Acqua San Bernardo perde Andrea De Nicolao per sei settimane e cerca così di studiare l’ultima mossa di mercato in vista del rush finale.
Un infortunio tira l’altro. E’ una Pallacanestro Cantù che dal punto di vista squisitamente fisico non ha pace in questo 2024/25, problematiche che ovviamente ne stanno condizionando anche solo parzialmente le prestazioni sportive. Un’annata che si era aperta in debito con la necessità di recuperare Riccardo Moraschini, ko in gara3 della finale play-off di A2 contro Trieste. E proseguita dapprima con lo stop per capitan Filippo Baldi Rossi e poi con quello duplice al suo esterno più talentuoso, ovvero Tyrus McGee.
A completare il quadro ora ci ha pensato Andrea Nicolao. Con il nativo di Camposampiero costretto ad alzare bandiera bianca già dopo il match in quel di Cento, ma il trascinarsi della sintomatologia al suo ginocchio destro per una settimana ha suggerito al giocatore stesso e allo staff medico canturino di procedere un intervento in artroscopia. Avvenuto nella giornata di ieri e perfettamente riuscito, ma che lo costringerà a stare lontano dai parquet di gioco per circa un mese e mezzo.
In tutto ciò, la maggior parte dei tifosi biancoblù si appellano alla malasorte. Certamente la dea bendata non sta avendo un occhio di riguardo per i brianzoli, tuttavia credere che si tratti solamente di sfortuna forse sarebbe un po’ fuorviante. Tutti gli atleti sopracitati, infatti, sono accomunati da un discorso anagrafico poiché la loro carta d’identità recita 1991 come anno di nascita. Insomma, pensare che con 34 primavere alle spalle gli infortuni siano dovuti anche a un certo logoramento fisico dopo anni e anni di battaglie cestistiche non sarebbe propriamente sbagliato.
L’Acqua San Bernardo in questo campionato è andata “all-in” sull’esperienza con cinque atleti non propriamente freschi (a essi va aggiunto il ’92 Dustin Hogue) e l’infermeria sta presentando il suo conto. E anche il suo contro. Sebbene questa configurazione abbia comunque qualche pro e la speranza che possa pagare dei buoni dividendi nella fase cruciale del torneo comunque c’è. Anche se sarebbe buona cosa farla valere nella corsa al primo posto che non nella post-season, perché poi giocando ogni due o tre giorni le risposte saranno tutte da verificare.

Detto ciò, a quanto pare dirigenza e coach di Cantù stanno provando a battere un po’ di piste di mercato per ovviare all’assenza di Andrea De Nicolao. Non è detto però che la ricerca possa portare a ciò che si desidera. Poiché in questo momento non è che ci siano quali italiani interessanti disponibili, mentre ricorrere a uno straniero magari sfruttando o meno il terzo visto a disposizione obbligherebbe quantomeno a un turn-over fra gli stranieri, costringendo uno fra Tyrus McGee (che lo si spera decisivo nei match che conteranno) e Dustin Hogue (in decisa crescita e diventato il più solido fra i lunghi) ad accomodarsi in tribuna.
Altro aspetto da dirimere sarebbe anche quello del ruolo. Idealmente Andrea De Nicolao dovrebbe essere sostituito da un altro playmaker, tuttavia le recenti performance collettive e individuali stanno ponendo alcune riflessioni. Cantù è infatti tornata a sorridere con i successi contro Cividale e Piacenza, match nei quali Riccardo Moraschini ha dato una buonissima mano in regia mettendo da parte anche un po’ il suo “ego” offensivo. Regalando a Cantù la possibilità di avere un quintetto estremamente fisico già da l’1, opzione che potrebbe restare valida anche una volta rientrato il regista ex Reyer. Ecco che dunque andare a inserire un’ala con punti nelle mani non sarebbe a nostro avviso un’idea così peregrina. Ma che aumenterebbe la pericolosità di un reparto, quello esterni, che offensivamente sta mettendo in mostra qualche limite.

