Ambrogio Molteni:”Basket in A1 e volley in A2 lusso per Cantù”

ambrogio molteni

Tra impegni attuali e progetti futuri, abbiamo intervistato Ambrogio Molteni. Il Presidente del Pool Libertas Cantù non risparmia critiche al territorio e approfondisce il discorso inerente al prossimo cambio d’impianto.

E’ certamente un 2018/19 cruciale quello che sta affrontando il Pool Libertas Cantù. Su due fronti. Il primo riguarda il risultato del campo, il settimo anno della società canturina in A2 sa per certi versi quasi di miracolo, in rapporto alle disponibilità economiche non certo faraoniche. Tuttavia la riforma dei campionati voluta dalla Lega Volley la scorsa estate mette a dura prova la permanenza in questa categoria: dalle attuali 28 formazioni, si scenderà a 12. Una bella tagliola. Il secondo riguarda invece l’impianto, visto che quest’estate inizieranno i lavori di adeguamento del Palasport Parini. Necessariamente, almeno temporaneamente, bisognerà trovare un’altra casa. Entrambi necessitano dunque di particolari sforzi. Di tutto questo ne abbiamo parlato con il suo n°1, Ambrogio Molteni.

Ci dica Presidente, soddisfatto di come sta procedendo la stagione?

“Il nostro cammino è partito un po’ in sordina, ma attualmente abbiamo imboccato la strada giusta, con sei vittorie nelle ultime sette partite. Avendo una squadra tra le più giovani del campionato, ci stanno degli alti e bassi. Le prossime dieci ci diranno se riusciremo a raggiungere il nostro obiettivo stagionale, ovvero quello della permanenza in A2, automaticamente nel caso di raggiungimento almeno del quarto posto o attraverso degli spareggi nel caso di un piazzamento tra la quinta e l’ottava posizione al termine della regular-season”.

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La rosa 2018/19 del Pool Libertas Cantù

Guardando al passato, a finale per la promozione in Superlega è stata la più grande soddisfazione in quasi 37 anni di attività? La più grande delusione invece?

“Direi di si. Un po’ di delusione si è invece palesata con la retrocessione al nostro primo anno in A2, seppur pagammo lo scotto del salto di categoria. La differenza allora con la B1 era più marcata rispetto ad ora, sia a livello tecnico ma anche economico, con dei costi alti. Un’esperienza che in ogni caso ci servì per il futuro”.

Giocatori a cui Ambrogio Molteni è rimasto più legato?

“Principalmente quelli che, oltre ad aver giocato con noi, hanno anche allenato da noi. Come Massimo Della Rosa, con il suo decennio di guida della prima squadra. O come Lorenzo Prina, un palleggiatore canturino che però sta allenando da un’altra parte. Con il primo abbiamo raggiunto la famosa finale, il secondo invece è stato da giocatore una bandiera della Libertas per tanti anni”.

La media spettatori di quest’anno colloca, attualmente, Cantù al 17° posto su 28 squadre in A2 con una media di 458 spettatori. Soddisfatto? 

“In questi anni il seguito del nostro pubblico è stato comunque sempre in crescita. Potenzialmente avremmo ancora dei margini, ma è un discorso che viaggerebbe parallelamente a quello economico. La gente viene alle partite per assistere a uno spettacolo, che può essere garantito con una formazione altamente competitiva. Dal canto nostro stiamo già facendo i miracoli così, siamo senza un primo sponsor da tre annate e mezzo”.

Quanto è difficile trovare appoggio economico in una città che vive di basket?

“E’ un’impresa, la nostra è una zona che offre pochissimo, quasi quanto il terzo mondo. Gli imprenditori non vogliono investire nello sport, basti pensare anche soltanto alla pallacanestro che nelle ultime stagioni è stata di proprietà russa. Per quanto dà il territorio, è già un miracolo avere una squadra di basket in A1 e una di pallavolo in A2. Cantù meriterebbe di avere delle squadre dell’oratorio, con tutto il rispetto per l’oratorio. Bisogna solo ringraziare chi ancora ci mette soldi, tempo e passione per dare un  minimo di risalto alla cittadina in ambito sportivo”.

A fine stagione dovrebbero prendere il via i lavori al Parini. Ipotesi Palasampietro resta ancora la più gettonata? Sostenibile da soli?

“La soluzione ideale sarebbe appunto quella del Palasampietro. L’affitto annuo però, di quasi 140.000 Euro, non possiamo sostenerlo in toto da soli. Una cifra molto alta, noi attualmente spendiamo un sesto in questo ambito, andrebbe condivisa con altre società e  bisognerebbe vedere la nostra amministrazione fino a che punto potrà intervenire. Alternative? Alzate. Il problema di fondo è che gli impianti sono già tutti abbastanza impegnati”.

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Il Palasport Parini prossimo a lavori di ristrutturazione

Secondo Ambrogio Molteni il trasferimento può rappresentare più una difficoltà o un’opportunità?

“Attualmente viene visto sicuramente più come una difficoltà. In futuro, se dovessimo avere un impianto da 2.000 posti e un adeguato sostegno economico, potremmo attrezzarci per avere una squadra di primissimo livello. A quel punto credo che, tornando nuovamente al discorso legato al pubblico, quantomeno lo raddoppieremmo. Impianto e competitività della rosa vanno di pari passo”.

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Marco Ballerini
Marco Ballerini
Un calcio al pallone, due tiri a canestro, una corsa nei boschi, una pedalata tra salite e discese, una nuotata nel mare, una sciata nel bianco, una pagaiata sul lago.. Sacrifici, sudore, fatica, passione, socialità, emozioni, obiettivi, traguardi.. Lo sport è sempre un ottimo pretesto per VIVERE e per sentirsi VIVI !!

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