Jacopo Pellegatta dubbioso:”Non credo termineremo il torneo”

jacopo pellegatta

Con Jacopo Pellegatta, capitano della Como Nuoto, parliamo delle probabilità che il campionato di A2 possa ripartire, del suo coach e del suo gruppo.

E’ sicuramente un avvio di 2020 difficile per l’intero globo quello che stiamo vivendo. L’emergenza Coronavirus sta scoppiando praticamente ovunque, destando preoccupazione per la salute delle persone e sconvolgendo le abitudini quotidiane di ognuno di noi. E condizionando profondamente anche tutto il mondo dello sport, che inevitabilmente non può che restare a guardare dalla finestra, nella speranza che la tempesta possa passare il prima possibile. A ciò, non è immune nemmeno la pallanuoto, con la Como Nuoto che sta trovando sulla propria rotta uno scoglio dopo l’altro in questa stagione.

Ne sa qualcosa a proposito il capitano della prima squadra maschile.”E’ onestamente un 2019/20 difficilissimo – esordisce Jacopo Pellegatta – Ci siamo allenati fino al 15 novembre all’aperto, con sei gradi all’esterno e con gente che stava male in acqua, compreso il sottoscritto. Poi non avevamo la piscina fino a quando siamo andati a Chiasso. Però non sapevamo dove giocare in casa, siamo andati a Monza ma senza accampare scuse sarebbe stato carino allenarsi lì almeno una volta a settimana per capire gli spazi. Poi il bando riguardante la sede, mediante il quale ci stanno privando di uno spazio che sarebbe potuto tornare utile con l’arrivo del bel tempo, levandoci un gran peso anche dal punto di vista economico. E’ un’annata pesante ma non molliamo, l’obiettivo rimane sempre quello di salvarci se dovessimo tornare a giocare”.

Si perché con così tanta incertezza nel definire quando finirà questo grossissimo problema sanitario, è davvero un azzardo ipotizzare una data di ripartenza delle varie competizioni sportive. La serie A di calcio, ad esempio, oggi ragionava sul riprendere il 3 maggio per poi finire il 9 luglio, ma per l’attaccante lariano il ragionamento da fare è un altro. “Qualcuno non ha ancora capito la priorità attuale, che deve essere quella della salute – sottolinea Pellegatta – In ogni caso sono abbastanza convinto che il campionato non riusciremo a terminarlo: le partite da recuperare si stanno accumulando e ovviamente restando fermi diverse settimane, non si potrà ricominciare a giocare subito. Un minimo di preparazione ci vorrà”.

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Nel frattempo Jacopo Pellegatta prova a mantenere un minimo di forma fisica tra le mura casalinghe. “Sebbene in questi giorni c’era la possibilità di uscire per fare una corsetta, ho preferito non uscire se non per fare la spesa, seguendo il decreto del Governo al 100%. Inoltre è difficile replicare quello che si fa in acqua, dove ad esempio io ho tutt’altro fiato e resistenza. Mi sento un leone in gabbia, ma cerco di ovviare facendo esercizi in camera mia”.  Naturalmente suggeriti da coach Zimonjić. “Ci ha mandato qualche video e ci ha consigliato qualche applicazione per fare dei circuiti in casa, poi sta a noi allenarci in base al nostro buon senso”.

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Predrag Zimonjić, coach serbo da anni residente in Italia

Un allenatore, quello serbo, di cui non può che parlarne bene. “Ha giocato a livelli altissimi, fino a quarantacinque anni scendeva in acqua in A1 e ci giocai contro quando ero ragazzino. Conosce tantissimo la materia, ha i tempi e i modi giusti, è bello vederlo lavorare con i giovani perché non li molla mai. Ci spiega le cose mille volte, parliamo sempre tanto. Pretende altrettanto, non puoi andare all’allenamento con la testa da un’altra parte perché lui ti becca sempre. E’ una delle sue qualità migliori. Sa gestire il gruppo benissimo, usando il bastone o la carota nel modo opportuno. E’ la nostra arma in più, anche per come organizza la tattica. Senza di lui faremmo molta più fatica”.

Ma Jacopo Pellegatta ha parole d’elogio anche per i propri compagni. “Era un po’ di tempo che non vedevo un gruppo così: molto giovane e senza “prime donne” difficili da gestire come in passato. Poi è arrivato un giocatore come Ivan Zanetic che ha tanta esperienza e soprattutto molta pazienza con noi. E’ molto duttile e spiega tantissimo ai ragazzini, dandoci inoltre un bel tempo di gioco. E’ stata anche questa una scelta azzeccatissima”.

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Ivan Zanetic, punto di riferimento all’interno del gruppo e coach nelle giovanili

Giocatore croato che allena anche qualche formazione delle giovanili, un compito svolto anche dal capitano della Como Nuoto fino a qualche mese fa. “E’ stata innanzitutto una mia scelta quella di non allenare più, ho preferito concentrarmi ancor maggiormente nella vita da giocatore. E dedicare il mio tempo libero anche ad altro”. Lasciandolo, dopo una piacevole chiacchierata, al suo programma di esercizi. “No, quelli li ho già fatti. Ora mi toccherà passare l’aspirapolvere…”.

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Marco Ballerini
Marco Ballerini
Un calcio al pallone, due tiri a canestro, una corsa nei boschi, una pedalata tra salite e discese, una nuotata nel mare, una sciata nel bianco, una pagaiata sul lago.. Sacrifici, sudore, fatica, passione, socialità, emozioni, obiettivi, traguardi.. Lo sport è sempre un ottimo pretesto per VIVERE e per sentirsi VIVI !!

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