Hcap serve unicamente crederci fino alla fine

Alex Formeton

Hcap raccoglie solo un punto nel weekend contro il Davos, mai in partita con il Losanna. I fischi a Fora ingiusti e fuori luogo.

Bollettino Ambrì – Tre soli incontri dividono i leventinesi dalla fine di questa regular season. Due trasferte, Davos  e Rapperswil. Nel mezzo il quarto e ultimo derby stagionale con il Lugano alla Gottardo Arena. Ci eravamo lasciati quasi una settimana or sono con la bella e convincente prestazione contro il Bienne. Per l’Hcap e’ una stagione fatta di alti bassi dov’è la costanza non è stata la regola. Dove le sconfitte hanno avuto il loro peso relegando i biancoblu a lottare fino all’ultima giornata per un posto nel pre playoff. O quantomeno per evitare di scendere sotto la fatidica riga.

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Formenton sempre a segno nel weekend

Ebbene in questa due giorni l’Hcap ha raccolto soltanto un misero punto, frutto della sconfitta in overtime con il Davos davanti al proprio pubblico. Una partita dove onestamente ha dato tutto quello che poteva dare, dove ha avuto il merito innanzitutto di portarsi per ben due volte il vantaggio con Kneubuehler e Formenton. Subendo poi il ritorno degli ospiti e in grado di riacciuffare il pareggio con Tim Heed. Pero’ per questo giro, in overtime ha dovuto cedere il passo. La sconfitta in sé assume proporzioni pesanti per il semplice fatto che inguaia i leventinesi a fronte delle dirette concorrenti che hanno vinto.

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Heed, molto bella la rete del 3-3 contro il Davos

Ma le origini di questo malessere non devono essere cercate adesso, è un discorso che parte da lontano e che lo staff tecnico nel corso dalla preparazione per la prossima stagione sarà in grado di analizzare. Di prendere atto di quale problematiche abbiano spinto i leventinesi dopo un buon avvio a ritrovarsi nelle parti basse della classifica. Chiaramente i leventinesi se la stanno giocando punto a punto. Il livello dei competitor bene o male è lo stesso, per cui sono i dettagli più che altro a fare la differenza. In questo caso con i grigionesi la fortuna onestamente non è che ha loro sorriso anche se a volte occorre anche cercarsela.

Tuttavia se con il Davos almeno un punto e una certa attitudine la si è vista, purtroppo contro il diretto concorrente Losanna, che sta trovando forma e condizione proprio in questo finale di stagione, non c’è stata per nulla partita. Perché onestamente dopo solo dieci minuti l’Hcap si e’ trovato sotto di due reti (Raffl, Frick, ndr) e ad inizio di secondo periodo ha capitolato per la terza volta (Audette, ndr). Le reti di Formenton e Fisher hanno raddrizzato un po’ l’incontro. C’è stata anche la possibilità di ottenere il pari, l’occasione sul bastone di Heed, ma il Losanna ha fatto quadrato intorno a Laurikainen senza scomporsi più di quel tanto.

Della due giorni possiamo dire che a parte Formenton che ha brillato ed è andato sempre a segno, gli attaccanti hanno steccato. Pestoni a digiuno da parecchio tempo, Bürgler e Heim non pervenuti come i due attaccanti cechi. Appare piu’ che evidente che non occorre puntare il dito contro di loro, anche perché in fondo il contributo in termini di reti e assist lo hanno sempre dato. Nulla è perduto, certo la situazione venutasi a creare in terra vodese non e’ stata una delle più favorevoli. Tuttavia non è compito nostro puntare il dito contro questo o contro quello, è un gruppo che deve giocare da collettivo e di conseguenza deve assumersi le proprie responsabilità.

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Fora, ingiustificati i fischi all’ex capitano biancoblu

Sicuramente i prossimi tre incontri saranno molto delicati specialmente con Davos e Rapperswil. Il derby con il Lugano è una partita che sfugge quantomeno ad ogni regola. Molto anche dipenderà anche dallo stato con il quale anche i bianconeri la affronteranno. Già reduci da due vittorie importanti con lo stesso Davos e con la capolista Ginevra. Nota a margine dei due incontri, i fischi nei confronti di Michael Fora alla premiazione come miglior giocatore.

Sicuramente non tutta la Gottardo Arena ovviamente ha partecipato a questo spettacolo poco decoroso, accentuato anche dalla sconfitta. Tuttavia incolpare il giocatore per una scelta professionistica è alquanto sciocco e irrispettoso. Nei confronti dello stesso giocatore, in quanto non è la prima volta che da Ambrì giovani promettenti sono partiti (Grassi, Pestoni, ndr) mossi da una sana ambizione. Questo è il professionismo e non lo si scoperto certo venerdì sera. Piuttosto i tifosi biancoblu dovrebbero fare quadrato intorno alla squadra fino al termine della stagione, dopodiché con le dovute maniere ognuno sarà libero di criticare o meno l’operato del club o dei singoli.

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Marco Capelli
"Metà del gioco è una questione mentale, l'altra metà consiste nell'essere mentalmente presenti"

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