Fàbregas da mister ha rivoluzionato il modo di fare calcio sul Lario. Lo si evince anche confrontando i punteggi di serie A attuali e passati.
Può piacere o non piacere. Apparire sopravvalutato o sottovalutato. E ancora, simpatico o antipatico vedendone il differente modo di porsi durante le conferenze stampa (più accondiscendente in quelle “pre”, più tagliente in quelle “post”). Ad ogni modo, non possiamo negare di trovarci di fronte a un personaggio tutt’altro che banale. Un allenatore che sta portando avanti ciecamente il suo credo fin dal primo giorno. Lo abbiamo sentito dire, spesso e volentieri, che il suo stile di gioco non è negoziabile. Ed effettivamente è così.
Un calcio certamente non fatto di compromessi, indipendentemente dalla qualità dell’avversaria che si ha di fronte. Una concezione senz’altro moderna quella messa in pratica da Cesc Fàbregas, che rompe i classici canoni del calcio all’italiana nel quale trame esteticamente belle è meglio se lasciassero spazio al pragmatismo. Perché per il catalano è più sensato l’opposto. Un condottiero che sta navigando controcorrente nella nostra lega. Da cosa lo si capisce? Analizzando i punteggi di serie A fin qui fatti registrare in questo 2024/25: ebbene ogni singola squadra ha conquistato almeno uno 0-0 nei propri incontri ufficiali, inclusa l’Inter che però lo ha strappato in Champions League con il City. Ed anche l’1-0 a proprio favore, altro risultato per eccellenza del mondo del pallone specialmente tricolore, è stato appannaggio di quasi tutte le compagini iscritte (fanno eccezione Monza, Parma e Venezia).
Per il Como, invece, né l’uno né l’altro. Almeno per il momento. E ciò rappresenta una sorta di record per il club di Viale Sinigaglia. Si perché se andassimo a rivedere gli score fatti registrare nell’arco della sua intera storia, scopriremmo che mai dal dopoguerra in poi siamo trovati di fronte a una casistica del genere. L’unica altra volta nella quale si è verificata, infatti, fu nell’annata 1936/37 quando i lariani si classificarono terzi nell’allora Prima Divisione. Rare anche quelle stagioni in cui mancò esclusivamente lo 0-0 (2021/22, 1950/51, 1925/26 e 1923/24) o la vittoria 1-0 (2004/05, 1981/82 e 1926/27).
Dati che fanno ampiamente riflettere, specialmente se accostati a quelli del decennio più luminoso fin qui vissuto dagli azzurri. Si perché nei gloriosi anni ottanta, i punteggi in serie A che andavano per la maggiore in casa Como erano proprio gli 0-0 grazie alla sua proverbiale fase difensiva. Nell’annata 1986/87 ne arrivarono ben 11, ma anche nel 1982/83, 1984/85 e 1985/86 si toccò quota 10. E che dire invece del 1989/90, quando nell’allora serie B si andò a stabilirne il record di tutti i tempi con 12?

Insomma, l’ex Barcellona e Chelsea ha completamente stravolto il paradigma del calcio lariano. Per capire che ci troviamo di fronte a una svolta epocale, possiamo prendere in considerazione anche la media dei gol segnati dagli azzurri nella massima serie. Quella attuale, seppur non stratosferica, è pari a 1,25 a incontro. Per trovarne comunque di superiori, bisogna tornare indietro di più di settant’anni, quando nel triennio dal 1949 al 1952 furono pari a 1,39, 1,47 e 1,55. Non è detto però che, con l’obiettivo della salvezza oramai acquisito e giocando con ancor meno tatticismi, ci si possa comunque avvicinare. Viceversa, la media delle reti subite è attualmente di 1,54 e in A soltanto nel 1988/89, culminata con la retrocessione, si fece peggio con 1,67. Si Cesc, indipendentemente dai traguardi che raggiungerai sul Lario, verrai ricordato per il differente taglio (da allenatore, manager ma anche azionista) che hai saputo dare a questo club.

