HC Lugano tra piacevoli conferme, partenze ma anche nuovi arrivi: il percorso di crescita continua nel segno di McSorley.
Settimana un po’ anomala senza hockey ma comunque piena di spunti di riflessione. Soprattutto in casa bianconera dove la squadra sta attraversando un buon periodo di forma, non solo dal punto di vista fisico ma anche mentale. Uno scatto in avanti che lascia comunque ben sperare sia per il presente più immediato ma anche per il futuro, quindi per il prosieguo della stagione. Da quì, vari aspetti positivi devono essere sottolineati soprattutto alla luce della prestazione della squadra contro il Langnau.

La sensazione che si e’ avuta, sia davanti alla televisione oppure alla Corner Arena, è stata quella che in una maniera o in un’altra l’Hc Lugano avrebbe portato a casa il risultato. Ma anche con quella autorevolezza di coloro che anche nei momenti difficili, sanno uscirne senza danni, come nell’occasione del 2-1 di Schmutz. Quindi la consapevolezza dei propri mezzi come diretta conseguenza del fatto che il lavoro di McSorley stia dando i suoi frutti. Siamo solo all’inizio e sarebbe quantomeno opportuno evitare di dare giudizi affrettati però una cosa e’ certa: appare evidente che il Lugano stia crescendo, acquisendo quella piena coscienza delle proprie forze che tutto l’ambiente si auspicava.

Per essere vincenti occorre avere la mentalità, oltre ai mezzi tecnici. Di giocatori di personalità questa squadra ne ha, dagli Arcobello, Thürkauf, passando per Carr anche senza tralasciare i vari Morini, Fazzini, Müller e Alatalo. Su quest’ultimo giusto focalizzare un po’ l’attenzione anche perché il suo impatto per mille motivi con l’ambiente bianconero, dopo il trascorso felice di Zugo, non è stato certo dei migliori. Le sua prestazioni non sono state per nulla esaltanti, soltanto un grande Müller ha tenuto in piedi il reparto difensivo falcidiato da infortuni e stati di forma molto altalenanti dei suoi interpreti.
Il difensore dal doppio passaporto sta ritrovando la piena consapevolezza dei propri mezzi, la propria autorità, migliorando l’intesa con il suo compagno di reparto Riva, ma allo stesso tempo fornendo anche il suo contributo anche a livello offensivo. La rete del raddoppio con il Langnau è un colpo di tecnica, freschezza fisica e mentale mista a quel pizzico di giusta “arroganza” che solo i grandi giocatori hanno.

Gesti che ti avvicinano a questo sport, che fanno strabuzzare gli occhi e dire “ma come ha fatto a fare una cosa del genere”. Sicuramente Alatalo è stato ingaggiato non solo per le sue capacità tecniche ma anche per le sue doti leader. I bianconeri, attraverso anche la sua crescita, sono migliorati, e’ certo che la campagna acquisti portata avanti da Domenichelli stia ripagando.
Parliamoci chiaro, Thürkauf è sempre stato da inizio stagione un vero e proprio martello così come lo stesso Müller, Alatalo sta intraprendendo il medesimo percorso. Di Hudacek possiamo dire la stessa cosa, benché al momento sia in sovra numero come straniero al pari di Irving. Impiegato pochissime volte l’attaccante slovacco comunque si è dimostrato un cecchino infallibile, tenendo conto che ha realizzato bene otto reti in solo dieci incontri disputati.
Vederlo ai margini al momento fa un po’ a riflettere, ma sicuramente McSorley testa i giocatori quotidianamente, quanto meno è consapevole delle sue capacità. Ma molto probabilmente, anche per una questione di equilibri tattici, al momento gli viene preferito Boedker. Anche se da punto di vista offensivo il danese non è performante, tatticamente permette di garantire i giusti equilibri fondamentali nell’economia della squadra stessa.

Già da lunedì con il Davos potremmo sicuramente verificare se la squadra sarà in grado di riprendere il passo, mantenendo lo stesso livello di performance ma soprattutto di maturitaà raggiunta. I grigionesi di sicuro sono un test molto attendibile, la sfida cade proprio nel momento migliore per l’Hc Lugano. Abbiamo visto come Domenichelli ha lavorato molto bene sull’organico nella scorsa campagna acquisti e come si sta già muovendo anche per la prossima stagione.
Non soltanto partenze, Berteggia e Loeffel, ma anche il rinnovo di Riva e soprattutto l’ingaggio di due giovani attaccanti di valore come Jeremy Gerber dal Berna e Stéphane Patry dal Ginevra Servette. Dimostrazione che sulle rive del Ceresio c’è la volontà e la professionalità di fare veramente bene, la società sta facendo capire in modo inequivocabile che la direzione e la strada che è stata intrapresa a suo tempo con l’ingaggio di McSorley è quella giusta e condivisa da tutti.

