Sede Como Nuoto, non cambia l’inquilino. Dato ricorre al Tar.

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Cambia nuovamente lo scenario per l’assegnazione della sede Como Nuoto. Il Comune fa scattare la decadenza dell’assegnazione alla Pallanuoto Como.

Come in un Gran Premio di Formula 1, contraddistinto da sorpassi e controsorpassi. Del bando di viale Geno n° 14 si parla costantemente da quasi due anni, periodo nel quale il vincitore è cambiato più volte. Inizialmente ad alzare le braccia al cielo fu la Como Nuoto, poi la corona d’alloro passò sulla testa della Pallanuoto Como e Crocera Stadium grazie alle sentenze del Tar e del Consiglio di Stato. Ma in questi giorni è nuovamente il club del presidente Mario Bulgheroni a sorridere, che ha dimostrato le sue buone ragioni mediante un ricorso proposto alla Giustizia Sportiva Regionale.

In esso risultava evidente come, alcuni tesserati pressi la società rivale, non fossero in realtà da annoverare nella categoria agonisti. Fattore che ha determinato la decadenza dell’assegnazione dell’immobile all’ATI (Associazione Temporeanea di imprese) formata dalla società gialloblu e da quella ligure. Così, non avverrà il passaggio di consegne della sede Como Nuoto il 20 luglio tra le due contendenti, data limite concessa mediante una proroga dal Comune di Como all’ultracentenario sodalizio rispetto all’originario 30 giugno.

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Giovanni Dato, presidente Pallanuoto Como

Tuttavia la controparte non ci sta, come enunciato in una conferenza stampa tenutasi questa mattina. “Non condividiamo la situazione e le motivazioni comunicate da parte dell’amministrazione locale – dichiara Giovanni Dato – Veniva chiesto in italiano, e poco interpretabile, la media del triennio antecedente l’avvio del bando degli atleti che hanno svolto attività agonistica, cosa diversa dall’essere tesserati come agonisti”. Insomma, si cerca di fare leva sulla forma di come è stato steso un punto del bando. E non solo.

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Infatti, secondo loro andrebbero riconteggiati anche i tesserati della Como Nuoto. “Se l’amministrazione ha deciso che quel bene, dedito alla cittadinanza, nonostante tutto possa riaprire, sono contento. Vuol dire che ci sarà uno spazio in più dove poter far sport e svagarsi. Ma sicuramente dovranno portare avanti dei controlli su quanto da loro dichiarato. Hanno calcolato atleti dal 2014/15 e non dal 2015/16 come fatto da noi e come reputato giusto dal Tar. Sono convinto che gli organi competenti, nelle sedi opportune, analizzeranno tutto” prosegue Dato.

“L’amministrazione non ha tenuto condo dell’interpretazione letterale del bando ma ha ceduto a pressioni esterne – accusa l’avvocato Roberto Rallo – Andava scritto formalmente che si teneva conto dei tesserati agonisti. O quantomeno avrebbero dovuto dircelo che stavamo sbagliando. Invece l’abbiamo scoperto soltanto l’altro ieri, a distanza di due anni, che l’intendimento era un altro. In ogni caso impugneremo il provvedimento davanti al Tar. I tempi? Difficile stimarli: in questo anno horribilis sono saltati tutti i criteri della giustizia“.

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