Lorenzo Peli e il calcio: “È la cosa che più mi rende felice”

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Lorenzo Peli ci racconta come ha trasformato una delle sue più grandi passioni in un lavoro che gli permette di essere felice.

Il prossimo 24 febbraio Lorenzo Peli compirà 20 anni, ma nonostante la sua giovane età, è già un calciatore professionista. Partito dalle giovanili dell’Atalanta adesso è pedina sempre più fondamentale nel Como di mister Banchini. L’esterno, nato a Seriate in provincia di Bergamo, è appena al’inizio di una carriera certamente promettente. Umile e timido ai nostri microfoni, ma scheggiante ed energica saetta in campo.

Raccontaci un po’ come ti trovi nella squadra e con chi stai legando di più in spogliatoio..

“I primi mesi sono stati difficili, non nascondo che ho fatto un po’ di fatica ad integrarmi bene. Ma ora sto bene, sono contento di essere al Como e mi piace il gruppo che si è formato. Se mi trovo bene con qualcuno in particolare? Vado d’accordo con tutti, non ho legato in maniera specifica con qualcuno. Devo però dire che tra di noi c’è una forte intesa sia dentro che fuori dal campo, perciò sono contento di questo, aiuta tanto soprattutto i giovani come me, che hanno ancora tanto da imparare”.

Sei soddisfatto di come sta andando la stagione? Ti aspettavi di più?

“Abbiamo lasciato indietro dei punti che ci fanno rosicare, nel senso che alcune opportunità le abbiamo sciupate e forse in certe occasioni avremmo potuto fare di più, come per esempio il pareggio contro la Juventus, ma la squadra sta lavorando bene e sono sicuro che potremo fare una seconda metà di stagione fantastica, anche per regalare gioie in più ai tifosi. Perciò in generale sono soddisfatto del nostro rendimento, noi cerchiamo sempre di dare il massimo”.

Una domanda difficile: cos’è per te il calcio?

“Wow, mi metti quasi in difficoltà. Non vorrei dare risposte banali, ma per me il calcio è una grandissima passione che ora si è trasformata in un lavoro. Quando riesci a trasformare ciò che ti rende felice in un mestiere vivi una sensazione unica. Per me il calcio è questo: felicità”.

Quanti anni avevi quando hai dato il primo calcio ad un pallone?

“Avevo 4 anni, ero nel mio paesino vicino a dove sono nato. La persona che mi ha avvicinato a questo sport è stato mio papà, è lui che mi ha trasmesso questa passione”.

Lorenzo Peli
Lorenzo Peli, classe 2000, a sinistra. A destra Ganz e Iovine.

Abbiamo visto che sei amico di Alessandro Bastoni, com’è stato giocare con lui all’Atalanta?

“In generale è stata un’esperienza davvero fantastica, oltre a lui ho conosciuto anche altri ragazzi che adesso giocano a livelli top. Giocare nelle giovanili dell’Atalanta è stato un privilegio. Alessandro, oltre ad essere un grandissimo giocatore è una persona splendida, ci sentiamo spesso e siamo molto amici. Poi siamo tutti ragazzi, quindi è bello ogni tanto vedersi come fossimo vecchi compagni di classe”.

Ci dici un pregio e un difetto di te stesso? Dentro o fuori dal campo, come preferisci.

“Un pregio in campo è che do sempre il massimo in ogni partita, dal primo minuto all’ultimo io do tutto me stesso. Di difetti ne ho troppi, soprattutto fuori dal campo, cambiamo domanda?” chiede ridendo.

Qual’è il giocatore più forte con cui hai giocato o che hai affrontato?

“Con cui ho giocato sicuramente Kulusevski. Lui è davvero fortissimo, non mi sorprende che la Juventus si sia da subito interessata a lui. Invece i giocatori più forti che ho affrontato sono Pellegrini del Cagliari, Tonali del Brescia e Vlahovic della Fiorentina, quest’ultimo è davvero un giocatore incontenibile”.

Nel tempo libero cosa ti piace fare?

“Nel mio tempo libero ascolto tanta musica, non ho un genere preferito, ascolto un po’ di tutto: mi aiuta anche a concentrarmi. Poi guardo tante partite, anche di campionati esteri, perché si imparano comunque tante cose anche dai match in televisione. Mi piace anche passare del tempo con la mia famiglia, che per me è molto importante”.

Il piatto preferito di Lorenzo Peli qual’è?

“Questa domanda è difficile perché ne ho tantissimi, in generale sono un amante della cucina. Se proprio devo sceglierne uno, da bravo bergamasco, ti dico polenta e coniglio”.

Se non avessi fatto il calciatore che lavoro ti sarebbe piaciuto fare?

“Io ho frequentato una scuola in ambito economico, diciamo che mi sarebbe piaciuto fare l’avvocato, ma sapevo che avrei dovuto studiare tanto, quindi non sono sicuro del futuro che avrei avuto”.

Ultima domanda: il tuo idolo da bambino chi era?

“Da piccolo tifavo per il Milan, perciò devo dire che ero molto affascinato da Kakà”.

 

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