Tete Pozzi: “Organizzazione e ritmi alti per centrare l’A1”

tete pozzi

Partirà domenica prossima la finale tra Como Nuoto e Acquachiara Napoli. Buone le sensazioni avvertite da Tete Pozzi, coach delle Rane Rosa.

E’ iniziata oggi la settimana che porterà a gara1 di una delle due finali play-off in A2, quella tra Como Nuoto Recoaro e Aktis Acquachiara Napoli, in programma domenica prossima alle 14 presso la Fernando Villa di Legnano. Compagini che hanno estromesso rispettivamente Rn Bologna e F&D H2O Velletri dalla corsa al sogno chiamato massima serie. Le partenopee di coach Barbara Damiani inseguono il loro secondo passaggio di categoria, le lariane di coach Tete Pozzi invece il primo. E per capire come procede l’avvicinamento a questo fondamentale appuntamento, abbiamo provato a sentire l’allenatore delle Rane Rosa.

Coach ci può presentare l’avversario della finale? Quanto è cambiato rispetto a due anni fa?

“L’ossatura titolare è la stessa di allora, gli manca soltanto la nazionale Sara Centanni, andata a giocare a Padova. La loro leader è Chiara Foresta, rientrata dall’esperienza in A1 a Rapallo, è la giocatrice più forte e con maggior personalità. E’ tornata anche Anna De Magistris dopo essersi inizialmente ritirata, un centroboa di spessore in grado di fare la differenza, non a caso è la miglior marcatrice della propria formazione. Poi c’è il resto del nucleo storico, composto da ragazze valide e d’esperienza. Sono una squadra assolutamente all’altezza con alcune atlete che hanno maturato esperienza nella categoria superiore, con nove giocatrici che restano in acqua parecchi minuti ed è coperta in tutti i ruoli”.

Possiamo considerarla una rivincita del 2019 o stiamo parlando di un’altra cosa?

“Non propriamente. L’Acquachiara Napoli è praticamente la stessa dell’epoca, invece noi siamo completamente cambiati. Innanzitutto abbiamo fatto registrare una crescita per quanto riguarda la qualità del gioco. Ma non solo, anche per quanto concerne l’esperienza. Rispetto al passato, infatti,  in questo 2021 abbiamo sempre gestito gli incontri con molta più calma e per tutta la loro durata, compreso l’unico perso contro Rapallo. Inoltre le battaglie vinte contro Bologna ci hanno garantito una bella spinta emotiva e questo è un aspetto molto importante”.

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Le due formazioni in occasione dell’ultimo scontro diretto

A livello tattico come sarà questa sfida?

“Per noi sarà necessario nuotare con un’intensità sempre alta, poiché il gioco lento ci penalizza. Per cercare di fare nostra questa finale dovremo necessariamente giocare in maniera molto organizzata. Nulla di improvvisato, perché credo che su binari completamente diversi le loro giocatrici siano più scaltre delle nostre, più abili a vincere situazioni inaspettate. Infine dovremo fare particolarmente attenzione al perimetro dove le nostre avversarie sono pericolosissime, è il loro punto di forza”.

Come vi state preparando al fatidico appuntamento?

“Negli allenamenti ci stiamo concentrando su tutti i dettagli, perché prevedo una serie equilibrata in cui essi faranno la differenza. Sto insistendo molto sui piccoli difetti delle mie ragazze che potrebbero portare a un loro gol, credo che anche solo uno potrebbe risultare determinante in questa finale. Match che potrebbero essere chiusi all’ultima superiorità numerica o time-out. Ci sentiamo più preparate rispetto al passato e sono contento che il sorteggio sia stato dalla nostra parte, perché a Legnano ci stiamo trovando davvero bene. A noi piace”.

Tre finali promozione a testa, Como e Napoli hanno un vissuto simile…

“Si e in un certo senso ci assomigliamo. Due club che attingono decisamente dal proprio vivaio e che nell’anno della pandemia sono riusciti a trattenere praticamente tutte le ragazze in rosa. Se proprio vogliamo ben vedere hanno un piccolo vantaggio, che è quello di aver conquistato una promozione nel 2015 anche se poi sono immediatamente retrocesse con 0 punti all’attivo. A noi ciò manca, però bisogna dire che anche nelle semifinali partivamo senza aver centrato un successo e invece li abbiamo ottenuti. Confidiamo quindi nel fatto che il trend sia cambiato”.

E poi ci sarebbe anche una sfida nella sfida, quella tra Tete Pozzi e Barbara Damiani. A proposito, com’è il bilancio?

“Credo sia attorno alla parità. A livello di prima squadra ci siamo incrociati soltanto nella semifinale di due anni fa e passò lei, mentre a livello giovanile più volte battendoci a vicenda. La sua è una figura certamente storica ed è stata la moglie di Mario Scotti Galletta, portiere del Settebello negli anni ’70 e in un certo senso inventore della pallanuoto femminile italiana. In questo ambito lei è un personaggio molto importante, tosta anche durante le partite ma assolutamente qualificata. Un’allenatrice capace di far crescere per davvero le ragazze, perciò gode assolutamente di tutto il mio rispetto”.

Già fantasticato su una possibile partecipazione alla serie A1 2021/22? Quanto sarebbe pronta questa rosa?

“Assolutamente no, non mi ci vedo io e nemmeno le mie ragazze finché non l’avremo effettivamente raggiunta. Non si tratta di scaramanzia però: pensarci ora sarebbe inutile, sprecheremmo troppe parole e soprattutto energie mentali. Se tutto fosse facile potrei fornire delle risposte, ma non voglio farmi il sangue amaro, preferisco eventualmente parlare di cose concrete soltanto successivamente. Non so nemmeno se la società stia facendo dei ragionamenti in tal senso e ci sarebbero anche un po’ di problemi da affrontare, come quello della piscina.  A Como purtroppo è difficile immaginare il futuro, non è proprio possibile fare voli pindarici. Al momento l’A1 non è programmabile, possiamo solo arrivarci. Mettere le mani avanti prima sarebbe un errore concettuale”.

L’anno scorso il Covid fermò la corsa delle Rane Rosa. Un gruppo particolarmente scaramantico il vostro, temete qualcos’altro a questo giro?

“In realtà sono piuttosto fiducioso, perché a Bologna ho visto una squadra compatta e soprattutto molto concreta. Delle Rane Rosa attuali non temo l’emozione, piuttosto vedo in loro sicuramente molta voglia. Potrà sembrare una stupidità, ma ci potrà fermare soltanto l’Acquachiara se sarà in grado di giocare meglio. Perché noi, a onor del vero, siamo prontissime per questo duello”.

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Marco Ballerini
Un calcio al pallone, due tiri a canestro, una corsa nei boschi, una pedalata tra salite e discese, una nuotata nel mare, una sciata nel bianco, una pagaiata sul lago.. Sacrifici, sudore, fatica, passione, socialità, emozioni, obiettivi, traguardi.. Lo sport è sempre un ottimo pretesto per VIVERE e per sentirsi VIVI !!

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