Daniele Della Fiori categorico: “Non siamo sul mercato”

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Intervista al GM di Cantù, Daniele Della Fiori, il quale rinnova completa fiducia all’intera rosa ed esprime soddisfazione per i risultati fin qui ottenuti.

Il suo ritorno in Brianza, dopo tre stagioni vissute alla Scaligera Basket Verona, non è stato inizialmente tutto rose e fiori. Certamente in questa scelta c’è stato il tanto amore nei confronti di un club ultra ottantenne di cui è da sempre un grandissimo tifoso, senza dimenticare che occupare una carica dirigenziale così importante nella squadra della propria città è qualcosa di veramente speciale. Ma ritrovarsi a operare con un budget così ristretto nell’anno zero dopo la dipartita di Gerasimenko, è certamente stimolante ma al tempo stesso rischia di farti perdere qualche ora di sonno notturna, pensando e ripensando come mettere in salvo la barca. Eppur qualche germoglio sta sbocciando. Basti pensare all’esplosione di Wes Clark da quando si ritrova Joe Ragland come compagno, oppure a un Jason Burnell che nelle ultime cinque gare sta sfiorando il 20 di valutazione media, o a un Kevarrius Hayes piacevolmente costante con 14 doppie cifre in 20 incontri, per concludere con un Andrea Pecchia che si appresta a entrare nel giro della nazionale. Questi sono solo alcuni esempi dei frutti che a Cantù si stanno raccogliendo con Daniele Della Fiori come general manager, senza dimenticare la cosa più importante, ossia quella di avere al momento una classifica in grado di poter lavorare con una certa tranquillità, aspetto per nulla scontato viste le premesse.

Allora quale voto e giudizio possiamo dare alla stagione fino a questo punto?

“Il voto non saprei ma il giudizio è sicuramente positivo. Sappiamo tutti da dove siam partiti e in quali condizioni. Per adesso, e voglio sottolineare per adesso poiché il cammino è ancora molto lungo, siamo soddisfatti del percorso fatto”.

Ciò nonostante l’ultima prestazione contro Reggio Emilia, un po’ incolore come da diverso tempo non capitava..

“E’ normale, capita. La prestazione non è stata positiva e siamo i primi a riconoscerlo. Bisogna però anche considerare la prestazione dell’avversario. La Grissin Bon ha investito tanto e nelle ultime due partite ha giocato bene.  Noi siamo stati un po’ sottotono, non ci riuscivano le cose ed è subentrata un po’ di frustrazione. Succede di andare in trasferta contro squadre più quotate e ti prendere una bella lezione. Ma non farei particolari drammi e penserei alla prossima partita”.

La vostra sembra una squadra in grado di esprimersi meglio in trasferta che in casa, con tre vittorie contro le prime sei. Qual’è il pensiero di Daniele Della Fiori?

“I risultati dicono quello, poi se andiamo a vedere bene ci sono tre o quattro partite in casa che abbiamo perso al fotofinish. Quindi senza cambiare radicalmente il nostro rendimento casalingo, con quattro episodi diversi anche l’interrogativo sarebbe diverso. E questa è una prima considerazione. Per l’altra invece, bisogna dire che il nostro pubblico è sempre encomiabile, ci incita sempre. Però allenandoci tutta la settimana altrove, poi a livello di campo, spogliatoi e riferimenti andare a giocare a Desio o in trasferta non riscontriamo grosse differenze. Aldilà di tutto è comunque importante affrontare sia le partite interne che esterne con lo stesso piglio, se poi la nostra salvezza riusciremo a costruirla lontano dalle mura amiche, sarà soltanto un valore aggiunto. Infine, bisogna sottolineare che anche il calendario ci ha messo del suo. Infatti al ritorno affronteremo al PalaBancoDesio formazioni come Pesaro, Pistoia e Trieste che attualmente occupano le ultime tre posizioni in classifica e che all’andata abbiamo battuto. Contiamo molto sul nostro pubblico per queste sfide. Insomma, alla fine i record in casa e in trasferta potrebbero anche bilanciarsi”.

Siete praticamente a metà strada tra salvezza e play-off. Un pensierino a quest’ultimo proprio no?

“No, non lo facciamo per il semplice motivo che l’unico modo per poter continuare ad alimentare eventuali sogni extra è quello di rimanere concentrati sull’obiettivo della salvezza. Perché se iniziamo a perdere di vista quello, arriveranno sicuramente delle scoppole. Dobbiamo essere sicuri del nostro valore ma anche consapevoli del nostro livello, che è quello di salvarsi il prima possibile. Se poi questo arriverà con anticipo, avremo tutto il tempo per fare altri calcoli. Nello sport si ragiona così, cambiare obiettivi in corsa è sempre pericoloso”.

Una riflessione invece sul calendario nel breve periodo e sulla lunga pausa che in febbraio ci sarà? Quest’ultima vista più come vantaggio o svantaggio per voi?

“A breve termine abbiamo sicuramente una serie di partite molto difficili, ma lo sapevamo. Poi Milano insegna, è quasi superfluo guardare il calendario ma bisogna approcciare ogni partita come se fosse un’occasione. Per quanto riguarda la pausa lunga, già in estate speravamo di arrivarci in linea di galleggiamento. E diciamo che ci sono buone possibilità che ciò avvenga. Ci aiuterà a ricaricare le pile a gente inesperta che ha speso tanto soprattutto mentalmente per arrivare al nostro livello attuale. Soprattutto ai nostri americani: sicuramente molti di loro la prima settimana torneranno a casa, abbiamo diversi rookie che erano abituati al college a terminare la loro stagione a marzo, mentre qui si prolungherà. Non saranno tanto abituati. Di sicuro il lavoro in palestra non mancherà e nella seconda settimana giocheremo un paio di amichevoli”.

Con Andrea Pecchia che potrebbe essere impegnato con la Nazionale. Quanta soddisfazione c’è in voi per questa pre-convocazione? Ci racconta un po’ delle avance della Virtus Bologna nei suoi confronti in questi mesi?

“Siamo molto contenti, è una convocazione molto ampia ma ciò non toglie nulla ai suoi meriti. Vuol dire anche che Cantù è stata una possibilità di mettersi in mostra e che abbiamo fatto giocare un giovane, ciò è sempre una bella soddisfazione anche per il club. Sicuramente c’è stato dell’interessamento da parte della Virtus in questi mesi, però non ci è mai passato per la testa di volerci privare di lui”.

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In questi giorni alcuni “rumors” hanno riportato di un vostro interessamento per Charles Cooke III. Tutto vero? Avete in mente di intervenire sul mercato?

“Un conto è chiedere informazioni sui giocatori anche in ottica futura, un conto è poi voler fare delle modifiche alla rosa. Noi siamo questi, abbiamo completa fiducia nei nostri giocatori e quindi non c’è stato nessun interesse verso Charles Cooke III. Si sono chieste informazioni per tenerlo monitorato, così come per tanti altri giocatori. Ora come ora non siamo sul mercato, non abbiamo assolutamente necessità di intervenire”.

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Vuole fare una menzione per qualche giocatore che sta andando oltre alle sue aspettative?

“No, mi limiterei a dire che abbiamo tanti ragazzi che stanno facendo bene, il nostro segreto è che a turno c’è sempre un protagonista diverso. Bene o male tutti ci hanno dato una mano per arrivare a questo punto e adesso dobbiamo cercare di continuare su questa strada.

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Marco Ballerini
Un calcio al pallone, due tiri a canestro, una corsa nei boschi, una pedalata tra salite e discese, una nuotata nel mare, una sciata nel bianco, una pagaiata sul lago.. Sacrifici, sudore, fatica, passione, socialità, emozioni, obiettivi, traguardi.. Lo sport è sempre un ottimo pretesto per VIVERE e per sentirsi VIVI !!

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