HC Lugano la realtà è più cruda di quello che sembra

Luca Fazzini

Hc Lugano al palo, surclassato 6-1 dal Bienne e all’orizzonte una eventuale serie di derby per dare un senso alla stagione.

Bienne – I bianconeri sono riusciti anche nell’impresa di dare un senso alla stagione del Bienne. Facendosi praticamente surclassare da un  6-1 uno che non lascia spazio ad alcun tipo di recriminazione e giustificazione. Davvero troppo poco quello visto questa sera alla Tissot Arena. Un Hc Lugano praticamente abulico, privo di idee, ma soprattutto inchiodato sul ghiaccio. Con una manovra poco fluida, impacciata, segno di una condizione fisica e/o mentale approssimativa. E come già ripetuto, questo calo lo si era già notato nella sfida con il Langnau dove i bianconeri a fatica erano usciti alla distanza nel terzo periodo.

Hc Lugano
Joly autore dell’unica rete

Poi a Kloten si era visto un ulteriore passo indietro nonostante la vittoria ai rigori dove comunque l’Hc Lugano si era dimostrato in un certo qual modo cinico. Mentre tra giovedì sera e questa sera il crollo verticale contro due squadre dal punto di vista tecnico molto forti dove tutti i limiti del momento sono venuti a galla. Si spera che questo down sia dovuto a un carico di lavoro, perché altrimenti la situazione sarebbe alquanto preoccupante. In vista non tanto della sfida di lunedì sera alla Corner Arena contro il Rapperswil, che non aggiungerà nulla a questo finale di stagione. Piuttosto alla luce della sfida, più che probabile, per la qualificazione ai playoff proprio con l’Ambrì Piotta.

Hc Lugano
Per Koskinen una serataccia

Sicuramente potrà essere una serie di derby molto pesante sotto ogni aspetto: emotivo, fisico e mentale. Dove i leventinesi ci arrivano con una condizione nettamente superiore a rispetto a quella dei bianconeri. Occorre comunque sia rimarcarlo: il primo obiettivo è stato fallito perché la qualificazione tra le top six era alla portata di mano. Bastavo poco per ottenerla, bene o male tutte le squadre nell’arco della stagione a parte Zurigo e Gotteron hanno avuto alti e bassi. Chiaramente ogni squadra ha dovuto fare tesoro del proprio potenziale. Quello dell’Hc Lugano lo abbiamo visto. Tanti infortuni, sicuramente tanti alti e bassi, tante le  linee mescolate per necessità  e per scelte tecniche.

Da un lato la vena prolifica della prima linea a livello di punti e reti, anche perché l’attacco dell’ Hc Lugano è tuttora uno dei migliori della stagione. Dall’altro una fase difensiva dove purtroppo troppe sono state le reti incassate. Dovute anche a troppe leggerezze da parte di giocatori d’esperienza alle quali si sono aggiunte ovviamente anche le ingenuità di quelli giovani. Che per forza di cose nel loro processo di crescita devono essere messe in preventivo. Al tutto aggiungiamo anche il rendimento dei portieri. Un Koskinen, che qualcuno aveva quantomeno rivalutato in questa parte di finale stagione in virtu’ di non essersi  lasciato andare ai suoi teatrini.

Fornendo un rendimento normale: beh questa sera ogni dubbio è stato quantomeno fugato, ancora errori e anche determinanti. Tuttavia i processi e’ inutile farli, anche perché la stagione non è ancora finita. Occorre guardare avanti, occorre per forza di cose tener conto di quanto anche di buono fatto (molto, ndr) . Ma allo stesso tempo anche dare una scossa a tutto l’ambiente. Sicuramente Luca Gianinazzi ha il polso della situazione, e saprà trovare le giusti soluzioni. Perché purtroppo una eventuale eliminazione con i biancoblu, lascerà degli strascichi per parecchio tempo a tutto l’ambiente: dai tifosi ai giocatori e alla società.

Hc Lugano
Per Gianinazzi un momento delicato: dovra’ essere abile nel gestirlo: le capacita’ non mancano

La qualificazione ai playoff passera’ probabilmente dal derby, però allo stesso tempo occorre far tesoro del fatto che gli avversari successivi potranno essere i Lions o il Gottéron. Fondamentale era qualificarsi tra le prime sei per evitare questo ulteriore carico fisico e mentale non indifferente. La realtà appare molto più crudele di quello che sembra. A questo punto occorre fare quadrato intorno ai giocatori, alla società, che dovra’ mantenere ben saldo il polso della situazione. Altrimenti si rischia una deriva molto pericolosa sullo sfondo dell’ennesima stagione fallimentare.

La cronaca dell’incontro dice poco o nulla, la lasciamo volentieri al tabellino finale e per chi vuole agli highlights della partita sui siti preposti. Francamente è stato un incontro scandito da errori dove il Bienne per dare un senso alla propria stagione ha dato il meglio di sé. E un Hc Lugano che ha cercato in qualche maniera di arrabattarsi, illudendo un po’ l’ambiente con la rete di Joly che sembrava avesse riaperto i giochi sul 2-0. Ma è stata solo un’illusione, poca concentrazione e poca fame, ma senza la giusta freschezza fisica/mentale gli obiettivi rimangono una effimera illusione.

Bienne -Lugano: 6-1 (2-1; 1-0; 3-0)

Hc Lugano: Koskinen; Mi. Müller, Andersson; Alatalo, J. Peltonen; Wolf, Hausheer, Villa; Carr, Thürkauf, Joly; Ma. Müller, Ruotsalainen, Zanetti; Quenneville, Arcobello, Fazzini; Canonica, Verboon, Cormier; A. Peltonen

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Marco Capelli
"Metà del gioco è una questione mentale, l'altra metà consiste nell'essere mentalmente presenti"

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