Marco Banchini: “A Corda preferisco dire le cose in faccia”

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Nel giorno della sua riconferma biennale, mister Marco Banchini opta per una linea comunicativa diversa rispetto a quella del suo ormai ex direttore tecnico. Con lui abbiamo parlato del Como che verrà.

Domani si incontrerà con la nuova dirigenza per esaminare le strutture che potrebbero ospitare il Como nel ritiro precampionato e per fare il punto della situazione sulle possibili conferme in rosa in vista della stagione 2019/20. Poi sarà finalmente tempo di vacanze anche per Marco Banchini, che proprio oggi ha ricevuto l’ufficialità della sua permanenza in riva al Lario fino a giugno 2021. Con piena soddisfazione da entrambe le parti. Un giorno però minato anche da una polemica nei suoi confronti, per certi versi inaspettata, innescata da Ninni Corda.

Allora mister, come possiamo commentare la notizia del suo rinnovo?

“Fiero e orgoglioso i due aggettivi che mi vengono in mente per primi. Ringrazio il Ceo Gandler e il Ds Ludi per avermi confermato in una nuova categoria che si presenta equilibrata ma anche difficile. Ci sarà un lavoro importante da fare ma sinceramente non vedo l’ora di iniziare”.

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Con una rosa che però cambierà in buona parte, un po’ un peccato visti i risultati ottenuti..

“La mia idea e quella del Ds è di ripartire da 7-8 giocatori, ciò costituirebbe già una base importante. Essendo una categoria differente, bisognerà per forza di cose valutare bene gli innesti da fare”.

Il calcio proposto da Marco Banchini resterà tale e quale o l’assenza di una figura influente come Corda porterà a dei cambiamenti?

“Corda quando mi ha affidato il compito mi conosceva bene, poi ora ha cambiato un po’ il pensiero ma non capisco il perché. La mia idea di calcio resterà la medesima: aggressività e organizzazione gli ingredienti per provare a imporsi sempre sugli avversari. Se poi in certi attimi delle partite riusciremo ad aggiungerci qualità, potremo venire a capo di sfide con grande intensità. D’altronde anche in passato feci del grande pressing il mio mantra. Anche sui singoli calciatori preservo lo stesso pensiero: con il pressing alto gli avversari tendono a scavalcarti il centrocampo con un lancio lungo, quindi meglio avere difensori prestanti nel gioco aereo piuttosto che un vero regista difensivo. Van bene anche da 1.85, non per forza devono essere di 2 metri… Prediligo un gioco verticale, non uno alla Pep Guardiola. Quello delle palle inattive resterà un aspetto importante, ma qui entra in gioco anche la qualità dell’esecuzione e i tempi di inserimento, non soltanto l’altezza”.

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Ninni Corda

A proposito di Corda, è riuscito a sentire la sua conferenza stampa di stamane? L’ha criticata nella gestione del gruppo..

“Non ho sentito la sua conferenza, ma se devo dirgli qualcosa lo faccio di persona, il resto non mi interessa”.

Parlando di gruppo, un aspetto positivo che vorrebbe rivedere e uno negativo che non vorrebbe rivedere in quello futuro?

“Sicuramente la tenuta mentale nei momenti decisivi. Quando la palla scottava i ragazzi sono stati bravi a mantenere la giusta lucidità, sia all’interno delle singole partite che all’interno della stagione. Siamo stati sempre presenti nei momenti delicati. Inoltre, mi hanno dimostrato di non ripetere mai uno stesso errore. Non c’è stato invece un vero e proprio aspetto negativo”.

E del nuovo Ds Carlalberto Ludi che ci dice?

“Ho fatto due chiacchierate con Gandler, ma ho iniziato seriamente a parlare del mio futuro una volta conosciuto Ludi. Mi trovo molto in sintonia con il suo pensiero, credo proprio sia una cosa reciproca”.

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Carlalberto Ludi e Michael Gandler

Il tifo azzurro è sicuramente molto vicino alla squadra ma è anche al tempo stesso esigente. In un’annata apparentemente di assestamento come la prossima, è pronto magari a ricevere qualche critica?

“Ho lavorato dapprima in Albania, poi a Caserta e a Siena, tutti posti dove la tifoseria è molto calda. Quando le cose vanno bene ti danno soddisfazioni, quando c’è incertezza è normale che si facciano sentire. Nella stagione appena conclusa siamo riusciti a coinvolgere il pubblico dopo un rapporto iniziale problematico. Lavoro e serietà saranno i punti cardine della nostra filosofia, sono convinto che con questi presupposti il tifo ci darà sempre una mano. In ogni caso sono pronto anche per quanto vissuto in passato altrove. A Caserta la seconda giornata vincemmo in casa con il Catania, la seguente andammo ad Andria e fu un pareggio. Al ritorno trovammo i cassonetti incendiati ad accoglierci…”.

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Marco Ballerini
Marco Ballerini
Un calcio al pallone, due tiri a canestro, una corsa nei boschi, una pedalata tra salite e discese, una nuotata nel mare, una sciata nel bianco, una pagaiata sul lago.. Sacrifici, sudore, fatica, passione, socialità, emozioni, obiettivi, traguardi.. Lo sport è sempre un ottimo pretesto per VIVERE e per sentirsi VIVI !!

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