Puni Essien e il Como: tre anni fa l’inspiegabile investimento

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Era il 16 marzo 2017 quando Akosua Puni Essien acquistò la società. Una delle pagine più buie della storia lariana, che rimane a oggi ancora misteriosa.

Ci sono anniversari che si ricordano con grande piacere, altri decisamente meno. Nel calcio moderno, dove più si scende in basso e più c’è anche il rischio di imbattersi in veri e propri avventurieri, può capitare che determinate proprietà non passino propriamente alla storia per quello ottenuto dentro e fuori dal campo. Ma ce ne sono addirittura alcune le cui finalità sono addirittura inspiegabili. In quest’ultima categoria possiamo sicuramente annoverare quella targata Akosua Puni Essien, moglie dell’ex calciatore di Milan e Chelsea Michael Essien, che acquistò esattamente tre anni fa il club all’asta per una cifra di 237.000 Euro.

 

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Akosua Puni Essien

Una parentesi brevissima, che durò neppure quattro mesi. Tempo comunque sufficiente per decretare il terzo fallimento del Como, il secondo nel giro di un anno. L’ennesimo boccone amaro ingoiato dai tifosi azzurri dopo quelli riservati da Enrico Preziosi e Pietro Porro, le cui gestioni causarono i dissesti economici che furono messi nero su bianco rispettivamente il 22 dicembre 2004 e il 23 luglio 2016.

Una vicenda dai contorni poco chiari, che emersero in tutta evidenza fin dalle prime settimane, con un rapporto tra dirigenza e squadra-staff tecnico del tutto inesistente. Così come poco chiare furono le figure che gravitarono attorno ad Akosua Puni Essien. Come Gianluca Savoini, in passato portavoce di Matteo Salvini e presunto coinvolto in una trattativa commerciale tra aziende russe e italiane che portò a finanziamenti illeciti a partiti politici. Come Nikola Rikov, manager supervisore che si defilò quasi subito. O come Oliver Amela, cittadino originario del Togo e residente in Italia, l’unico indagato per bancarotta ma di cui non ci sono più tracce da allora.

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Da quell’estate del 2017 a oggi, per fortuna del Como, si sono avvicendate altre due gestioni. La prima, targata Nicastro-Felleca, è riuscita nel compito di riportare il club di viale Sinigaglia nel calcio professionistico, grazie a una stagione 2018/19 da record. La seconda invece, quella anglo-indonesiana che ha in Michael Gandler il proprio Ceo, sta dialogando con le istituzioni per cercare di mettere mano allo stadio cittadino e riproporsi così nelle categorie che contano, con il dichiarato obiettivo di raggiungere la serie B attraverso un piano triennale.

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