornata nel club del presidente Mario Bulgheroni a distanza di cinque anni, sei se vogliamo includere anche questo 2021 (ma la preparazione è già iniziata da mesi). Classe ’96, nel 2015 salutò temporaneamente il club della ranetta per maturare importanti esperienze in A1 con Plebiscito Padova, Nuoto Club Milano e Rari Nantes Padova. Togliendosi anche la soddisfazione di un tricolore e di frequentare l’ambiente dell’Eurolega con le patavine.

Cosa ti ha spinto a tornare in quel di Como a distanza di cinque anni, peraltro ricchi di A1, scendendo di categoria?

“E’ stata una scelta di vita, se la possiamo definire così. Determinata da diversi fattori. Innanzitutto c’è la voglia di terminare gli studi il prima possibile. In secondo luogo il desiderio di tornare a casa dopo alcuni anni vissuti a distanza. Poi sicuramente anche il Covid-19 ha inciso, con la riduzione a otto club giocare nella massima serie non è stato più possibile e ritentare l’esperienza estera non più praticabile. Ma un ruolo altrettanto fondamentale è stato quello di sposare l’ambizione della Como Nuoto, ovvero quella della promozione. Devo ammettere che mi fa molto piacere tornare a essere allenata da coach Tete Pozzi e che è stato bello ritrovare alcune delle ragazze con cui avevo già giocato ai tempi. Inoltre, alcune delle più giovani anni fa venivano a vedermi quando giocavo e ciò renderà questa avventura ancor più divertente e stimolante. L’amore per la pallanuoto da parte mia è infinita, ho voglia di mettermi in gioco”.

Beh vorrà dire allora che ci tornerai con questa squadra in A1… Fattibile?

“Voglio dare un mio tangibile contributo a questa società che ci prova da tante stagionin, una meta che merita di essere perseguita al 100%. E ci proveremo. Nonostante la struttura del torneo quest’anno sarà particolarissima, i tempi di svolgimento pure e il fatto di non avere una piscina non rende tutto semplicissimo”.

Tra l’altro tu giocasti anche la finale persa nel 2014 contro Cosenza. La formazione attuale ha più chance di quella di allora?

“Non saprei sinceramente, difficile fare paragoni tra le due. Nel 2014 era la nostra seconda stagione in A2, arrivare prime nel girone Nord fu un traguardo abbastanza inaspettato, nonostante avessimo una centroboa formidabile e polivalente come Silvia Favini, oltre a due giocatrici di grandissima esperienza come le sorelle Bosco. Le stesse rivali credo avessero più qualità, Cosenza disponeva di atlete di livello riuscendo poi in A1 per qualche campionato. Forse le nostre avversarie non saranno forti come loro e noi disponiamo di un’ottima qualità. Siamo coperte in tutti i ruoli e questa, ad oggi, è sicuramente un’arma vincente”.

Quali sono le avversarie e gli ostacoli che temi di più?

“Non vorrei sembrare banale ma suggerirei di non guardare le altre, di pensare solo a noi stesse. Se ragioniamo così, penso nessuno potrà metterci in difficoltà. Mancando inoltre da qualche stagione in questa categoria, il livello preciso non riesco ancora a percepirlo. Il primo ostacolo sarà sicuramente tornare a giocare dopo un anno di stop e ritrovare piano piano forma e ritmi di gioco. Non temiamo nessuno comunque, punteremo sempre a fare il massimo possibile”.

Tra tutte le tappe qual’è stata quella che a livello pallanuotistico ti ha fatto crescere maggiormente?

“Credo un po’ tutte. Ogni stagione, ogni squadra mi ha dato tante cose diverse. Chiaramente la prima esperienza fuori casa, a 18 anni e in una realtà di così alto livello come quella di Padova, è stato un primo impatto fortissimo. Lì ho vinto uno scudetto e disputato l’Eurolega, però anche il resto del percorso mi ha dato tantissimo. Ad esempio, gli ultimi anni milanesi sono stati davvero intensi: eravamo una formazione giovane che ambiva a grandi risultati, quindi anche la voglia andava di pari passo. Mentre all’estero già di per sé è un’esperienza completamente diversa”.

Il settore femminile comasco come l’hai trovato cambiato al tuo ritorno…

“Certamente. Il lavoro nel frattempo svolto in ambito giovanile sta dando i suoi frutti. Ad esempio, ai tempi Rebecca Bianchi e Bianca Romanò militavano nell’Under 13, mentre ora me le ritrovo compagne di squadra e questo un po’ mi fa specie. Ce ne sono poi delle altre ancora più giovani, in tutta onestà spero che abbiano modo di trovare spazio e di poter crescere. Sono brave e loro rappresentano il futuro della Como Nuoto. Bisogna ammettere che per loro non è affatto facile questo momento: ci alleniamo in due piscine diverse e distanti da dove vivono. L’ho fatto anche io per anni e so che è difficile, ma fino a quando avranno spirito di sacrificio potranno fare soltanto bene”.

Chi non è cambiato, invece, è il tuo coach. Suppongo. Corretto?

“No beh, adesso è un po’ più magro (risata)….  Beh lui innanzitutto è una bravissima persona, ma anche come allenatore è in grado di rimanere sempre molto concentrato sul gruppo, sulla sua unione. Che è il valore più bello degli sport di squadra. E’ in grado sempre di salvare l’entusiasmo. Come ad esempio dopo Natale, momento in cui non potevamo tirare, non avevamo i palloni e bisognava solo nuotare. Dimostrandosi disponibile anche ad altre idee”.

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Stefano “Tete” Pozzi, coach delle Rane Rosa

In una recente intervista il coach ha affermato che Nina Fisco potrebbe essere la cosiddetta arma in più. Avverti questa responsabilità?

“Mi fa piacere questa considerazione, l’ho detto anche a lui. Sapere che ripone in me molta stima e fiducia in quello che posso fare è certamente una bella responsabilità. Tutto ciò non mi frena ma anzi mi stimola nel provare a dare di più, dando un contributo a lui e alle più giovani. Spero di essere all’altezza delle sue aspettative. Domenica l’esordio sarà particolarmente emozionante anche per me, erano anni che speravo di poter tornare a giocare per lui”.

Tornando a parlare di Rebecca Bianchi e Bianca Romanò, sono nel giro della nazionale giovanile come tu in precedenza. Che potenzialità intravedi in loro due?

“Non ho idea di come possano essere le loro coetanee, perché in A1 recentemente ce ne sono state poche. Hanno sicuramente del potenziale. Giocano in due ruoli differenti, hanno due caratteri differenti ma se continuano così possono fare sicuramente bene. Quello che posso consigliare a loro è di vivere gli anni della nazionale giovanile al meglio. Nonostante la competizione e lo stress saranno sempre a livelli altissimi, quello che ti dà un percorso del genere non lo trovi facilmente altrove. L’importante è che provino a poter imparare in ogni minuto, sia all’interno dell’acqua che fuori”.

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Rebecca Bianchi (sx) e Bianca Romanò (dx), compagne di squadra di Nina Fisco e nel giro della nazionale giovanile (foto Como Nuoto)

Restando in ambito nazionale, una considerazione di Nina Fisco su quella femminile rimasta esclusa dalle Olimpiadi?

“Per una ragazza come me con una passione enorme per questo sport, non vederla nella manifestazione a cinque cerchi è davvero brutto. Fin da bambina non ho mai perso un incontro. E’ una delusione per l’intero movimento, l’evento che garantire la maggior visibilità all’intera disciplina. E certamente sarà una delusione tripla per le ragazze che hanno partecipato alle qualificazioni, alcune di loro le conosco. Credo che qualcosa non abbia funzionato fino in fondo. Però vorrei ricordare che quella che vinse tutto nel 2004, nel 2000 non riuscì a qualificarsi. Potrebbe essere quindi un segnale da cogliere per ringiovanire finalmente il gruppo e iniziare un ciclo nuovo”.

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Marco Ballerini
Marco Ballerini
Un calcio al pallone, due tiri a canestro, una corsa nei boschi, una pedalata tra salite e discese, una nuotata nel mare, una sciata nel bianco, una pagaiata sul lago.. Sacrifici, sudore, fatica, passione, socialità, emozioni, obiettivi, traguardi.. Lo sport è sempre un ottimo pretesto per VIVERE e per sentirsi VIVI !!

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