Roberto Cominetti e il Covid-19 a Bergamo:”Situazione drammatica”

roberto cominetti

Roberto Cominetti, schiacciatore orobico del Pool Libertas, ci parla dell’emergenza sanitaria nella sua zona. Ma con lui trattiamo anche il volley giocato.

Sono giorni certamente difficili, quelli che stiamo vivendo, per l’Italia e soprattutto per la Regione Lombardia. I contagi da Coronavirus sono in costante crescita: il picco non è ancora stato raggiunto, la vetta della salita non si vede ancora, dalla quale poi ci si potrà lanciare in discesa per raggiungere il tanto sospirato traguardo. Una vittoria da conquistare il prima possibile, ancor prima di quella sul campo da gioco. Di questa situazione che sta mettendo a dura prova le nostre strutture ospedaliere ne è particolarmente a conoscenza Roberto Cominetti, schiacciatore classe ’97 della Libertas Cantù. Lui che vive nel cuore di Bergamo, provincia martoriata da questa epidemia, dove a ieri si contavano 1245 casi positivi. Ma la sua testimonianza diventa interessante anche per un altro motivo, riconducibile all’ambito familiare di cui fa parte anche papà Luciano, il coach dei canturini.

roberto cominetti
Roberto Cominetti immortalato a fianco di suo padre Luciano (foto P.Tettamanti)

Come stanno affrontando i bergamaschi questa emergenza?

“Purtroppo bisogna dire che ognuno sta facendo quello che vuole. C’è chi rispetta le norme ed esce necessariamente per fare la spesa, chi invece scorrazza più facilmente in luoghi pubblici. E questa è una grossa pecca”.

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Sappiamo che tua sorella è infermiera. Com’è il quadro della situazione descritto da lei?

“Si, presso il Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Ci tiene sempre costantemente aggiornati inviandoci la varia documentazione su cosa fare e non fare. Mi racconta che la situazione è drammatica, anche in ospedale stanno facendo fatica a contenere l’emergenza e non ci sono più ruoli specifici, tutti fanno un po’ tutto. I medici fanno anche gli infermieri, poiché il personale con tutte le esigenze che ci sono fatica a eseguire gli ordini. Ma soprattutto siamo arrivati in un momento in cui, come ai tempi delle guerre, nelle cure in terapia intensiva danno precedenza ai giovani rispetto agli anziani. Sono obbligati a fare delle scelte per via dei posti limitati”.

Proviamo a distrarci un po’ parlando di volley: già tre settimane di stop a cui andranno aggiunte almeno altre tre..

” Già. Contro Bergamo non abbiamo giocato e secondo me è giusto così, non bisogna rischiare di veicolare troppo in giro il virus. E quindi che anche noi sportivi ci siamo dovuti fermare. O meglio, per quanto riguarda gli impegni ufficiali perché gli allenamenti sono continuati sempre regolarmente al Parini, grazie alla concessione da parte del Sindaco Alice Galbiati”.

Nel caso di ripartenza, dovreste cercare un’impresa disperata per recuperare almeno dieci punti a Mondovì in quattro incontri, per poter ambire allo spareggio. Ce la potete fare?

“E’ brutto da dire ma è veramente difficile. Abbiamo quattro partite a disposizione, ma dobbiamo affrontare due squadre veramente competitive come Bergamo e Brescia, non sarà sicuramente facile. Tuttavia la speranza è l’ultima a morire, ma visto l’andamento temo faremo molta fatica però…..”.

Vuoi aggiungerci dell’altro?

“Si. Dobbiamo rimanere uniti per ottenere qualcosina. L’obiettivo è quello di conquistare almeno il penultimo posto finale, dato che si parla di un eventuale allargamento dell’A2 a 14 squadre e in tal modo la prima delle ultime due classificate verrebbe ripescata”.

Cosa sta mancando a questa squadra per ambire a un campionato tranquillo?

“L’annata fin dall’inizio è andata male. Individualmente siamo anche una formazione ben costruita, però abbiamo avuto il problema dell’infortunio legato a Baratti ed essendo lui un palleggiatore ci ha condizionato molto. Ringraziamo Reggio che ha fatto sempre il suo permettendoci innanzitutto di allenarci, ma essendo stato fermo da tanto tempo non poteva di certo farei i miracoli. Abbiamo provato comunque a dare il massimo, anche se da fuori non sempre si è notato. Tanti si sono lamentati delle molte battute sbagliate ad esempio, ma eravamo costretti a questo tipo di soluzione per cercare di portare a casa qualcosa. Non è un caso che nelle partite che abbiamo vinto la chiave sia stata proprio il servizio. E infine siamo una squadra giovane, anche se individualmente a mio avviso ognuno di noi è cresciuto, tecnicamente ma soprattutto mentalmente vista la situazione da affrontare”.

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Riccardo Reggio, innesto in corsa nel ruolo di palleggiatore (foto P.Tettamanti)

Possiamo dire che la rescissione consensuale con Poey ti fa diventare il vero faro in attacco per Cantù?

“Diciamo di si, anche perché alla fine all’interno della squadra sono uno tra quelli che ha maggior esperienza, nonostante gli ormai ventitré anni. Da tre stagioni gioco titolare e in quella appena trascorsa sono arrivato a disputare la semifinale play-off con tanto pubblico e tensione alta, rispetto ad altri sono tra i più navigati. E’ stimolante perché dovrò prendermi più responsabilità, anche se fin dall’inizio di questo 2019/2020 l’avvertivo comunque anche con Poey in rosa. A maggior ragione cercherò di mettere ancora più impegno in ogni allenamento e partita, provando a essere da esempio per i miei compagni e a guidarli durante i match”.

Il futuro di Roberto Cominetti potrebbe essere comunque sempre legato alla Libertas o conterà tanto in quale categoria si parteciperà?

“Ora come ora non lo so. Innanzitutto penso a portare a termine la stagione con Cantù nei migliori dei modi nonostante sia stata deludente rispetto alle aspettative iniziali. Una volta finito il tutto parlerò con il presidente Ambrogio Molteni, per vedere i progetti societari e a quale campionato poi parteciperemo. Personalmente però voglio essere onesto, non vorrei scendere di categoria”.

Coronavirus che sta stravolgendo anche la tua vita da studente, giusto?

“La situazione in effetti è molto in stallo anche in Università. Sono iscritto al corso di laurea magistrale in Scienze e tecniche dell’attività motoria in ambito riabilitativo. Proprio oggi ho saputo che non ci sarà più l’obbligo di frequenza, ora ci sono le lezioni online collegandosi a una piattaforma. Non si conosce ancora la sessione degli esami, che dovrebbero partire tra giugno e luglio, ma in questa situazione potrebbero anche essere spostate ad agosto o settembre”.

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Marco Ballerini
Marco Ballerini
Un calcio al pallone, due tiri a canestro, una corsa nei boschi, una pedalata tra salite e discese, una nuotata nel mare, una sciata nel bianco, una pagaiata sul lago.. Sacrifici, sudore, fatica, passione, socialità, emozioni, obiettivi, traguardi.. Lo sport è sempre un ottimo pretesto per VIVERE e per sentirsi VIVI !!

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