Hc Lugano ancora sconfitto, da giovedì sarà sfida con l’Ambrì, un finale di regular season da incubo.
Lugano – Nel peggiore dei modi si è chiusa la regular season dell’Hc Lugano davanti a un pubblico alquanto esiguo. Che ha mostrato in modo esplicito tutto il suo interesse per l’ultima gara stagionale della propria squadra. Che è stata abile nelle ultime tre partite a dilapidare un patrimonio di ben nove punti sulla più diretta concorrente, ossia l’Ambrì. Ma soprattutto nei confronti anche di Berna e Davos, gettando alle ortiche la possibilità di qualificarsi direttamente tra le top six. Il tutto a seguito di una stagione altalenante ma dove comunque sembrava che avesse imboccato la strada giusta nella crescita soprattutto dal punto di vista della mentalità.

E invece così non è stato, la partita dei bianconeri è durata soltanto 40’’, tanti quanti sono bastati a Cervenka per portare in vantaggio il Rapperswil. E da lì in poi fondamentalmente non c’è stata mai partita. Hc Lugano e Rapperswil non avevano niente da chiedere da questo incontro in quanto fondamentalmente rassegnati al proprio destino. Sì, la parola “rassegnati” alquanto cinica ma che rende molto l’idea dello stato d’animo che pervade la compagine bianconera da un mese a questa parte. Francamente nessuno si aspettava una caduta del genere. Così verticale proprio nel momento in cui sembrava si fosse realizzato quello step in più nella crescita del collettivo.

Sia ben chiaro la stagione non è ancora finita, anzi sta entrando nel vivo. Tuttavia ora occorre giocarsi la prima chance di qualificazione playoff contro i leventinesi. Ulteriormente galvanizzati dalla vittoria in quel di Kloten. Reduci da una striscia positiva di ben quattro vittorie consecutive che ha permesso di recuperare tutto il disavanzo di punti che aveva proprio nei confronti dei bianconeri. Ma soprattutto nella più idonea condizione di affrontare le prossime due sfide cantonali con uno stato d’animo nettamente diverso, da fare invidia agli uomini di Gianinazzi.
E proprio il buon Luca a questo punto è chiamato alla sua prima e vera prova del fuoco della sua giovane carriera. Francamente non ci sono scuse, a questo punto occorre trovare delle soluzioni perché la squadra vista ieri sera ha messo a dura prova la pazienza dei tifosi. Perché si può anche perdere, però farsi surclassare in questa maniera con un 3-6 dai sangallesi anche no. E pensare che in ben due occasioni erano stati in grado di accorciare prima con Cormier e poi con Arcobello e Thürkauf.
Ma poi nel terzo periodo il crollo definitivo nonostante i tentativi di poter impattare l’incontro e anche di fare il sorpasso. Tuttavia troppo leggerezza, troppa superficialità e zero motivazioni hanno fatto sì che gli ospiti potessero chiudere in bellezza con una vittoria comunque di prestigio. Gianinazzi per l’occorrenza ha rinunciato a parecchi giocatori, risparmiando Quenneville, Koskinen, i due Müller, oltre a Carr, riproponendo Laleggia, facendo debuttare Tennyson. Con Fatton titolare oltre al ritorno di Kempe.

Tanti cambiamenti che non hanno portato i frutti sperati, anzi solo della grande confusione. C’è tanta amarezza, però allo stesso tempo non serve abbandonarsi a giudizi affrettati, solamente quando la stagione sarà arrivata alla sua naturale conclusione si faranno le giuste analisi nelle sedi più opportune. Ora serve solo prendere atto della realtà, la sfida cantonale è diventata uno snodo cruciale per le due contendenti. Fondamentalmente serve quantomeno trovare un po’ di serenità, ammesso e non concesso che Gianinazzi abbia il polso della situazione.
Il debutto di Tennyson è passato sottotraccia, ma la prestazione di tutto il collettivo è stata alquanto impalpabile. Non è un caso che gli unici aver mostrato un minimo di orgoglio, siano stati Arcobello e Thürkauf. Arrivati a questo punto serve soltanto guardare avanti e capire dove questa squadra potrà arrivare. Se questo momento sia dovuto soltanto a una situazione momentanea di decadimento fisico, oppure se rappresenti il classico punto di non ritorno che abbiamo già visto a più riprese nel recente passato.
La vittoria era pienamente alla portata dei bianconeri, che avrebbe permesso di rendere meno amaro questo finale, di allontanare nubi nefaste all’orizzonte. C’è stata gloria per Cervenka con una doppietta, idem per Wetter. Anche Noreau e Zangger hanno voluto dire la loro. Ma se a livello offensivo gli spunti sono arrivati dai giocatori dotati di maggior talento, a livello difensivo è stato il festival degli orrori. Su tutti Hausheer, il giovane difensore che nell’arco della stagione si era particolarmente distinto e sul quale si nutrono parecchie speranze per il futuro.
Purtroppo nelle ultime partite (Bienne, ndr) ha dato il peggio di sé. Come evidenziato nel recente passato la squadra è apparsa inchiodata sui pattini, mettendo in evidenza anche una mancanza di mordente. E quella superficialità tipica di chi non si pone più alcun obiettivo. Ora vedremo da giovedì se questi cattivi pensieri o presagi si dissolveranno oppure se si concretizzeranno nel modo peggiore.
Lugano – Scrj Lakers: 3-6 (1-2; 2-2; 0-2)
Hc Lugano: Fatton; LaLeggia, Andersson; Alatalo, Jesper Peltonen; Wolf, Tennyson, Hausheer; Kempe, Thürkauf, Joly; Patry, Ruotsalainen, Zanetti; Verboon, Arcobello, Fazzini; Aleksi Peltonen, Canonica, Cormier; Gerber

