Hc Lugano, per la serie “chi troppo vuole nulla stringe”

Hc Lugano sconfitto anche dagli Orsi, troppe le occasioni sprecate. Anche la fortuna volta le spalle ai bianconeri.

Berna – Per forza di cose doveva andare così per l’Hc Lugano, questa sera impegnato alla Postfinance Arena contro il Berna. La striscia negativa di sconfitte è arrivata al capolinea nella capitale. E a dire la verità questa sera gli uomini di McSorley hanno sprecato tutto quello che era nelle loro possibilità e anche di più, per poi trovarsi beffati sotto il peso di tre reti. Un Hc Lugano arrivato nella capitale con l’intenzione quantomeno di provarci, l’allenatore canadese per l’occasione ha stravolto di nuovo le linee rimettendo Irving a difesa della gabbia, lasciando in sovrannumero come straniero Hudacek.

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Thomas per l’1-0

Inutile fare della filosofia sulle scelte del coach, la situazione è tale che per forza di cose bisogna provarle in tutti i modi. E in fondo l’Hc Lugano è riuscito anche a incartare il Berna. Diverse le occasioni per portarsi in vantaggio e anche per raddoppiare con i vari Arcobello, Herburger addirittura anche in shorthand a più riprese con lo stesso numero 16 e anche con Traber. Ma non c’è stato verso, il disco non ha voluto saperne di entrare e proprio nel momento in cui la partita sembrava quantomeno indirizzata verso uno sterile 0-0 e quindi al supplementare, sono arrivate le reti dei bernesi. La prima sul finire di secondo periodo con Thomas e poi in 30″ a cavallo del 56′ sono arrivati le reti di Neuenschwander e di Henauer.

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Neuenschwander per il 2-0

Ci ha pensato Nodari a rovinare lo shutout a Wuthrich con la rete del definitivo 3-1. Una rete di magra consolazione che sa di beffa, un risultato anche bugiardo perché in fondo questa sera il Lugano non ha demeritato. Anzi poteva con un minimo di cinismo far sua una vittoria che sarebbe stata anche meritata contro un Berna che fondamentalmente ha dimostrato bene o male gli stessi limiti della compagine bianconera.

La fortuna non ti aiuta e come potrebbe farlo quando nemmeno la si va a cercare o quantomeno quando ti sorride gli si sbatte la porta in faccia. Meglio a questo punto fermarsi senza pensare al prossimo incontro, ma quantomeno cercare di capire come e cosa fare, quale strada intraprendere e soprattutto chi vuole essere partecipe di questo viaggio. Il fondo non lo si è toccato oggi, si è solo continuato a scavare.

Overtime: la Deuschland Cup cade a proposito, ma allo stesso tempo priverà l’Hc Lugano di ben sei uomini, convocati per la manifestazione in terra tedesca. E questo di sicuro può essere anche un riconoscimento al valore della squadra. Un valore che purtroppo non si è ancora manifestato all’atto pratico sul ghiaccio, anzi tutt’altro. Si può pensare che nell’arco di una settimana si possano risolvere tutti i problemi? Di sicuro per come le cose si sono evolute nell’ultimo mese, francamente sette giorni sono veramente pochi.

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Nodari per l’unica rete dei bainconeri

È arrivato il momento di trovare la quadra, di capire il perché questa squadra non riesca a dare il meglio di sè. In gioco non c’è soltanto una stagione sportiva, ma anche una reputazione sia dei giocatori, sia dell’allenatore, che della società. E lo spettacolo che è stato offerto fino a questo momento non è per nulla dei migliori, anzi francamente lo possiamo definire inclassificabile visto i protagonisti e il potenziale che fino a questo momento, per motivi diciamo inspiegabili, non si è mai manifestato al suo massimo livello.

Nell’occhio del ciclone ci è finito sicuramente McSorley che ovviamente avrà si le sue colpe ma allo stesso tempo la piazza di Lugano è molto particolare e l’allenatore canadese da anni protagonista della scena hockeistisca nazionale è stato come tanti altri nel corso degli anni, testimone indiretto delle vicissitudini dei suoi predecessori in riva al Ceresio. Per cui accettando questo incarico ne è stato piu che consapevole di cosa probabilmente avrebbe potuto anche trovare.

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Un’altra serataccia per i bianconeri

Ora possiamo dire di essere arrivati a prendere atto delle ennesime problematiche che rischiano di condizionare negativamente l’intera stagione. Per risalire la china ci vuole tanto tempo ma il primo ostacolo da superare al rientro dalla settimana della nazionale sarà il derby alla Corner Arena venerdì 19 novembre. Lì si vedrà se qualcosa nella squadra, nei suoi equilibri è cambiato oppure se assisteremo all’ennesima prestazione incolore. Occorre prenderne atto ma soprattutto guardare sempre al futuro con fiducia e confidare nelle scelte della società perché all’orizzonte di alternative che possano stravolgere la situazione nel breve tempo non se ne intravedono. Per ripartire occorre consolidare la base, che in una squadra si identifica nella difesa.

La fase difensiva dell’Hc Lugano fino a questo momento è stata altamente negativa, i reparti troppo sfilacciati con giocatori che stanno rendendo molto al di sotto del loro enorme potenziale. Questa prima parte di stagione al netto di tutto è stata fallimentare. C’è chi ha visto la Champions come un impiccio, chi invece come con qualcosa che ti permette di confrontarti con realtà al di fuori del campionato con avversarie di un altro livello. In una competizione che comunque mantiene  il suo prestigio. Perchè confrontarsi con realtà diverse deve essere uno stimolo e purtroppo l’Hc Lugano dopo una bella partenza è naufragato e da lì in poi ne è susseguito un tracollo di proporzioni incalcolabili fino a questa sera.

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Irving titolare questa sera

Sc Bern – Hc Lugano: 3-1 (0-0; 1-0, 2-1)

Reti: 1-0 Thomas 37’25” ( Untersander, Scherwey), 2-0 Neuenschwander 55’35” (Thomas), 3-0 Heneuer  56?01″ (Conacher, Moser); 3-1 Nodari 56’16” (Morini)

Hc Lugano: Irving, Riva, Alatalo, Müller, Nodari, Wolf, Chiesa; Traber, Villa; Josephs, Arcobello, Bertaggia, Haussener, Thürkauf, Fazzini, Morini, Herburger, Boedker, Stoffel, Walker, Vedova.

Penalità: 2’×2 – 5’x1 sc Bern  2’x4 Hc Lugano

Note: Postfinace Arena, 13966 spettatori.

Arbitri: Micha Hebeisen,Anssi Salonen, Dominik Schlegel, Stany Gnemmi

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Marco Capelli
"Metà del gioco è una questione mentale, l'altra metà consiste nell'essere mentalmente presenti"

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