Hc Lugano un finale dal sapore dolce amaro

Hc Lugano

Hc Lugano pone fine alla sua stagione in gara 7 contro il Gottéron, a Gianinazzi & C. l’onore delle armi per averci sempre creduto

Friborgo – La stagione dell’Hc Lugano purtroppo finisce questa sera, alla settima partita di una serie tiratissima che ha visto i bianconeri protagonisti assoluti. Ma che ahimè sempre per una questione di dettagli si sono visti sfumare una qualificazione alle semifinali che tutto sommato sarebbe stata anche meritata. Nessuno vuole negare il fatto che il Gottéron a livello di organico e di qualità abbia avuto quel qualcosa in più. Ma alla fine di tutto nell’arco di sette interminabili incontri, questa differenza in fondo non si è mai vista. Tuttavia la malizia, la capacità di sfruttare alcuni momenti chiave in determinate situazioni ha permesso ai burgundi di girare a proprio favore l’inerzia.

Un po’ come è successo questa sera a cavallo tra il primo e il secondo periodo dove nello spazio di pochi minuti, Mottet prima e Bertschy dopo hanno capitalizzato al massimo sfruttando qualche ingenuità di troppo che in fondo è stata anche una costante dei bianconeri in questa stagione. Che tuttavia non si sono mai dati per vinti e hanno avuto il merito addirittura di accorciare con Daniel Carr in shorthand. E per quanto l’ennesima penalità sia costata ancora una volta la rete di DiDomenico, Thürkauf a pochi secondi dal fischio della seconda sirena ha riaccorciato ancora. Accendendo la speranza di poter recuperare negli ultimi venti minuti a disposizione per cercare di realizzare quella fatidica rete che avrebbe permesso di impattare l’incontro.

Hc Lugano
Carr a segno in shorthand

E magari di potersi giocare il tutto in overtime. Purtroppo l’Hc Lugano che ha premuto molto nello slot burgundo, ha avuto anche ben quattro minuti consecutivi di superiorità numerica senza mai essere stato in grado di poter capitalizzare vuoi anche per un super Berra. Che praticamente si è superato in almeno tre occasioni con altrettanti big save. Specialmente su Carr, Arcobello e alla fine addirittura con Schlegel out, dopo aver incassato la quarta rete a porta vuota di Bertschy (doppietta, ndr), la compagine bianconera si è vista praticamente negare la possibilità di farsi sotto ancora un’altra volta con Thürkauf. Ad inizio serie fondamentalmente nessuno avrebbe scommesso che questa questa sfida potesse arrivare fino alla settima gara.

Questo è stato un merito dell’Hc Lugano e per l’ennesima volta, purtroppo i bianconeri sono dovuti uscire ai quarti. Due anni fa con lo Zugo poi campione, lo scorso anno con il Ginevra Servette, anche loro diventati campioni. Sicuramente negli ultimi anni le ultime due serie sono state le piu’ combattute.

Focus on: ai ragazzi di Gianinazzi non si può rimproverare nulla. Hanno fatto quello che hanno potuto nonostante fossero reduci da una stagione molto travagliata. Ricca di infortuni che ha visto il buon Luca più di una volta continuare a mescolare le linee. Per trovare i giusti equilibri. La lunga assenza di Marco Müller oltre a quella di Granlund ha pesato non poco ma nonostante tutto, l’head coach è sempre stato abile nel dare un’identità alla squadra.

Che ha permesso di mantenere la barra dritta nonostante sbandamenti qua e là e quando sul finale di stagione sembrava che la qualificazione al post season fosse piu’ che scontata, un calo sicuramente fisico ha messo a repentaglio un po’ tutto. Mettendo in discussione il lavoro fin lì svolto. La sfida eterna con l’Ambrì ha visto un Hc Lugano rinascere e prepararsi al meglio per la sfida con il Gottéron. Dove dopo inizio traballante dove anche Gianinazzi in fondo si e’ fatto travolgere dagli eventi, è riuscito ancora una volta a rimettere in assetto la squadra fornendo prestazioni di ottimo livello. Purtroppo questo Hc Lugano avrebbe meritato qualcosa in più per gli sforzi fatti. Di giocarsi una finale, un titolo che ormai che manca dal lontano 2006.

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Thürkauf anche lui a segno

Ma le basi per far bene ci sono, questa è stata la prima  stagione intera di Gianinazzi alla transenna. I risultati si sono visti ma per arrivare ancora più in alto occorre alzare di più l’asticella. Soprattutto dal punto di vista tecnico, servono dei giocatori di alta qualità a livello difensivo. Il punto debole di questo Hc Lugano. Inoltre è stato sfatato il famoso taboo, che secondo gli addetti ai lavori, Schlegel fosse un portiere da regular season. Anche lui purtroppo ha dovuto pagare dazio con una serie di infortuni. Ma il suo rientro in gara tre ha cambiato un po’ anche il corso della serie. Averlo avuto prima, magari saremo quì a parlare di altre cose. Ma forse doveva andare così, certo è che questa squadra non potrà che migliorare.

Sia ben chiaro,  nessuno vuole togliere i meriti al Gottéron. In fondo questa squadra ha terminato la regular season con più di 100 punti e per buona parte della stagione ha condotto le danze. E mai come quest’anno ha tutti i numeri in regola per potersi giocare le proprie carte per il titolo. Fondamentalmente ha dimostrato di avere quel qualcosa in più, quella malizia, quella scaltrezza di saper sfruttare i momenti a proprio per favore. Il portiere forse mai come questa sera è stato determinante per i burgundi, tuttavia  quando un goolie sfodera delle parate del genere, fa capire che al di là delle qualità tecniche, e’ il destino che vuole che le cose vadano in una certa maniera. All’Hc Lugano non si puo’ rimproverare piu’ di quel tanto, in modo particolare agli attaccanti per una mancanza di cattiveria.

Nel buttare il disco con più veemenza verso Berra, ma con i ma o con i se non si va da nessuna parte. A volte basta un nulla e il disco si infila nell’unico spazio disponibile come è successo in gara 5, invece in altre con precisione chirurgica il portiere si supera, in circostanze dove il disco finisce per istinto o per casualita’ nel suo guantone. Occorre purtroppo accettare il verdetto della pista.

Friborgo Gotteron – Lugano: 4-2 (1-0, 2-2, 1-0)

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Marco Capelli
"Metà del gioco è una questione mentale, l'altra metà consiste nell'essere mentalmente presenti"

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