Crocevia no ma match molto importante si, il prossimo, per Acqua S.Bernardo. Contro Treviso Basket andrà a caccia del primo successo esterno.
Andarci vicino vale soltanto a bocce? Vero ma non verissimo, a tal proposito potrebbe saperne qualcosa la Pallacanestro Cantù. La quale, alla quinta partita ufficiale stagionale lontana da Desio, si è finalmente giocata fino all’ultimo minuto contro la Reyer Venezia la possibilità di conquistare la vittoria dopo una rimonta dal -21. Incoraggianti segnali, da tramutare necessariamente in due punti in occasione dell’incontro di domenica sera alle ore 19 al PalaVerde contro il Treviso Basket, valevole per l’undicesimo turno della serie A 2025/26 (diretta LbaTv, arbitri Attard, Quarta e Capotorto). E in tutta onestà, constatando le difficoltà dei brianzoli a esprimersi al meglio sui parquet altrui, potrebbe trattarsi di una delle ultime chance per cercare di muovere la propria graduatoria anche in trasferta.
Classifica che potrebbe avere un altro aspetto in caso di blitz in Veneto. Vincere vorrebbe dire ritrovarsi con un discreto tesoretto di +6 sul fanalino di coda. Eviteremmo invece di prendere in considerazione un netto ko contro una diretta concorrente: considerati i non banali -16 con Sassari e -9 con Varese da dover ribaltare al ritorno, il quadro potrebbe diventare preoccupante. Cantù dovrà provare ad avere la meglio di un’avversaria, la Nutribullet Treviso, che è sul fondo con 2 punti e che fra le mura amiche non ha mai festeggiato. Possiede l’undicesimo attacco con 83,4 punti segnati, è seconda per rimbalzi offensivi con 13,1 a serata, terza per falli subiti con 23,2 e settima ai liberi con il 77,8%. Ultima in difesa con 94,4 punti concessi e nella percentuale dal campo con il 52,9% (penultima da tre con il 31,6%), è anche la terza formazione che perde più palloni con 14,9.
Coach Alessandro Rossi, dopo la separazione con Joe Ragland, parte con Briante Weber (13 punti e 2 assist) come play. In guardia agisce Muhammad-Ali Abdur-Rahkman (14,4 punti e 2,4 assist), in ala piccola invece Osvaldas Olisevicius (15,8 punti e 4,7 rimbalzi) che è il giocatore più produttivo. Come ala forte Kruize Pinkins (13,2 punti e 6,7 rimbalzi), centro invece Leon Radosevic (2 punti e 4 rimbalzi) che è uno dei due neo arrivati. L’altro è invece Tony Perkins (3 punti e 3 rimbalzi) destinato a uscire dalla panchina, così come David Torresani (6,7 punti e 2,2 assist) che prova a cambiare ritmo in cabina di regia. Fra gli esterni anche Federico Miaschi (5,4 punti), mentre Matteo Chillo (5,5 punti e 2,3 rimbalzi) e Francesco Pellegrino (2 punti) completano il reparto lunghi.

Nicola Brienza: “Contro Treviso Basket sarà sfida nervosa, stressante e spartiacque. Perdere poche palle e controllare i rimbalzi”
Nel pomeriggio odierno il coach di Acqua S.Bernardo ha incontrato la stampa per la consueta conferenza pre match. “Una partita che si prepara cercando di mettere la giusta attenzione, anche per la valenza che ha – le parole di Nicola Brienza -. Arriva in un momento importante per entrambe: loro non hanno mai vinto in casa, noi invece in trasferta. Una possibilità pertanto di cambiare l’inerzia delle rispettive stagioni, credo che possa rappresentare uno spartiacque. E’ innegabile che Treviso si ritrovi in un momento di difficoltà, lo dicono numeri e classifica. E infatti hanno cambiato due giocatori per provare a trovare equilibri diversi. Mi aspetto una sfida estremamente nervosa e stressante, ma che potrebbe prendere una piega totalmente differente da ciò che uno si aspetta. Il loro stile di gioco è davvero aggressivo soprattutto all’inizio delle azioni, si prendono tantissimi tiri in mezza transizione e a volte anche senza un chiaro vantaggio. Creandoti anche qualche problema sui rimbalzi, perché magari in quel momento gli accoppiamenti o i posizionamenti in campo non sono quelli giusti. Credo che sarà fondamentale la performance sotto i tabelloni ma anche perdere pochi palloni per evitare di farli correre“.
“L’anno scorso, a differenza di quest’anno e specialmente in trasferta, avevamo una certa solidità e una chiara identità, anche quando infilammo cinque sconfitte di fila. Stiamo comunque facendo alcuni passi in avanti, perché a mio avviso i passi falsi di Varese e Venezia sono differenti rispetto a quelli di Trento e Sassari. I nostri numeri difensivi devono essere migliori, bisogna provare a essere un po’ più duri sugli avversari, cercando un anticipo in più nonché pressare meglio la palla. Non vanno comunque sottovalutate le qualità altrui: in questa categoria rispetto all’A2 puoi ritrovarti improvvisamente organici rivoluzionati e probabilmente migliorati. Dobbiamo però alzare anche la nostra qualità individuale in certe situazioni. E va migliorato il nostro approccio, a Venezia se togliamo quel break di 10 punti i restanti tre quarti ce la siamo giocata alla pari. In questa direzione è andata la scelta tattica di cambiare un po’ lo starting-five, anche perché nell’arco del campionato abbiamo avuto dei secondi quarti poco impattanti. Devo dire che gli impatti di Riccardo come falso lungo e di Grant come cinque ci hanno regalato dei buoni dividendi in entrambe le metà campo. Soluzioni che proverò ancora a cavalcare, perché ci regalano linee di passaggio e spaziature nuove, permettendoci di segnare 95 punti domenica scorsa contro una grande squadra. Restando in partita e giocandocela fino agli ultimi possessi nonostante alcuni up&down. Bowden? Sta avendo delle buone prestazioni e anche in allenamento si dimostra sempre propositivo, sta crescendo”.
Alessandro Rossi: “Passi in avanti, contro Cantù chiamati a raccogliere i frutti. Servirà grande energia e desiderio di vittoria”
Queste invece le parole del collega seduto sulla panchina del Treviso Basket. “Stiamo cercando di fare dei rapidi passi avanti in termini di chimica di squadra, cosa normale quando si cambia struttura – la riflessione di Alessandro Rossi -. Penso che il gruppo stia lavorando con la consueta serietà e domenica sarà chiamato a raccogliere i frutti, disputando una partita di grande energia e con il desiderio di ritornare alla vittoria. L’aspetto più importante sarà il risultato, che andrà strappato con le unghie e con i denti se necessario. Ci prepariamo ad affrontare una fase estremamente importante, che rappresenterà per noi un banco di prova significativo: finora abbiamo affrontato prevalentemente formazioni situate nella parte alta della classifica, per di più presentandoci con una configurazione diversa da quella attuale; è arrivata l’ora di metterci alla prova contro squadre che appartengono al nostro livello e mostrare davvero chi siamo. Purtroppo ci sono momenti in cui noi, pur approcciando bene, perdiamo per un attimo il flusso della gara e non siamo in grado di rialzarci immediatamente. Questo è l’aspetto su cui si deve lavorare maggiormente in assoluto. Chiaramente quando si perdono diverse partite di fila si tende ad andare giù di corda e si fatica a reagire alle difficoltà, ma come dico sempre ai ragazzi dobbiamo fare in modo che a un’azione negativa ne segua una positiva”.
“Per quanto riguarda la pressione mi trovo completamente d’accordo con Briante. Spesso se ne parla con un’accezione sbagliata, ma dal mio punto di vista significa anche automotivarsi per rendere al meglio. La pressione non ci deve affossare, perciò dobbiamo trovare un bilanciamento per giocare nel miglior modo possibile, pur tenendo presente che essere sempre leggeri nella vita non è necessariamente la soluzione. È chiaro che in questo momento bisogna accettare la pressione che deriva dalle sconfitte, ma non deve rappresentare un ostacolo per noi. Cantù è una squadra che ha fatto una scelta chiara di costruzione del roster, puntando sull’avere tanti giocatori dal grande talento offensivo. Hanno molte armi in tutti i ruoli, che danno loro la possibilità di schierare quintetti atipici. La nostra prestazione deve essere di alto livello soprattutto dal punto di vista difensivo: vinceremo se riusciremo a contenere adeguatamente il loro potenziale; sicuramente abbiamo idee chiare su cosa fare e infatti non mi preoccupa tanto l’aspetto tattico, quanto la capacità di contenere le loro fiammate, a partire da quelle di Gilyard e Sneed“.


Vincere
Abbiamo preso 9 punti di scarto anche nel terzo quarto che non abbiamo certo giocato bene ed il recupero nell’ultimo quarto è stato favorito anche dalla Reyer.
Brienza si ostina a parlare di miglioramenti che non riguardano assolutamente l’aspetto difensivo (tuttora altamente deficitario) e che in attacco dipendono puramente dalle prestazioni dei singoli e non derivano quindi da un miglior gioco di squadra.
Continua a sperimentare nuovi quintetti perché evidentemente, in particolare nel reparto dei lunghi, vi sono problemi importanti e di difficile soluzione.
Se vinciamo vado in Nuova Zelanda in ginocchio talmente ho fiducia in questa squadra