Mercato Como, più toro o orso? Verdetto affidato sempre al campo

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[ethereumads]

Con la sessione invernale chiusasi questa sera, proviamo a valutare quali potranno essere i pro e quali i contro del mercato del Como.

Voto nove. Senza saper né leggere e né scrivere, sarebbe questo il giudizio che si potrebbe dare al club lariano per le operazioni di calciomercato finalizzate nel mese di gennaio. Perché onestamente il tasso di qualità introdotto pare elevato: dal quel genio (e speriamo poca sregolatezza) di Gabriel Strefezza al pluri-capocannoniere della Super League svizzera Jean-Pierre Nsame. Dall’ormai esperto Edoardo Goldaniga, a quel trio di belle speranze formato da Samuel Ballet, Matthias Braunöder e Nicholas Gioacchini. Anzi, fate quattro, perché a essi c’è da aggiungere anche colui che era l’attuale miglior marcatore del girone A di serie C, ovvero Tommaso Fumagalli. Scusate se è poco.

Ecco, un secondo aspetto positivo da queste contrattazioni andate a buon fine è un certo ringiovanimento della rosa. Interessante, anche se più in ottica futura che in quella presente. Sebbene con 16 incontri (non conteggiando eventuali play-off) da disputare in 97 giorni, una buona e sana dose di freschezza non guasta mai. L’età media dei partenti, infatti, era decisamente più alta: 27,5 anni contro i 23,3 dei nuovi arrivati. A contribuire ad abbassare ulteriormente quest’ultimo dato ci hanno pensato gli ultimi due ingaggi. Si tratta di Naj Razi, trequartista 17enne irlandese-algerino del Shamrock Rovers (2 presenze e 39′ in questo 23/24)  seguito nientemeno anche da Arsenal, Chelsea e Real Madrid. E di Fellipe Jack (che però dovrebbe essere aggregato principalmente alla Primavera), neo maggiorenne difensore brasiliano in prestito con diritto di riscatto dal Palmeiras.

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Naj Razi, l’atleta nel giro della nazionale giovanile irlandese ultimo affare nel mercato del Como

Pertanto visto così, il mercato del Como sembrerebbe soltanto rose e fiori. In realtà, dietro a esso si celano anche taluni rischi. Partiamo da un presupposto, ovvero che la stagione degli azzurri stava comunque andando piuttosto bene. Un quarto posto solitario a -6 dalla vetta e soltanto a -2 dalla promozione diretta. Senza scordarci che, prima di sabato scorso, la prima inseguitrice della capolista era proprio la compagine comasca. Insomma, senza ancora aver fatto mettere piede in campo a qualche nuovo acquisto, numeri alla mano i lariani avevano già dimostrato di poter valere il salto di categoria.

Si trattava di una posizione un po’ fuorviante? Può essere, ma pur sempre indice di una macchina che sembrava funzionare. Ebbene, nonostante ciò si è deciso di apportare numerose variazioni alla sua “intelaiatura”. In poche hanno cambiato più del Como e sono Ascoli, Lecco, Spezia e Ternana. E guarda caso sono tutte formazioni in difficoltà. Otto barra nove nuovi giocatori da integrare non sono certamente pochi. Aggiungiamoci che sei di essi provengono da culture differenti. E anche che avranno a disposizione meno di quattro mesi per ambientarsi in un nuovo gruppo e prendere le misure di un campionato davvero particolare come il nostro di B. Dovranno farlo in fretta perché l’obiettivo societario è arcinoto, ovvero la promozione. Ce la faranno?

Altro elemento da tenere in considerazione sarà quello dell’equilibrio sul rettangolo di gioco. Andando infatti a riguardare l’attuale composizione dell’organico, contiamo una dozzina di uomini con caratteristiche prettamente offensive. Sarà perciò importante inculcare nella mente dei giocatori, ora più che mai, il concetto di sacrificio. Viceversa la fase difensiva della squadra allenata da Roberts e Fàbregas potrebbe andare incontro a più di qualche difficoltà nella propria metà campo, fragilità che inoltre sta emergendo nelle recenti uscite (10 gol subiti nelle ultime 6 partite). Al sopracitato duo il compito di trovare i debiti accorgimenti.

Ma la maggior parte delle fortune, o per i pessimisti delle sfortune, di questo mercato del Como passeranno dallo spogliatoio. Non è un caso, a nostro avviso, che l’allenatore gallese nella conferenza che precedeva il match contro l’Ascoli, abbia sottolineato più volte la necessità di preservare la coesione del gruppo. Non sarà facile, perché tra chi c’era già e chi è appena arrivato, in tanti giustamente nutrono l’ambizione di stare a lungo in campo. A tal proposito, questo è stato probabilmente un fattore determinante nella volontà di cambiamento da parte di Jean-Pierre Nsame e Gabriel Strefezza. E i due non è che stessero giocando così poco in questo 2023/24 (oltre 53′ il primo, 61′ il secondo).

Cosa ne sarà dunque del Como da qui a fine stagione? Difficile dirlo, di una cosa però noi siamo abbastanza sicuri: molto difficilmente si ritroverà a maggio ancora al quarto posto o giù di lì. Potremmo essere di fronte a un bivio, all’inizio di un possibile trend proprio come accade in borsa. Niente fase laterale. Prevarrà pertanto un mercato toro (rialzista) che porterà gli azzurri direttamente in serie A oppure a un mercato orso (ribassista) che rischierà di far perdere pericolosamente posizioni in vista di una comunque eventuale e fondamentale griglia play-off? Ai posteri, o meglio al rettangolo verde, l’ardua sentenza…

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Marco Ballerini
Un calcio al pallone, due tiri a canestro, una corsa nei boschi, una pedalata tra salite e discese, una nuotata nel mare, una sciata nel bianco, una pagaiata sul lago.. Sacrifici, sudore, fatica, passione, socialità, emozioni, obiettivi, traguardi.. Lo sport è sempre un ottimo pretesto per VIVERE e per sentirsi VIVI !!

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