Hc Lugano sconfitto al “Lido” di Rapperswil, ennesima prova deludente di una squadra senza fame e ambizione.
Rapperswil – La vittoria con il Berna di solo due giorni or sono aveva in parte fatto sperare ad un approccio all’incontro di questa sera molto più gagliardo. Perché in palio non c’erano soltanto i tre punti ma anche la possibilità di muovere la classifica. Di staccare le dirette concorrenti come Ambrì e Losanna. Invece con il Rapperswil è andata in onda la solita triste e inconcludente prestazione di una squadra che fondamentalmente vive più di bassi che di alti. Incapace di infilare una striscia positiva di risultati. E ogni qualvolta quando sembra di poter per così dire fare il cosiddetto salto arriva inevitabilmente lo scivolone.

Non è la prima volta che l’Hc Lugano va incontro a figuracce di questo tipo. Di recente è successo con il Losanna, alla Corner Arena con Gottéron e Berna. Una squadra che per quanto priva di Arcobello e di Marco Müller, poi nel corso dell’incontro pure di Josephs e Connolly, non può giustificare un approccio così nullo. Basta dire che in quattro minuti ha incassato due reti, due liberazioni vietate, una quasi autorete di Carr su un rinvio maldestro e zero tiri nello specchio di Nyffeler.

Ora ci si chiede come una squadra con il blasone dell’Hc Lugano, venutasi a trovare in una situazione delicata dove occorre lottare punto su punto, si permetta continuamente di fornire prestazioni così deludenti. Che ci sia divario con i sangallesi lo dicono i punti in classifica. Ma anche le prestazioni fornite dai bianconeri. Perche’ c’è sempre modo e modo di perdere. Comunque sia ci dovrebbe essere quella voglia di lottare su ogni disco, per evitare di non scendere quantomeno sotto la riga. E invece i giocatori praticamente hanno letteralmente passeggiato.
Tranne qualche sussulto d’orgoglio nel secondo periodo dove l’illusione di aver accorciato sul 4-2 avrebbe finalmente permesso di vedere un Hc Lugano che avrebbe dato tutto per tutto per poter raggiungere il pareggio. Tuttavia pochi secondi dopo è arrivata la quinta rete dei padroni di casa che ha ucciso ogni speranza.
Emblematico di questa serata l’atteggiamento di alcuni giocatori soprattutto in occasione della rete del 3-0 dove Stoffel si è permesso di fare un gesto tecnico senza né capo né coda che ha spalancato la strada agli attaccanti sangallesi. Così come Alatalo nel 5-2, non nuovo ad erroracci, perdendo malauguratamente il disco pochi secondi dopo la rete di Klok, (il tabellino dei marcatori lo si può consultare alla fine dell’articolo, ndr). Da un lato abbiamo visto una squadra motivata grintosa con un certo spessore tecnico che sa dove vuole arrivare.

A differenza di un Hc Lugano che evidentemente non ha ben chiaro gli obiettivi. E che rischia fortemente di essere tagliato fuori dall’hockey che conta infilandosi pericolosamente in una possibile sfida con l’Ajoie. Ma prima di trarre conclusioni affrettate è meglio aspettare, anche perché non è detto che venerdì prossimo alla Corner Arena con il Ginevra i bianconeri non siano in grado di stupirci positivamente.
Non si può dare nulla per scontato, sia in negativo che in positivo. Inutile illudersi, sempre meglio vivere alla giornata perché ogni qualvolta che si crede di poter invertire la rotta si cade. E quando si pensa di aver toccato il fondo il più delle volte si rischia di scavare. Schlegel questa sera purtroppo ha dovuto dal punto di vista tecnico sempre incassare. Perché non è mai stato in grado di opporsi come ha fatto a Berna, ma non per demeriti.
Bensì perché lasciato in balia degli eventi. Un dato molto sconfortante perché si e’ visto come i giocatori siano completamente scollegati. Ognuno ha giocato per sé, anche Luca Gianinazzi, ormai dal mese di ottobre alla transenna, i giocatori li dovrebbe conoscere molto bene. E anche capire quanto e per quanto siano in grado di essere sul pezzo non solo nell’arco dei sessanta minuti ma anche nell’arco dell’intera stagione.

Le giustificazioni sono finite per tutti, per la società, per l’allenatore, per i giocatori. Indipendentemente da come finirà, sono stati commessi errori in fase estiva e per l’ennesima volta. Errori che si stanno pagando con gli interessi, sia per come è stata costruita la squadra e per come è stata gestita nel corso dell’anno. Così come alcuni organi di stampa i quali dopo la vittoria con il Kloten si erano già presi qualche piccola rivincita dichiarando che finalmente Domenichelli e Gianinazzi avevano ottenuto le loro rivincite contro le critiche anche ingiuste.
Beh evidentemente i risultati stanno dicendo il contrario, forse servirebbe un po’ per tutti un sano bagno di umiltà e rendersi conto che certi proclami forse è meglio evitarli e rimanere con i piedi per terra. La vittoria di un titolo è un qualcosa che alle latitudini della Corner Arena non è più di casa da parecchi anni. Per arrivare ad ambire occorre un salto di qualità sotto tutti i punti di vista. Il Rapperswil insegna che per allestire una squadra serve ingaggiare gli uomini giusti, che siano funzionali al gioco di un allenatore sul quale si ripone la massima fiducia. Che sia in grado di proporre qualcosa di innovativo ma soprattutto che tutti siano mossi da un’unica cosa: l’ambizione e la fame di vincere.
Scrj Lakers – Hc Lugano: 6-2 (3-0; 2-2; 1-0)
Reti: 3’19” Lammer (Djuse) 1-0; 4’39” Rowe (Aberg, Cervenka) 2-0; 14’27” Aberg 3-0; 22’37” Moy (Albrecht, Jordan) 4-0; 22’50” Patry (Bennett, Granlund) 4-1; 34’54” Klok (Bennett) 4-2; 35’58” Djuse (Aberg) 5-2; 57’42” Forrer (Dünner) 6-2.
Hc Lugano: Schlegel; Klok, Alatalo; Mi.Müller, Riva; Guerra, Andersson; Villa; Carr, Thürkauf, Zanetti; Bennett, Granlund,
Connolly; Josephs, Morini, Fazzini; Patry, Herburger, Stoffel; Vedova.
Penalità: Rapperswil 5×2’ + 1×5’+20’; Hc Lugano 9×2’.
Note: St. Galler Kantonalbank Arena, 4’367 spettatori.
Arbitri: Piechaczek, Dipietro; Obwegeser, Huguet.

