Pallacanestro Cantù, voti variegati: Green davanti a tutti, poi WDR

pallacanestro cantù

Nel pagellone di fine anno spiccano la guardia statunitense e l’attuale coach. Bowden e Basile i peggiori per la Pallacanestro Cantù 2025/26.

#0 Jacob Gilyard: la sua avventura in Brianza non dura un girone intero, pagando in prima persona gli scarsi risultati di squadra ottenuti. I numeri prodotti non sarebbero nemmeno male (10,5 punti e 6,2 assist in 27′) e nell’attuale esperienza francese sta facendo addirittura meglio. Tuttavia nel poco coinvolgimento iniziale offensivo di Ballo ci mette anche del suo e soprattutto si dimostra una tassa non indifferente in fase difensiva, penalizzato anche da evidenti limiti fisici. 5

#3 Christopher Chiozza: non fa molto meglio del suo predecessore connazionale. A più riprese riesce a far girare meglio la squadra in attacco senza però rappresentare una minaccia per gli avversari e dietro mostra una consistenza maggiore, le statistiche risulteranno però inferiori: 6 punti e 5,4 assist in 19′. Sbarca a Cantù con una condizione atletica da migliorare, nei tredici incontri disputati non si contraddistingue per leadership e per questo aspetto non entrerà mai particolarmente nelle grazie di De Raffaele.  5,5

#8 Jordan Bowden: è il primo a fare le valigie per il viaggio di ritorno. Illude tutti con un precampionato da protagonista, si scioglierà poi come neve al sole negli incontri ufficiali collezionando qualche doppia cifra grazie al sopraggiungere di alcuni garbage-time. Aver trascorso gran parte della sua carriera in G-League o comunque in tornei d’oltreoceano, non gli ha permesso di forgiarne intensità e applicazione difensiva. Nonché abituarsi a un pallone che “pesa” inevitabilmente in maniera differente. 4

#9 Riccardo Moraschini: quello che le cifre non dicono. Ovvero come il nativo di Cento abbia performato meglio con i colori biancoblu nella massima serie piuttosto che in A2. Categoria, quest’ultima, nella quale spesso forzava dei tiri. Quest’anno invece ha pulito le sue giocate senza difettare di personalità. Il ruolo di capitano e la ritrovata A lo hanno responsabilizzato. Decisivo nelle battute finali in alcuni fondamentali successi: contro Cremona e Varese nella metà campo offensiva, contro Sassari in quella difensiva.  7

#10 Andrea De Nicolao: altro giocatore, come il sopracitato, che ha forse più senso al piano superiore che non nella seconda serie nazionale. Le cifre infatti non sono molto dissimili da quelle del 2024/25 (6,3 punti e 6 assist contro i 4,2 punti e 3,7 assist di quest’anno). Come Moraschini è essenziale nel trasmettere ai propri compagni il credo cestistico di Walter De Raffaele. Qualche volta gli capita di performare meglio del play titolare, a quasi trentacinque anni non soltanto nemmeno una gara per infortunio. Non male. 6.5

#11 Oumar Ballo: alla sua prima stagione da professionista termina con 11,3 punti e 8,4 rimbalzi. Prestazioni a singhiozzo sotto la gestione Brienza, non venendo spesso coinvolto a dovere in attacco. Con l’avvento del nuovo coach sboccerà definitivamente, non andando in doppia cifra solamente in tre circostanze su tredici. Termina il campionato sul secondo gradino del podio per rimbalzi, sul terzo invece per stoppate (1,1) e percentuale da due (65,6%). Insomma, per un rookie poteva andare peggio…..  7

#12 Giordano Bortolani: arriva alla Pallacanestro Cantù per giocare con continuità, togliendosi la ruggine degli ultimi anni. In attacco fa vedere più volte buone cose, fatturando un onestissimo 12,7 punti di media. Deve provare a essere maggiormente “clutch” nei momenti che contano e a dare una mano più sostanziosa nella creazione del gioco (1,9 assist). Così come in difesa, sebbene con l’arrivo di De Raffaele qualche incoraggiante progresso da questo punto di vista si è palesato. 6,5

#20 Xavier Sneed: i 13,5 punti, 3,8 rimbalzi e 2,4 assist narrerebbero di una buona stagione da parte dell’ala di Saint Louis. Ed effettivamente lo è stata, grazie anche alle capacità in difesa. Bisogna però considerare come fosse il giocatore più pagato a inizio stagione, con la continuità (mancanza più volte sottolineata dal suo attuale coach) che non sempre l’ha assistito. Memorabile la prova in trasferta contro la Vanoli Cremona, nella quale toccò i 30 punti. Così come i 24 contro Venezia, ma entrambe inutili ai fini del successo. 6,5

#21 Grant Basile: senza ombra di dubbio la vera delusione dell’anno. Non si conferma al piano di sopra, nel quale risulta poco fisico per fare il centro, poco tecnico (dall’arco calato dal 39% al 31%) per fare l’ala. Spesso svagato, dimostra di essere poco focalizzato in quello che deve fare. In difesa non riesce a produrre il benché minimo miglioramento, è l’unico elemento che De Raffaele non riesce a recuperare a pieno. Perde la titolarità a favore non solo di Février, ma in alcune gare anche di Ajayi, il che è tutto dire.  4,5

#22 Gerald Robinson: reduce da un periodo di inattività (con la squadra ma non individuale), arriva alla Pallacanestro Cantù per sostituire temporaneamente l’infortunato Chiozza. Non al top della forma e si vede, tuttavia il suo esordio è abbastanza incoraggiante ma poi non riesce a cambiare marcia, anzi. Tre partite sarebbero anche poche per venir giudicato, le quali saranno sempre contraddistinte da una costante: i miseri 4 punti realizzati (3 assist di media). 5,5

#23 Ivan Février: l’arrivo del francese è decisamente prezioso per andare a colmare un’altra falla, oltre a quella nel ruolo di playmaker, nella formazione brianzola. Con lui finalmente Acqua S.Bernardo avrà a disposizione quel quattro in grado di aprire il campo. Bravissimo nell’adattarsi nel nuovo contesto e paese, mostra una grande regolarità: in sette dei nove match produce fra i 10 e i 14 punti. Si attesta a fine torneo a una media di 10,6 punti e i tutt’altro che disprezzabili 2,8 assist. Pupillo del suo coach non a caso. 7

#32 Erick Green: il suo arrivo svolta tecnicamente la stagione dei canturini. Classe e costanza disarmante, ha fornito alla compagine biancoblu quella qualità in uscita dalla panchina che mancava come l’aria. Si prende da subito le responsabilità nei momenti caldissimi dei match, decisivo negli esiti finali contro Reggio Emilia, Napoli, Trieste, Sassari e Varese. Il miglior realizzatore della Pallacanestro Cantù con 14,8 punti, il voto poteva anche essere superiore se non fosse calato nelle ultime due (potenzialmente cruciali) sfide. 8

pallacanestro cantù
Erick Green, contributo a dir poco decisivo per la salvezza dei brianzoli (foto Pallacanestro Cantù)

#33 Ife Joshua Ajayi: l’impegno di certo non è mai mancato e di questo bisogna dargliene atto, applicandosi con discreto successo a rimbalzo e in difesa.  Ma è troppo poco per il suo passaporto. Per caratteristiche è anche lui un equivoco come il suo ex compagno di squadra Basile, le cui statistiche saranno guarda caso molto simili. In A2 fa valere la sua strabordanza fisica, mentre in Lba sarà invece uno dei tanti. 5

#90 Leonardo Okeke: stagione a due facce per il centro classe 2003. Sotto la gestione Nicola Brienza colleziona una serie di n.e. (6 in tutto), mettendo in ben dieci occasioni la virgola di fianco al proprio nome nel tabellino. Poi però l’attuale allenatore dimostra di credere maggiormente in lui e così il ragazzo riesce a ripagare con qualche buona prestazione. Un cestista perciò cresciuto con il trascorrere delle settimane, la strada sembra finalmente quella giusta: il nostro nei suoi confronti è un voto di incoraggiamento.  6

Walter De Raffaele: uno dei principali artefici della salvezza brianzola. Porta in salvo la barca biancoblu, sebbene a tal proposito sia stata decisiva l’esclusione di Trapani. Riesce a imprimere un’identità più chiara alla Pallacanestro Cantù, coinvolgendo di più Ballo ed estrapolando del buono anche da Okeke. In difesa la squadra migliora ma ha comunque ancora qualche passaggio a vuoto, così come in trasferta: diverse volte si avvicina al blitz ma ci riesce soltanto al primo tentativo, contro Reggio Emilia. Nelle ultime tre uscite si vede di meno la sua mano, probabilmente qualche suo ragazzo aveva già in parte staccato mentalmente. Chiude con un record del 46%, che se fosse parametrato a tutto l’anno avrebbe permesso ad Acqua S.Bernardo di conquistare l’ultimo posto play-off. 7+

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Marco Ballerini
Un calcio al pallone, due tiri a canestro, una corsa nei boschi, una pedalata tra salite e discese, una nuotata nel mare, una sciata nel bianco, una pagaiata sul lago.. Sacrifici, sudore, fatica, passione, socialità, emozioni, obiettivi, traguardi.. Lo sport è sempre un ottimo pretesto per VIVERE e per sentirsi VIVI !!

2 thoughts on “Pallacanestro Cantù, voti variegati: Green davanti a tutti, poi WDR

  1. Concordo riguardo tutti i vostri voti a parte quello dato a Moraschini che, considerando anche l’inizio stagione, per me merita 6,5. Niente voto x Brienza?

Lascia un commento