Serie C, per il ripescaggio il Como c’è. Ma la strada è piena di incognite

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Quasi azzerate le speranze di primo posto, i lariani possono sperare nel ripescaggio in Serie C. Potrebbe essere fondamentale sbancare Carate, vincere i playoff e…pagare

Roberto Felleca si è messo il cuore in pace: a Caronno il Gozzano ha vinto il campionato e il Como, suo malgrado, farà i playoff. L’aritmetica non dà ancora la certezza, ma la capolista difficilmente si farà scappare la vittoria all’ultima giornata in casa contro l’Arconatese già salva e mentalmente in vacanza. “In Serie D questi miracoli non succedono“, ha detto l’AD.

Dunque al 99% vedremo il Como agli spareggi. Semifinale secca, al Sinigaglia, contro la quinta: probabilmente la Pro Sesto. Poi eventuale finale contro Caronnese o Chieri, sempre a Como. Supplementari in caso di parità al 90′, ma niente rigori: col pareggio al 120′ passa la squadra meglio classificata, cioè il Como secondo.

Playoff che non garantiscono la promozione, ma vincerli può dare una mano per eventuali ripescaggi in Serie C, categoria in cui ogni estate diverse società non riescono a iscriversi. Con che criterio verranno ripescate le squadre? Al momento la Federazione non l’ha ancora comunicato, dunque non c’è alcuna certezza in merito. L’unico ragionamento che si può fare è basarsi sul criterio dell’anno scorso, per avere un’idea. Ma la Federazione, i cui vertici sono cambiati, potrebbe sconvolgere tutto o addirittura decidere di non procedere ad alcun ripescaggio, modificando lo statuto federale che impone le 60 squadre: si attendono novità a breve.

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Un anno fa si crearono cinque posti liberi in Serie C: Latina, Maceratese, Messina, Mantova e proprio il Como. Si decise di creare una graduatoria delle retrocesse dalla C e un’altra graduatoria con le squadre di D, procedendo a ripescare prima una retrocessa dalla C, poi una squadra di D, poi un’altra retrocessa dalla C, poi un’altra di D e via in alternanza. Ma nessuna tra le retrocesse fu ripescata, chi perché decise di non accollarsi gli oneri del ripescaggio, chi perché non ne aveva i requisiti.
Si ricorse così alla graduatoria delle squadre di D, che NON tenne conto di fattori come storia del club o numero di spettatori. Le prime nove squadre della graduatoria erano le nove vincenti dei playoff, ordinate in base al numero di punti ottenuti in campionato. Quindi Ciliverghe, Triestina, Rieti, Rende, Massese, Nocerina, Imolese, Gozzano e Vis Pesaro. Tra queste, solo Triestina e Rende presentarono una domanda di ripescaggio completa: ne derivò l’attuale C a 57 squadre (cinque non iscritte, solo due ripescate).

Se questi criteri venissero confermati, il Como avrebbe quindi bisogno di vincere i playoff e di ottenere più punti possibili in regular season. Al momento i lariani hanno messo insieme 2,162 punti a partita (80 punti diviso 37 partite), meno della Cavese e del Troina (seconde nei gironi H e I), appena più di Rezzato, Vis Pesaro e Albalonga. Ecco un altro motivo per vincere domenica a Carate: alzare la media punti potrebbe essere fondamentale in ottica ripescaggio. 

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Gabriele Gravina

Fare oggi questi discorsi è comunque prematuro, perché il criterio potrebbe cambiare, però serve a soddisfare la curiosità dei tifosi. Pochi giorni fa il presidente della Lega Pro Gravina ha parlato così: “Se qualche club non venisse iscritto ci sarebbe un nuovo vuoto negli organici. La politica dei ripescaggi non la stabilisce la Lega Pro ma la Federazione, e allo stato attuale la Federazione non ha un Consiglio Federale, ha un commissario che è Fabbricini, e con lui avrò un incontro il 2 maggio, ci confronteremo. Se voi mi chiedete qual è la mia idea sui ripescaggi, credo che adesso bisogna puntare su una migliore qualità. L’idea di questi vuoti negli organici non fa bene ogni anno, dobbiamo assestarci su un numero che sia credibile per la sostenibilità nella nostra Lega, non è la soluzione al problema, ma ce lo dobbiamo iniziare a porre. Se lo chiedete al presidente della Lega devo rispondere, come uomo di sport, che ci sono delle regole. Se non si modificano i famosi articoli 49 e 50, dove è disciplinato il format dei campionati, è evidente che la Federazione, se non vuole incorrere in qualche ulteriore vertenza con le società, sarà tenuta a fare ancora una volta dei ripescaggi”. In politichese, Gravina ha sostanzialmente auspicato la riduzione del numero delle squadre e, di conseguenza, dei ripescaggi.

Roberto Felleca: puoi ascoltare le sue dichiarazioni sul nostro canale Telegram

Di certo c’è che l’eventuale ripescaggio costerà caro. L’anno scorso servivano 300.000 euro a fondo perso, più 550.000 di fideiussione restituita a fine stagione. Ma in questo senso Felleca è stato chiaro: “Siamo pronti ad affrontare anche questo impegno, l’obiettivo è andare in Serie C, o salendo dalle scale o dall’ascensore. Se dobbiamo spendere spenderemo“.

Vincere a Carate, vincere i playoff e aspettare le decisioni della FIGC sui ripescaggi. Certo, un miracolo dell’Arconatese a Gozzano eviterebbe tanti problemi…

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Alessio Lamanna
Alessio Lamanna
Già da bambino sognavo di far parte del mondo del giornalismo calcistico. Missione compiuta: dal post-diploma ad oggi, non ho mai smesso di scrivere di Serie C, con un occhio sempre sul Como, mia squadra del cuore. Un privilegio che amo mettere al servizio dei lettori.

8 thoughts on “Serie C, per il ripescaggio il Como c’è. Ma la strada è piena di incognite

  1. Sempre convinto che domenica noi vinciamo e il Gozzano no,quindi o spareggio o andiamo su diretti alle 16.45, resto un po li sui 300.000 euro per eventuali ripescaggi,credo che il Troina non li abbia. Noi dovremmo essere coperti a leggere le dichiarazioni,devo sempre capire chi li metterebbe però. E se il budget era stato fissato sui 1.500.000 l’estate scorsa bisogna vedere tutto il resto perché la C é un bagno di sangue. Incassi come in D (nessuno pensi che in C avremo 3500 persone in casa) nemmeno in B li facevamo quasi a parte 5-6 partite. Trasferte che ti portano a fare un ritiro ogni volta (migliaia di euro tra bus e hotel,non penso partano alle 4 di mattina per andare a Trieste. Senza considerare ingaggi e tutto il resto. Affitti stipendi collaboratori. Purtroppo o hai un settore giovanile che sforna ragazzi in continuazione oppure cerchi di sopravvivere. Purtroppo io credo che sia così. O arriva il magnate o il tifoso con tanto grano. Perché in proiezione futura forse riusciamo ancora un anno a fare la C a 60 perché non possono stravolgere tutto tra due mesi ma dal 2018/19 leggevo da qualche parte che vogliono fare due gironi da 22 quindi 44 in sintesi ben 16 le devono eliminare….

  2. Diciamo anche caro Norman Cantini che per trovare 60 squadre ci saranno dentro cani e porci e in tutta sincerità Noi dovremmo essere qualche gradino sopra ad almeno 30 società di serie C Quindi immagino c’è per far sparire 16 squadre Anzi direi 25 perché le promozioni dai dilettanti ci saranno sempre dovranno far sparire 8 squadre per girone quindi 8 su 20 dovrebbero retrocedere…. e l’é un bel rebelot perché quella gente che è messa lì appositamente per studiare i campionati dovrà anche fare qualche riforma sui play-off a salire per andare in B perché non puoi fare un campionato con play-off per 10 squadra gironi ma con 8 retrocessioni e 20 squadre partecipanti lui sarà meglio tirar su e andare fuori dalle balle velocemente e salire in serie B che mi sembra più tranquilla la cosa

    1. Certo andare in B stabilmente sarebbe buona cosa. Però cominciamo a levarci dalle scatole sta categoria che è veramente deprimente. Poi se sarà ancora D il mio abbonamento lo rinnoverò ancora. Abbiamo sofferto troppo, in qualche modo siamo in credito con questo calcio ormai allo sbando

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