Ninni Corda:”Questo Como potenziale da primi quattro posti”

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Secondo il mister del Foggia, Ninni Corda, i lariani stanno sotto-performando rispetto al potenziale. E ci parla anche del rapporto con i suoi ex giocatori.

Sembra passata una vita dal suo secondo addio alla squadra comasca. Complice anche il netto taglio con il passato da parte del Como 1907, non solo come figure all’interno del club stesso, ma soprattutto come “modus operandi”. Eppure i mesi trascorsi dalla separazione sono soltanto otto. Nel frattempo, Ninni Corda ha cambiato ruolo almeno sulla carta, tornando a sedersi ufficialmente in panchina a partire dalla seconda giornata del girone H di serie D. L’ultima volta fu nel 2014/15 in quel di Barletta.

Il suo Foggia viaggia attualmente al secondo posto in classifica, a cinque punti di distanza dal Bitonto. Un rendimento tutt’altro che disprezzabile, specie pensando che l’acquisizione da parte del gruppo capitanato da Roberto Felleca è avvenuta soltanto a fine luglio. Quindi, come nella prima annata di ritorno in riva al Lario, si è iniziato a poter costruire la rosa davvero tardi. Ma si sa, la piazza pugliese è di quelle prestigiose e dove, a torto o ragione, l’obiettivo deve per forza di cose essere l’immediato ritorno nel professionismo.

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Il presidente del Foggia, Roberto Felleca, ai tempi del Como

Sulla sua nuova avventura però preferisce non soffermarsi più di tanto, anche perché considerato il bis di squalifiche (4 giornate post Gravina e 15 giorni aggiuntivi inflitti dalla Procura Federale per le dichiarazioni dopo il derby con il Taranto) che lo terrà lontano dal rettangolo di gioco fino al 22 marzo, ha preferito limitarsi a poche parole. “Il Bitonto è molto forte e il nostro girone è sicuramente il più difficile dell’intera serie D. Però il campionato è ancora lungo, mancano dodici giornate e può succedere di tutto”. Ma anche qualche piccola considerazione sugli ex azzurri (Gentile, Anelli, Di Jenno e Simone Buono) che sono ancora sotto la sua guida, se la lascia scappare. “Stanno facendo tutti davvero bene, Gentile e Anelli sono i pilastri della nostra squadra ma anche Di Jenno sta dando il suo bel contributo”.

Si dimostra invece molto più accondiscendente nel parlare della formazione azzurra e di quello che a tutti gli effetti considera un posto speciale. “Como è la mia seconda casa, è una città bellissima in cui ho trascorso anni stupendi della mia vita. E’ un po’ di tempo che non ci vengo, non vedo l’ora di tornarci. Inoltre abbiamo centrato alcuni traguardi che niente e nessuno potrà mai cancellare“. Sottolineando anche come l’affetto da parte di diversi tifosi sia rimasto intatto. “Mi scrivono sempre in tantissimi, sui social o anche in privato. E’ una cosa che mi fa estremamente piacere”. Ma anche come immutato sia il legame con alcuni giocatori attuali. “Ho un ottimo rapporto con la cosiddetta vecchia guardia, ci sentiamo spesso, si sono fatti vivi con gli auguri per il mio recente compleanno il 28 gennaio”.

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La festa promozione nello spogliatoio la scorsa primavera

Il giudizio di Ninni Corda sul rendimento del Como 1907, invece, non è particolarmente positivo. “Sta facendo un campionato normalissimo, ma secondo me con il potenziale che si ritrova potrebbe performare decisamente meglio, anche perché tra la D e la C non c’è più grossissima differenza. Potrebbe arrivare tranquillamente nelle prime quattro posizioni, l’ambiente però si è un po’ accontentato degli obiettivi della società, che non sono di far bene da subito. Quello lariano è un bell’ambiente che va però messo un po’ sotto stress, altrimenti poi c’è il rischio di un adagiamento. D’altronde i risultati altalenanti evidenziano proprio questo: si passa da ottime prestazioni come quella contro il Monza, a perdere in casa contro la Pistoiese che è una squadra nettamente inferiore”.

Spezzando però una lancia a favore della società nella sua battaglia per lo stadio. “Non vedo cosa ci sia di male da parte del Comune a dare in concessione l’impianto, una cosa che avevano già promesso quando prendemmo il club noi. Mi auguro ciò avvenga, rappresenterebbe un salto di qualità importante. Bisogna dargli questa possibilità alla nuova proprietà se si vuole che Como faccia nuovamente dei passi in avanti calcisticamente parlando”.

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Marco Ballerini
Marco Ballerini
Un calcio al pallone, due tiri a canestro, una corsa nei boschi, una pedalata tra salite e discese, una nuotata nel mare, una sciata nel bianco, una pagaiata sul lago.. Sacrifici, sudore, fatica, passione, socialità, emozioni, obiettivi, traguardi.. Lo sport è sempre un ottimo pretesto per VIVERE e per sentirsi VIVI !!

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