Predrag Zimonjić:”Non mi interessano gli avversari, guardo in casa mia”

predrag zimonjic

Nel weekend scatterà il torneo di A2 maschile per la Como Nuoto Recoaro, ma l’attenzione di coach Predrag Zimonjic è totalmente focalizzata sui suoi atleti.

Fra tre giorni scatterà il campionato 2019/20 A2 di pallanuoto, che vedrà nuovamente ai nastri di partenza la Como Nuoto Recoaro. Una formazione in parte rinnovata rispetto alla passata stagione, che alla partenza di alcune pedine importanti farà da contraltare l’esuberanza e la freschezza giovanile. Rinnovata anche la guida tecnica, con Predrag Zimonjić che raccoglie il testimone di Luca Polacchi e prima ancora di Paolo Venturelli. Un 49enne che, a discapito delle sue origini e della nostra prolungata e piacevole chiacchierata, del classico vecchio stereotipo serbo, ha conservato poco. Merito sicuramente della ormai lunga permanenza nel Bel paese, che lo ha visto sbarcare già nel 1994 per vestire la calotta della Roma Nuoto. Poi tre anni nel Bečej, prima di fermarsi in pianta stabile in Italia. Ora l’esperienza in riva al Lario, dove finalmente guiderà da allenatore e non da vice una prima squadra. Ma per chi pensa che questa è una scelta di ripiego, si sbaglia, essendo già stato scelto dalla Federazione Serba per allenare la Nazionale B e l’Under 20. Oltre a un curriculum da far invidia come giocatore.

Allora coach, ci dica: siete pronti a questa nuova avventura nonostante tutti i problemi legati alla piscina di Muggiò?

Annuncio Pubblicitario

“Le condizioni certamente non sono idonee, ma non dipende da noi né dalla società. In ogni caso cerchiamo sempre il risvolto positivo anche nelle difficoltà. In Sicilia ho trascorso ben undici anni, ci allenavamo all’aperto quasi tutto l’anno ma qui ovviamente le condizioni climatiche sono ben differenti. Però nessuno si è lamentato, sono stati tutti bravi e ciò vuol dire che hanno voglia e passione, questo è importante”.

Una rosa, la vostra, in parte cambiata. Cosa ci può raccontare dei nuovi arrivi Zanetic, Cardoni e Bet?

“Esatto, sei ragazzi dell’anno scorso sono partiti, mentre sono arrivati tre nuovi elementi. Ivan  Zanetic ha molto talento ed esperienza, ha giocato anche ad alti livelli in campo internazionale e con le giovanili croate. E’ un ragazzo che gioca soprattutto per la squadra e non è individualista, questo è molto importante. Può inoltre ricoprire tutti i ruoli anche per via della sua generosità. Giacomo Cardoni lo sto conoscendo ora, è un centroboa proveniente da Ancona, ha una grande passione e si sta allenando molto bene. Francesco Luca Bet è invece un giovanissimo in prestito dallo Sport Management, è un difensore, ha disputato l’anno scorso una partita nella massima serie e faceva parte del mio gruppo che ha raggiunto le semifinali nazionali U17 A, speriamo che riesca a darci una mano”.

Predrag Zimonjić
Francesco Luca Bet, in prestito dallo Sport Management

Qual’è l’idea di pallanuoto per Predrag Zimonjić?

“Voglio una pallanuoto veloce e dinamica, con contro fughe e giusti movimenti, cercando di non fermarci mai. E giocata con tanta testa”.

E’ una formazione la sua che deve ambire necessariamente alla salvezza o a qualcosa di diverso?

“Fin dal primo giorno di allenamento ci siamo posti dei piccoli obiettivi. Allenamento dopo allenamento, amichevole dopo amichevole, cercare sempre di migliorarci facendo qualcosa in più. Sforzandoci di rimanere sempre concentrati a ogni seduta e di non regredire mai. Lo stesso varrà per il campionato. Sicuramente non partiamo con pressioni, ma dovremo essere responsabili e crescere di partita in partita. Non voglio vedere alternare prestazioni belle ad altre brutte, ci vorrà molta testa e tantissima volontà, non bisognerà mollare mai”.

Un girone, quello Nord, in cui il Metanopoli parrebbe la favorita d’obbligo. E’ d’accordo? Le vostre dirette concorrenti quali potrebbero invece essere?

“Sicuramente Metanopoli, con gente che era nel giro della serie A1 o addirittura della nazionale, ha fatto acquisti importantissimi e con il budget che hanno sono i favoriti. Ma anche Bogliasco, che troveremo al debutto, per tradizione e per il settore giovanile che possiede, vorrà certamente risalire subito. Probabilmente anche Bologna. Per il resto non giudico troppo gli altri, preferisco guardare in casa propria”.

Come ha fatto a convincerla il Presidente Bulgheroni ad approdare alla Como Nuoto?

“Ci sono diversi motivi alla base della mia scelta. A partire dalla città che è straordinariamente bella, ma per questo non c’è bisogno che ve lo dica io. Poi mi piacciono molto le sfide, sono proprio curioso di vedere cosa combineremo in queste condizioni così particolari. Ma anche far crescere l’intero settore giovanile è molto stimolante, in questo senso mi darà una grossa mano Ivan Zanetic allenando gli U13 mentre io guiderò gli U17 che in parte verranno aggregati anche alla prima squadra”.

Predrag Zimonjić
Il Presidente Bulgheroni al microfono durante la presentazione dell’abbinamento Recoaro

Qual’è stato il segreto di Predrag Zimonjić per giocare fino alla bellezza di 45 anni?

“Certamente la passione in generale per lo sport. Non mi pesava assolutamente nulla, poiché provengo da una cultura molto sportiva come quella dell’ex Jugoslavia capace di dominare non solo nella pallanuoto, ma anche nella pallacanestro, pallavolo, pallamano. Ecco, nel calcio no, peccato. Poi probabilmente devo ringraziare un po’ anche madre natura, ma è stato altrettanto importante essermi divertito sempre a ogni allenamento”.

Quella italiana e quella serba due scuole di altissimo livello nella pallanuoto. C’è qualcosa che entrambe potrebbero imparare dall’altra?

“Innanzitutto un movimento campione del mondo come quello italiano ha ben poco da imparare degli altri. Tantissimo del merito va a un tecnico come Sandro Campagna ma anche a delle società che stanno investendo molto. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti, poiché l’anno scorso ben tre club (Recco, Brescia e Sport Management) sono entrati tra le prime otto d’Europa. Ecco, quello degli investimenti delle società è una carenza che c’è invece in Serbia, dove tutti i nazionali sono costretti a giocare all’estero. Lo stesso Partizan Belgrado, dove tra l’altro ho militato e che ha vinto sette Coppe dei Campioni, è praticamente morto. Viceversa, nel mio ex paese c’erano e in parte ci sono ancora quei maestri di educazione fisica nelle scuole elementari e medie che insegnano tantissime discipline. Essere in grado di fare più cose, ti rende vincente. Avete in mente Djokovic che palleggia coi piedi con la pallina da tennis, vero?”.

 

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Marco Ballerini
Marco Ballerini
Un calcio al pallone, due tiri a canestro, una corsa nei boschi, una pedalata tra salite e discese, una nuotata nel mare, una sciata nel bianco, una pagaiata sul lago.. Sacrifici, sudore, fatica, passione, socialità, emozioni, obiettivi, traguardi.. Lo sport è sempre un ottimo pretesto per VIVERE e per sentirsi VIVI !!

Lascia un commento