Prisma Taranto sulla strada della Libertas. Mission impossible?

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Dopo aver liquidato Santa Croce, ora il Pool Libertas troverà la corazzata Prisma Taranto, ricca di uomini dal curriculum importante.

La post-season ci sta regalando, senza ombra di dubbio, una Cantù entusiasmante. Grazie a due prove con rarissime sbavature, la compagine brianzola ha estromesso dalla corsa alla promozione un avversario dall’indubbio valore come la Kemas Lamipel Santa Croce, capace di giocare una tra le migliori pallavolo della serie A2. Ma se contro i conciari i canturini hanno dovuto sfoderare la perfezione per poter proseguire il loro cammino, contro i prossimi rivali dovranno fare addirittura qualcos’altro in più per poter sognare l’accesso in semifinale. Servirà l’impresa.

E si perché la Prisma Taranto ha una rosa costruita unicamente per centrare il ritorno in Superlega. Un ambiente già familiare a più riprese agli ionici dal 2004 al 2010, prima della cessione del titolo alla New Mater. E a portarla nell’olimpo del volley, c’era allora come oggi Vincenzo Di Pinto. Un coach dalla comprovata caratura ed esperienza, in grado di conquistare nella sua carriera una Challenge Cup, cinque promozioni nella massima serie, una Coppa Italia di A2 e ad aver avuto l’onore di guidare la Spagna in un mondiale.

Al suo servizio atleti dal grande valore. Alcuni in passato anche nel giro della nazionale: stiamo parlando del palleggiatore Manuel Coscione e del centrale Aimone Alletti. E quindi ovviamente anche con un passato longevo in Superlega. Esperienza di cui non difetta il libero Riccardo Goi, ex Ravenna. Ma formata anche da giocatori dall’usato sicuro per la categoria, come lo schiacciatore Alessio Fiore e soprattutto il cubano Williams Padura Diaz, con quest’ultimo che strappò proprio a Cantù la promozione in A1 nel 2013/14 con il Vero Volley Monza. Senza dimenticare un giovane di grandissima prospettiva come Fabrizio Gironi e l’ex Roberto Cominetti. E potremo così proseguire anche con la panchina.

Matteo Battocchio: “Prisma Taranto molto consapevole dei propri mezzi”

A introdurre questa serie, che prenderà il via domenica 11 aprile al PalaMazzola di Taranto (gara2 il 14 aprile al PalaFrancescucci, eventuale gara3 ancora in Puglia il 18 aprile), ci ha già pensato il coach della Libertas. Intervenuto ieri sera a “Terzo Tempo”, trasmissione online proposta da Cosmopolismedia. “Sono una formazione molto forte e solida – ha affermato Matteo Battocchio -, con giocatori che sanno come si gioca a pallavolo e molto consapevoli dei propri mezzi”.

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Williams Padura Diaz, conquistò l’A1 a Monza in finale contro Cantù (foto P.Tettamanti)

“Mi aspetto una gara molto difficile, per la bravura dei nostri avversari – ha proseguito l’allenatore dei brianzoli -. Ho avuto la fortuna di vedere Goi in Superlega quando giocava a Ravenna e io ero assistente a Vibo Valentia: era impressionante lì. Figuriamoci ora in A2. Coscione invece lo andavo a vedere a Cuneo quando ero bambino. Sono organizzati sotto tutti i punti di vista. Non solo sono una squadra molto forte, ma che sarà anche molto preparata per giocare contro di noi. Ai miei ragazzi chiedo di giocare come ci alleniamo: è da mesi che lo stiamo facendo bene“.

Riccardo Goi: “Leviamoci dalla mente il match di ritorno, sarà un’altra partita”

A intervenire nella puntata condotta da Christian Cesario ed Emiliano Fraccica, è stato anche il libero titolare della società tarantina, menzionato in precedenza dallo stesso Battocchio. “Per alcuni può essere stata una sorpresa il passaggio del turno di Cantù, considerata classifica e l’ottimo campionato disputato da Santa Croce – le parole di Riccardo Goi -. Tuttavia i play-off sono una cosa a parte, soprattutto nella serie al meglio delle tre. Mi hanno sempre dato la sensazione che stessero facendo leggermente al di sotto di quello  che sanno fare. Alla seconda di campionato vincemmo 3-1 ma faticammo. Negli spogliatoi eravamo convinti che in tanti avrebbero avuto problemi in casa loro. Sono una formazione di tutto rispetto soprattutto nei posti quattro, con una lunga carriera alle spalle in A2 con finali fatte. L’opposto è molto giovane ma ha fatto un ottimo campionato, andando in crescendo. E se giocano bene un motivo ci sarà“.

Una Prisma Taranto che però non scende in campo dal 24 marzo. “Giocare ci manca, eravamo abituati a farlo ogni tre giorni – ha poi continuato il libero rossoblu -. Abbiamo messo un po’ di benzina nelle gambe fino a settimana scorsa, mettendo a posto anche qualche meccanismo di gioco serenamente. Mi aspetto una partita impegnativa perché stanno giocando bene e noi siamo fermi da qualche settimana. Loro avendo giocato sabato probabilmente hanno un po’ più di ritmo partita forse, ma non voglio mettere le mani avanti. Sarà un altro match rispetto a quello del ritorno, la vittoria andrà guadagnata da entrambe le parti”.

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