Genoa-Como da non sbagliare, lariani evitate la “parabola” romana

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Azzurri chiamati a vincere per conservare speranze di centrare la Champions. In Genoa-Como spensieratezza per i grifoni, arma a doppio taglio.

Ci sono incontri, momenti o addirittura gol che possono girare parte dell’inerzia di una stagione. Basti pensare a ciò che è ad esempio accaduto a una delle concorrenti dirette del club lariano, ovvero la Roma. Che da inizio torneo fino alla giornata n° 26 ha sempre veleggiato comodamente nelle prime quattro posizioni e la palma della difesa meno perforata d’Italia. Poi lo scontro diretto contro la Juventus, conclusosi con una pirotecnica e beffarda rimonta con il 3-3 di Gatti. Risultato? Certezze minate, con soltanto 8 punti incamerati nelle ultime 7 partite e ben 13 gol subiti. Scivolando di conseguenza in sesta piazza in classifica e venendo abbastanza tallonata dall’Atalanta per l’ultimo posto valido per l’accesso a una coppa europea. Una prospettiva che dovrà provare a scongiurare il Como.

Si perché anch’esso prima della sfida di campionato contro l’Inter era virtualmente qualificato per la massima competizione continentale, con soltanto 22 reti subite: nessuno in trentuno turni era riuscito a fare di meglio. Ma dal provvisorio 2-1 firmato Thuram la solidità difensiva è andata improvvisamente a farsi benedire, con Butez a raccogliere il pallone in fondo alla porta 9 volte negli ultimi tre match. E la sensazione che potevano essere anche di più, considerata la prestazione contro il Sassuolo. Insomma, capitan Da Cunha e compagni dovranno ritrovare al più presto gli equilibri giusti se non vorranno vanificare i grandi sforzi fin qui compiuti in questa annata. Già da domenica in casa di un Genoa a cui manca soltanto la simbolica aritmetica per festeggiare la salvezza. Con i rossoblu che proveranno a farlo proprio in questa occasione, dinnanzi a un Marassi sold-out. E anche forti del buonissimo stato di forma che stanno attraversando: 4 vittorie nelle ultime 6 gare, mentre per i comaschi sono 4 gli impegni ufficiali consecutivi senza successo.

Cesc Fàbregas: “Fra tutti i ko, contro l’Inter è quello in cui dormito meglio. Chelsea? Se non cambia nulla domani continuo qui”

L’allenatore catalano ha presentato così Genoa-Como. “Una partita importantissima, contro una grande squadra che mi piace molto come il Genoa e che è sicuramente fra le top-ten – la considerazione di Cesc Fàbregas -. Molto completa, con una panchina forte e quattro attaccanti che l’80% della serie A vorrebbero. E altri giocatori di qualità come ad esempio Amorin e Baldanzi. Stanno inoltre attraversando lo stesso momento nostro di fine stagione l’anno scorso, hanno la mente libera perché sono già salvi. Motivo per cui saranno ancor più pericolosi. Mi aspetto un’avversaria aggressiva e che verrà a pressarci, in casa giocano così. Si giocherà inoltre in uno stadio da Premier League con 30000 spettatori, per i ragazzi sarà bellissimo. De Rossi? Sta facendo un grandissimo lavoro, è indubbiamente l’allenatore giusto per loro. Mi piace molto la sua idea sua di calcio, vedo un’identità come del resto c’era con la Spal. E anche con la Roma, magari non gli hanno lasciato il tempo necessario. Ci ho parlato insieme alcune volte, lo ammiro parecchio così come quando era calciatore. Credo avrà una grande carriera e non solo in Italia. Io invece al Chelsea? Non ho sentito cosa ha detto il presidente, in questo momento ciò che conta è il Genoa e noi vogliamo fare di tutto per vincere. Se non cambia nulla domani, continuerò a essere il mister del Como“.

“La mia squadra l’ho ritrovata bene, siamo coraggiosi e vogliamo sempre di più. Fa parte della crescita, potrebbero ricapitare spesso in futuro queste situazioni, così come altre volte potrà andare meglio. Dobbiamo essere preparati a questi scenari. Ci siamo allenati bene e la faccia era quella giusta. Fra tutte le sconfitte subite, quella contro l’Inter è stata sicuramente quella che mi ha fatto dormire meglio, a differenza di quella contro il Sassuolo. La nostra prestazione è stata lì da vedere. La Coppa Italia non è stata un punto di arrivo ma di partenza, ce la siamo giocata fino al”ultimo minuto contro una squadra del genere e ciò vuol dire che abbiamo dato tutto. Ho fatto i cambi per vincere al novantesimo, non per andare ai supplementari. Penso che l’idea di mettere Diao davanti sia stata giusta, ha avuto la palla per portarci in finale. Bisogna capire che in uno stadio come San Siro davanti a oltre 70000 persone è normale che ti schiacciano dietro, per merito loro e non demerito nostro. Anche se è vero che abbiamo provato a sfruttare più il contropiede. Se avessimo potuto schierare Vojvoda, Roberto e Diao dall’inizio avremmo potuto gestirla diversamente. Mergin si è infortunato nell’ultimo quarto d’ora di Sassuolo quando eravamo rimasti senza cambi, ha una piccola lesione e non so se riuscirà a rientrare con il Napoli. Idem Roberto, ha un problema al polpaccio. Abbiamo a disposizione da inizio campionato soltanto tre centrali difensivi, ciò è un grandissimo rischio. In mezzo invece soltanto Perrone e Da Cunha, con Roberto che è potuto scendere in campo solamente per il 18% del tempo. In più per tre mesi ho avuto un solo attaccante e Vojvoda a fare l’esterno per il 70% del tempo, dobbiamo perciò dare merito a tutti i nostri ragazzi per come ci ritroviamo a cinque gare dalla fine. Ora saranno tutte finali”.

Daniele De Rossi: “In Genoa-Como per far bella figura davanti ai nostri tifosi. Non riconoscere il loro progetto è da invidiosi”

Ancor prima era toccato al prossimo collega di Cesc Fàbregas fare il punto della situazione, partendo dalla nota piacevole del sold-out. “Lo stadio tutto esaurito l’abbiamo avuto sempre, ci hanno sempre regalato la giusta spinta – puntualizza Daniele De Rossi -. Detto questo la sensazione ora è un po’ diversa, è il coronamento di un percorso, a portata di mano ma che fino a qualche mese fa sembrava più difficile. Giocheremo contro una squadra in grado di farci uscire nel giro di due minuti da questa atmosfera festosa, poiché sono i peggiori clienti da incontrare: giocano molto bene e sono alquanto stimolati dalla possibilità di qualificarsi in Champions o Europa League. Sappiamo che ci potranno mettere in difficoltà, tuttavia ci piacerebbe fare bella figura davanti ai nostri tifosi. Hanno difetti? Quelli li hanno tutti ma da amante di questo sport mi soffermo maggiormente sui loro pregi, sul percorso che hanno fatto e sulla credibilità societaria, sebbene hanno effettuato grandi investimenti. Tanti però hanno i soldi e li spendono male, mentre il loro è un progetto virtuoso, non riconoscerlo è da invidiosi. Un club e un allenatore molto bravo da cui imparare, credo che diventerà uno degli interpreti migliori a livello mondiale. Sarà bello sfidarlo e provare a dargli fastidio, non gli stenderemo il tappeto rosso perché noi siamo il Genoa. Vogliamo fare punti”.

“Vorremmo infatti alzare l’asticella, arrivare ottavi vorrebbe dire mettersi dietro parecchie formazioni, alcune anche meglio della nostra. Credo sia un obbligo per tutti provare ogni anno a riportare il Genoa almeno a questi livelli o addirittura in Conference League. Vogliamo fare qualcosa che abbia un grande significato per i nostri supporters. Ci siamo allenati bene in questa settimana però qualche elemento è acciaccato, qualcun’altro ha qualche fastidio. Potremmo essere costretti a cambiare qualcosina. Cornet ieri si è allenato parzialmente con noi, oggi invece abbiamo fatto pochissimo e sicuramente verrà convocato.  Cosa mi rende più orgoglioso? Il rapporto creatosi con la piazza, ma ancor di più quello instaurato con i miei ragazzi. Sono infatti convinto di aver creato un qualcosa che durerà, a prescindere da tutto, per molto tempo. Mi fa piacere che sottolineate i festeggiamenti avuti contro il Pisa, non sono soltanto io a cercare i loro abbracci ma anche loro a cercare me, anche da parte di chi sta giocando poco. Una cosa che riempe il cuore e ovviamente porta punti.  Senza ovviamente dimenticare l’obiettivo raggiunto, niente di impossibile perché sono convinto che abbiamo una rosa più forte di quelle che ci stanno dietro, ne ero convinto anche prima di arrivare. Ora siamo più oliati nei meccanismi grazie al lavoro effettuato con il mio staff. Miglioreremo ancora in futuro, sono convinto e fiducioso delle nostre potenzialità“.

Probabili formazioni, indisponibili e squalificati in Genoa-Como

GENOA (3-4-2-1): Bijlow; Marcandalli, Ostigard, Vasquez; Ellertssonn, Amorim, Frendrup, Sabelli; Baldanzi, Vitinha; Ekuban All.: De Rossi.

Squalificati: nessuno.

Indisponibili: Norton-Cuffy.

COMO (4-2-3-1): Butez; Smolcic, Ramon, Carlos, Valle; Perrone, Da Cunha; Diao, Paz, Baturina; Douvikas. All.: Fàbregas.

Squalificati: nessuno.

Indisponibili: Addai, Roberto, Vojvoda.

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Mergim Vojvoda costretto a saltare Genoa-Como per infortunio

Precedenti in Genoa-Como e terna arbitrale

Le due compagini si sono affrontate in tutto 34 volte nel corso della loro storia, con un  bilancio a favore ai grifoni: 11 vinte, 15 pareggi e 8 sconfitte. L’ultima sfida fra le due formazioni risale allo scorso 13 settembre 2025, quando terminò 1-1 (gol di Paz ed Ekuba). L’ultima affermazione esterna dei lariani risale invece al 6 gennaio 2004, quando nell’allora serie B passarono per 0-1 (rete di Berlingheri).

A dirigere l’incontro ci penserà il signor Federico La Penna di Roma 1, che nel corso della sua carriera ha diretto gli azzurri in 5 occasioni con un bilancio di 1 successo, 2 pari e 2 perse. Sarà coadiuvato da Vito Mastrodonato di Molfetta e da Marco Ceolin di Treviso. Il quarto uomo sarà Andrea Colombo di Como, al Var invece Matteo Gariglio di Pinerolo e come assistente Aleandro Di Paolo di Avezzano.

Dove e quando vederla

Genoa-Como, match valevole per la trentaquattresima giornata del campionato di serie A Enilive 2025/26, si giocherà presso lo stadio Luigi Ferraris domenica 26 aprile alle ore 15:00 e sarà possibile vederlo in diretta su DAZN.

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Marco Ballerini
Un calcio al pallone, due tiri a canestro, una corsa nei boschi, una pedalata tra salite e discese, una nuotata nel mare, una sciata nel bianco, una pagaiata sul lago.. Sacrifici, sudore, fatica, passione, socialità, emozioni, obiettivi, traguardi.. Lo sport è sempre un ottimo pretesto per VIVERE e per sentirsi VIVI !!

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