Dopo una stagione ai box, riprende la carriera cestistica di Curtis Nwohuocha. L’Acqua S.Bernardo ha scelto il canturino come quarto lungo.
Due stagioni di A2 alle spalle, altrettante delusioni per i tifosi brianzoli. La Pallacanestro Cantù ha sperimentato sulla propria pelle quanto allestire organici altamente competitivi, poter disporre di uno dei budget più alti della categoria e vantare una lunga nonché gloriosa tradizione cestistica può non bastare per ritornare nell’élite del movimento italiano.
Perché fortunatamente, nell’ormai prossima era dell’intelligenza artificiale, per ottenere i risultati sperati su un campo da gioco servono anche altre componenti: coraggio, sacrificio e senso di appartenenza. Che, da queste parti, in una sola parola significa “canturinità”. Un ingrediente che da un po’ manca nel menù dell’Acqua San Bernardo, ma messo da settimane nella lista della spesa da parte del Gm Alessandro Santoro e di tutta la dirigenza biancoblù.
Ed ecco quindi che la società di Via Como ha deciso di fare affidamento anche su tre ragazzi cresciuti nel proprio vivaio, in simbiosi con il Pgc. Dopo aver riportato Luca Cesana all’ombra del campanile di San Paolo e aver fatto sottoscrivere un triennale al promettente Gabriele Tarallo, poche ore fa è toccato a Curtis Nwohuocha. Centro classe 1997, uno degli artefici dello storico scudetto U20 conquistato nel 2016.

Nel frattempo il canturino di origini nigeriane aveva già avuto modo di debuttare in prima squadra nel 2013/14, realizzando 4 punti nella sfida disputata al PalaEstra contro la Mens Sana Siena. Tuttavia, per farsi le ossa il giocatore dovrà andare in prestito in A2 alla Blu Basket Treviglio nel 2016/17 (3,2 punti e 2,5 rimbalzi di media) per poi indossare la canotta della Tezenis Verona (1,4 e 2,3 rimbalzi) nell’annata successiva.
Seguirà un triennio alla 2B Control Trapani, ma mentre stava facendo registrare i numeri più interessanti (5,1 punti e 5,4 rimbalzi nel 2020/21 con un sensibile miglioramento dalla lunetta), per il pivot incapperà verso fine torneo in una lesione totale del tendine rotuleo sinistro con associata lussazione rotulea. Una volta recuperato dall’infortunio, Curtis Nwohuocha si rimetterà in gioco in B al College Borgomanero ma una volta giocati 15 incontri sarà costretto nuovamente a fermarsi per sottoporsi a una nuova operazione.
Ora il lungo di 203 cm è pronto finalmente per ritornare sul parquet, dopo un 2022/23 trascorso completamente ai box. Ovviamente da lui non si potrà pretendere la luna, anzi. Ma tutta una serie di cose che possono comunque essere determinanti all’interno dei meccanismi di squadra. Come spiegato dal Ds dell’Acqua San Bernardo. “Il suo compito sarà di alzare il livello di intensità del lavoro quotidiano mettendo energia, atletismo ed entusiasmo in ogni situazione – le parole di Fabrizio Frates -. Siamo molto fiduciosi che potrà portare il valore aggiunto di un profondo senso di appartenenza”.
Ma se il reparto lunghi può dirsi completato, non così è per il roster, che potrebbe essere ancora puntellato. “Restiamo ancora presenti e vigili sul mercato – la precisazione di Sandro Santoro -. I giochi sono più o meno fatti nel settore degli italiani, ci sono però scelte legate alle imminenti competizioni internazionali che potrebbero far emergere ulteriori opportunità. Faremo il punto dopo la metà di agosto partendo dalla certezza che la squadra che abbiamo allestito fino ad oggi sia competitiva. Qualsiasi opportunità successiva deve poter rappresentare il punto esclamativo su ciò che abbiamo già costruito, ma non ci sottrarremo se dovesse manifestarsi l’eventualità”. Quindi non ci meraviglieremmo affatto se dovesse poi arrivare un cambio del tre e del quattro, e anche di una certa qualità.

