Piscina Olimpica di Muggiò sempre più telenovela. I club si mobilitano.

piscina olimpica di muggiò

Pallanuoto Como e Como Nuoto non ci stanno alla chiusura della piscina Olimpica di Muggiò. La prima indice un sit-in, la seconda manifesta a Palazzo Cernezzi.

Sono trascorsi già 190 giorni dal momento in cui il principale impianto per il nuoto dell’intera provincia comasca ha chiuso i battenti, ma ancora non si sa quando potrà ufficialmente riaprire a società e atleti. Un disagio che coinvolge più di 1200 persone, che devono fare di necessità virtù allenandosi in altre strutture, considerate spesso inadeguate per le proprie esigenze o semplicemente scomode, con inevitabili costi maggiori che ricadono soprattutto sui vari club. Dopo quasi sette mesi, i più sembrano davvero esausti da questa problematica, ma soprattutto lamentano nei loro confronti un’assenza di informazione e trasparenza da parte dell’amministrazione comunale.

Con un quadro del genere, tutt’altro che confortante, non potevano certamente mancare le prime vere reazioni da parte delle realtà coinvolte. A partire dalla Pallanuoto Como, che ha deciso di organizzare un sit-in presso il piazzale della piscina Olimpica di Muggiò l’8 gennaio alle ore 19.15, per un momento di aggregazione ma si spera anche di confronto con assessori del Comune di Como, cercando di coinvolgere tutte le società e gli utenti utilizzatori della struttura. Chi ci spera di più nell’intervento di cariche comunali, è il presidente del sodalizio gialloblu. “Dall’Assessore allo Sport, Marco Galli, vorremmo sentire delle dichiarazioni concrete: una programmazione, una cronologia, un’idea – dichiara Giovanni Dato – Dovrebbe essere lui sul piazzale a metterci la faccia perché da lui dipendiamo. All’inizio ho reputato giusto dare tempo a loro per lavorarci, ma dopo aver sentito più volte la possibilità di riapertura ma poi puntualmente svanita, ritengo assurdo che sia ancora chiusa. Qualcuno dell’amministrazione sottovaluta l’importanza dell’impianto per le società stesse ma anche per tutta la cittadinanza”.

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Il Sindaco Landriscina (a sinistra) e l’Assessore Galli. All’attuale Giunta il compito di risolvere la “grana” Muggiò

Il n°1 del club fondato nel 2015 rincara poi la dose. Il motivo? Le parole rilasciate dall’Assessore all’Edilizia Pubblica, Vincenzo Bella, nell’articolo del quotidiano La Provincia in data 5 gennaio, dove dichiara che “c’è da sistemare la vasca di compensazione ma tante altre cose e serve un progetto, un appalto, dei cantieri per andare in Commissione Provinciale, la quale deve dare un nulla osta per la piscina”. Dichiarazioni definite una presa in giro, perché presuppongono una riqualifica dell’impianto. “Dove sono i progetti, gli appalti e i bandi? In questi sette mesi non si è visto nulla. Inoltre, a questo punto perché non si è detto alla Federazione di svuotare la vasca e lasciare l’impianto vuoto per essere sistemato? Inoltre chi rimborserà le spese sostenute dalla Federazione in questi mesi di chiusura?” sono i tre interrogativi di Giovanni Dato. Il quale avanza anche una proposta: l’affidamento e la gestione almeno decennale della piscina Olimpica di Muggiò alla Fin e non più annuale o al più biennale, convenzioni di brevissima durata definite ridicole e inefficienti.

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Ma una presa di posizione, seppur meno forte, è stata presa anche dalla Como Nuoto. Infatti, nel giorno dell’Epifania diverse famiglie con atleti militanti nella società centenaria, si sono date appuntamento davanti al portone di Palazzo Cernezzi manifestando in maniera goliardica, appendendo una calza con biglietti scritti dai bambini e una missiva immaginaria indirizzata alla Befana, con una madre che si è fatta carico di leggerla. Qui sotto potete leggerne il testo.

“Abbiamo un solo desiderio, che la piscina Olimpica di Muggiò riapra al più presto, così da potersi allenare nella loro città senza dover girare come trottole per le piscine della provincia. Noi genitori sappiamo che tu Befana passi gran parte delle tue giornate proprio qui in Municipio. Per cui abbiamo pensato che portare i nostri figli qui da te, fosse un modo per farti sentire chiaro e forte il loro desiderio. Noi genitori sappiamo che questi desideri richiedono un po’ di tempo per realizzarsi, ma pensiamo anche che i 189 giorni che ti sei presa fino ad ora per risolvere i problemi della nostra piscina siano troppi. Sono troppi soprattutto se pensi che non ci hai mai detto esattamente cosa sta succedendo, a che punto siamo nel tentativo di risolvere quello che sembra essere un fastidioso problema burocratico e non ci hai mai detto quando la piscina potrà riaprire. Noi che siamo adulti, sappiamo che la mancanza di un quando significa che nessuno, nemmeno tu, si stia assumendo la responsabilità di agire, per consentire ai nostri ragazzi di tornare ad allenarsi in condizioni decorose. Sembra che tu proprio non abbia a cuore questi ragazzi. Ti invitiamo a passare una giornata con loro, condividendo i loro sacrifici, vedendo quanta grinta e quanta passione ci mettano  per sostenere l’impegno scolastico e sportivo. Cara Befana, sembra proprio che tu abbia voltato le spalle a questi ragazzi che portano orgogliosi sulla maglia il nome della nostra città: Como. Ci uniamo ai nostri figli chiedendoti finalmente di rimboccarti le maniche e adoperarti affinchè la piscina di Muggiò possa riaprire nel più breve tempo possibile e di assumere un atteggiamento più trasparente nei nostri confronti. Abbiamo il diritto di essere informati. Gli atleti e le famiglie della Como Nuoto”.

Il video in cui Giovanni Dato (Pallanuoto Como) si fa promotore della protesta

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