Ivan Zanetic: “Prevedo un futuro radioso per la Como Nuoto”

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A pochi giorni dal via del torneo di A2, Ivan Zanetic analizza con noi le potenzialità della prima squadra e del settore giovanile comasco.

Ancora quattro giorni e finalmente per la Como Nuoto Recoaro sarà il momento di tuffarsi, nel vero senso della parola, in un nuovo campionato di A2. Per il debutto, che avverrà alla Mompiano contro il Brescia Waterpolo, non sarà disponibile il portiere titolare Fabio Viola. Tuttavia, i lariani potranno fare affidamento sulla qualità e sull’esperienza internazionale del versatile Ivan Zanetic. Infatti il 33enne originario di Spalato, prima di proseguire la carriera da qualche anno in Italia, ha alle spalle anche apparizioni in alcuni tra i più importanti club del Montenegro. Dal 2008 al 2010 con il Vaterpolo Akademija Cattaro, con il quale conquistò la Coppa Len 2010, ovvero il secondo trofeo di maggior prestigio a livello continentale. Poi il passaggio al Vaterpolo Klub Budva la stagione successiva, sollevando uno scudetto, una coppa nazionale e partecipando alla Final Four di Roma 2011. Insomma, niente male.

E’ alla sua seconda annata qui a Como. Come si sta trovando?

“A dire la verità molto bene, soprattutto con la formazione di A2. Quest’anno è formata da molti giovani, come da tradizione societaria. E tutto ciò mi piace, perché posso provare a trasmettere la mia esperienza. Non vedo l’ora che inizi il campionato, dopo dieci mesi senza incontri ufficiali siamo tutti pronti per ricominciare”.

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Che consigli proverà a dare lei e capitan Pellegatta, ovvero i più navigati del gruppo, a questi ragazzi e cosa vi possono dare?

“Quello che cerchiamo di trasmettere è che bisogna sempre lavorare per il bene collettivo. Si punterà moltissimo su di loro, ci stanno dando una grossa spinta e un ritmo più alto, inoltre trasmettono entusiasmo e freschezza anche ai più anziani come noi due. Per ora sta procedendo tutto abbastanza bene direi. L’unica mancanza è che non possiamo lavorare in palestra per le famose restrizioni ma sopperiamo con il lavoro in piscina. Manca qualche allenamento, mancano spazi acqua ma tra quelli arrivati e quelli che c’erano già si è formata una coesione molto bella e soprattutto sana”.

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Jacopo Pellegatta, lui e Ivan Zanetic i veterani della squadra

Il Ds Andrea Bulgheroni ha definito l’attuale rosa più competitiva di quella precedente. E’ d’accordo?

“Forse il livello è leggermente maggiore ora, bisogna però considerare che il format del campionato è cambiato, con quattro gironi invece di due. Quindi sarà difficile paragonare le due stagioni. L’anno scorso iniziammo con nuovi schemi, in questo invece abbiamo inserito sette elementi nuovi”.

Quindi l’obiettivo della Como Nuoto secondo Ivan Zanetic quale sarà?

“E’ sempre quello di far crescere i giovani, innanzitutto. Personalmente posso solo dire che voglio vincere sempre, non mi piace perdere e vorrei trasmettergli questa mentalità. Ma sappiamo che questo non è uno sport individuale. Inoltre per alcuni di loro sarà il primo anno in A2, quindi posso solo fermarmi a dire che l’intento sarà quello di ottenere un buon risultato e mettere le basi per il futuro, che a mio modesto parere potrà essere molto positivo per la Como Nuoto. Soprattutto grazie agli atleti che sto allenando e che stanno bussando la porta alla prima squadra”.

Già perché lei allena anche l’U14. Ce ne vuole per caso parlare?

“Certamente. Dovevo essere anche supervisore per l’U16 ma non è stato possibile anche per una questione di spazi acqua, ma vedremo nei prossimi mesi quando torneremo nella sede di Viale Geno, forse le cose cambieranno. Con i miei allievi, per adesso, riusciamo ad allenarci molto bene. Sono contento perché non ho perso un solo ragazzo dall’anno precedente e in più ne abbiamo aggiunti altri cinque. Arrivano sempre felicissimi ai miei allenamenti, i genitori si fidano del mio lavoro e ciò mi soddisfa. Potevamo in realtà integrarne degli altri ma per i noti problemi logistici non è stato possibile. Tuttavia il tempo lavora per noi”.

La sua idea di gioco qual’è?

“Diversa da quella tradizionale, una pallanuoto molto veloce e senza centroboa. Mi ispiro agli insegnamenti di Vlaho “Bata” Orlić e Nikola Stamenić, due miei allenatori ai tempi di Spalato, famosi per aver vinto tutto quello che si poteva vincere in trent’anni di carriera. Quando arrivarono mi dissero “questa non è pallanuoto” e iniziammo a fare una cosa completamente diversa e sconosciuta da tecnici e pallanuotisti di quel tempo. E io sto provando a mettere in pratica tutto ciò. Forse è per questo che le mie sedute piacciono, sono guardate e copiate. In ogni caso mi ritengo una persona molto flessibile. Voglio provare a dare il mio contributo per almeno un paio d’anni, anche perché sto vedendo che dà buoni frutti”.

Tornando a parlare di A2 invece, come si aspetta l’esordio di sabato prossimo?

“Brescia è una squadra forte, formata sia da giovani che da giocatori di grande esperienza. Sono ben allenati, hanno una palestra e quindi saranno particolarmente in forma ma comunque andiamo lì senza paura, sperando di fare risultato. Andiamo per vincere”.

Poi vi toccherà altre due trasferte, in tutto fanno tre consecutive. Avvio non dei più agevoli o in queste condizioni cambia poco?

“Il nostro focus è entrare in acqua e dare il massimo, non dobbiamo pensare ad altro. Vero, ho dei compagni abituati a giocare con la tifoseria e Como ha sempre avuto un bel supporto. Certo sarà un peccato non avere un uomo in più che ci potrà spingere, ma bisogna ammettere che giochiamo tutti nelle stesse condizioni”.

Il rapporto con il suo coach invece com’è? Due scuole, croata e serba, a confronto…

“Sono anni che lavoriamo insieme e il nostro rapporto è buono. Lo aiuto con la parte tattica e sono il suo braccio destro in acqua. Ha trovato uno come me che non si trovava a suo agio da nessuna parte, riconoscendomi come atleta ma soprattutto come personaggio. E la mia esperienza maturata con i due santoni nominati prima è uno dei motivi perché mi ha voluto al suo fianco”.

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Predrag Zimonjić, il coach serbo riconfermato sulla panchina della Como Nuoto

Parlando di patria, Ivan Zanetic non ne sente un po’ la mancanza? Anche la sua zona ha dovuto fare i conti con il recente terremoto?

“Ovviamente in questo periodo non posso andarci e non potrò fintanto che saremo impegnati nel nostro campionato. Anche per Pasqua non sarà possibile, giocando ogni due settimane non abbiamo soste. In più non conviene per un discorso di quarantena, quindi mi toccherà aspettare fino ad agosto. Per quanto riguarda il terremoto fortunatamente in Dalmazia è stato avvertito poco, come del resto in alcune isole”.

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Marco Ballerini
Marco Ballerini
Un calcio al pallone, due tiri a canestro, una corsa nei boschi, una pedalata tra salite e discese, una nuotata nel mare, una sciata nel bianco, una pagaiata sul lago.. Sacrifici, sudore, fatica, passione, socialità, emozioni, obiettivi, traguardi.. Lo sport è sempre un ottimo pretesto per VIVERE e per sentirsi VIVI !!

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