Finale playoff basket A2, fattore campo decisivo? Non per le “stats”

finale playoff basket a2

Spulciando i numeri del passato, si evince che nella finale playoff di basket in A2 potersi giocare l’eventuale bella in casa serva il giusto.

Oramai ci siamo. Ancora una settimana di trepidante attesa e poi scatterà, a tutti gli effetti, il momento cruciale stagionale per l’intero ambiente canturino. L’Acqua San Bernardo, infatti, estromettendo l’Apu Old Wild West in quattro gare si è guadagnata meritatamente il pass per l’atto conclusivo. Una serie, quella che scatterà martedì prossimo al PalaFitline di Desio, che può aprire due scenari differenti alla Pallacanestro Cantù: il paradiso dell’A1 o un’altra annata nell’infernale nella seconda serie nazionale?

I brianzoli, a differenza del 2021/22, questa volta ci arrivano con il fattore campo a proprio favore. Ma può essere davvero l’elemento in grado di spostare l’ago della bilancia? Pensando alla propria fantastica tifoseria, la risposta è si. Tuttavia, analizzando le statistiche riguardanti ogni finale playoff di basket in A2 il verdetto sarebbe invece “ni”.

Si perché con i dati a disposizione a partire dal 1994/95 (in precedenza la formula era differente e inglobava anche le squadre di bassa classifica di A1), ha centrato la promozione soltanto il 60% (22/37) delle formazioni che si sono presentate all’appuntamento forti di un miglior posizionamento rispetto alle avversarie. Priva di una vera correlazione ma pur sempre curiosa come cosa, nelle nove stagioni ad oggi in cui si sono giocate due finali la percentuale addirittura crolla a un misero 39% (7/18).

D’altronde basta vedere semplicemente le ultime tre stagioni per capire come è la qualità della compagine a far sempre la differenza. Dal 2020/21 in poi a salire con il fattore campo a favore sono state soltanto in due: Napoli dell’ex Sacripanti con un 3-1 rifilato a Udine e Scafati proprio ai danni di Cantù con un 3-2 nel campionato successivo. A brindare invece, nonostante le prime due gare disputate lontane dal proprio impianto amico, Derthona, Verona, Cremona e Pistoia in rigoroso ordine cronologico.

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Marco Sodini e Francesco Stefanelli, con fattore campo a favore la loro Cantù sarebbe salita?

Per trovare un’annata nella quale a essere promosse sono sempre state entrambe le formazioni forti di tale vantaggio bisogna risalire addirittura al 1998/99, quando Trieste e Reggio Calabria ebbero la meglio nei confronti rispettivamente di Livorno e Biella. Nell’altro unico precedente invece c’è lo zampino della società brianzola: nel 1995/96 superata Reggio Emilia 3-0 e altrettanto fece Venezia contro Rimini, una serie però finita 3-2.

Insomma, i biancoblu sono avvisati. Non basterà beneficiare dell’indemoniato tifo dei propri supporters ma dovranno provare a fare possibilmente qualcosa in più di quello mostrato contro Cividale e Udine per fare festa. Contro una lanciatissima Pallacanestro Trieste sarà fondamentale limare eventuali alti&bassi da un match all’altro, ma anche all’interno di ogni singola partita. Triestini che capeggiano anche una particolare graduatoria riguardante la finale playoff di basket in A2: è il club che l’ha disputata più di tutte nel corso della storia, cinque con questa, con un bilancio che recita due vittorie e altrettante sconfitte. Subito dietro c’è proprio Cantù, che ha tagliato il traguardo quattro volte ma che nelle tre precedenti volte è stata promossa in una sola circostanza.

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Marco Ballerini
Un calcio al pallone, due tiri a canestro, una corsa nei boschi, una pedalata tra salite e discese, una nuotata nel mare, una sciata nel bianco, una pagaiata sul lago.. Sacrifici, sudore, fatica, passione, socialità, emozioni, obiettivi, traguardi.. Lo sport è sempre un ottimo pretesto per VIVERE e per sentirsi VIVI !!

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