Giacomo Gattuso: “Ripagherò con impegno, voglia e dedizione”

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Il neo vice allenatore e referente del settore giovanile, Giacomo Gattuso, pronto a ricambiare la fiducia della società. E con Banchini è già sintonia.

Dopo Giancarlo, a distanza di un anno, anche Giacomo “is back”. Si completa così un’altra operazione rimpatrio per il Como 1907, che da alcuni giorni ha ufficializzato il vice allenatore della prima squadra per la prossima stagione. Giacomo Gattuso ritorna in quella che è a tutti gli effetti la sua vera casa. Non ce ne voglia il Novara che lo ha accolto durante gli ultimi tredici anni, oltre che nel 2004-05 e ancora prima dal 1999 al 2001 nelle vesti di calciatore. Il fresco 52enne riprende il filo conduttore da dove tutto partì: ebbe modo di crescere nel vivaio azzurro, di diventarne giocatore anche di B e capitano, di esserne il mister nel 2005-06 in D. A Como Tv ha raccontato tutte le sue particolari sensazioni di questa nuova avventura.

“Le emozioni sono tante, è come se fosse la prima volta. Sono veramente felice e orgoglioso, in questo momento non potevo chiedere di meglio dalla vita. Un conto è lavorare in alcune società dove effettivamente sono stato, un conto è lavorare in quella di cui sono anche tifoso. Cambia tanto. Ringrazio la società che mi ha dato questa possibilità, in particolare Michael Gandler, “Charlie” Ludi e Giancarlo Centi che mi hanno voluto fortemente. Per come sono fatto io li dovrò ripagare con il mio impegno, con il mio stile, con voglia e dedizione. Ma soprattutto con un grande senso di appartenenza. Tutte qualità e valori che portavo quando giocavo e quando ero capitano”.

giacomo gattuso
Carlalberto Ludi, Ds del Como 1907

Giacomo Gattuso che aveva la possibilità di ritornare nel club lariano già dodici mesi fa, ma che declinò per motivi contrattuali. Seppur con immenso dispiacere. “Dal punto di vista umano, quello che ho appena vissuto, è stato un anno terribile. Ho preferito fare altre scelte per via del contratto che mi legava al Novara, non l’avrei mai interrotto per rispetto delle persone. Nonostante ciò, con Charlie ci siamo sentiti diverse volte durante l’anno, a gennaio abbiamo avuto un incontro e ci siamo un po’ parlati per vedere quali potevano essere le possibilità nella stagione successiva. Ci siamo presi un po’ di tempo perché era ancora presto, ma nell’ultimo mese e mezzo c’è stata un’accelerata in tutto. Ci siamo visti diverse volte, abbiamo definito quale poteva essere il mio giusto ruolo e poi ci ho messo pochissimo per dargli l’ok“.

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Nonostante l’accordo preliminare sia stato ufficializzato da pochissimo, “Jack” ha le idee ben chiare sulla potenzialità della squadra e sul ruolo che dovrà ricoprire. “Avendo sempre vissuto in città sono sempre stato super tifoso e attento a quello che succedeva a livello sportivo al Como. Ero super informato. In questo periodo, dove c’era la possibilità di un mio ritorno, ho cercato di conoscere tutto alla perfezione. Con Banchini ci siamo visti diverse volte, ci siamo confrontati e mi sono trovato subito a mio agio. Abbiamo visto diverse partite insieme, mettendo già una base per il nostro lavoro. Sono rimasto molto soddisfatto e non vedo l’ora di dare il mio contributo. Nel rispetto dei ruoli, sarò a sua completa disposizione. Per quanto riguarda l’organico invece, penso che sia già buonissimo e spetterà poi al direttore renderlo ulteriormente competitivo. Non avendo completato il campionato, è difficile esprimere un giudizio. Le ultime due o tre partite non sono andate bene, ma nell’arco di un’annata tutte le formazioni hanno un momento di crisi. Al Como, sfortunatamente, è capitato in quel periodo. Dico che per valori e per come giocava, poteva tranquillamente entrare nei play-off”.

Ma non dovrà fare soltanto la spalla di Marco Banchini. Sarà anche l’anello di congiunzione tra prima squadra e settore giovanile, divenendone referente tecnico. “Sono contento di ricoprire questo ruolo, mi gratifica moltissimo e non vedo l’ora di cominciare. Vuol dire che c’è trait d’union e continuità nel progetto societario, un aspetto fondamentale. Sono cresciuto in quello di Favini, quindi so l’importanza che a Como ha questo settore. Chiaramente ci vorrà un po’ di tempo perché il lavoro su di esso è iniziato da pochissimo, ma fortunatamente c’è un “top player” come Giancarlo Centi: siamo tutti tranquilli, lui è il n°1 e ha una conoscenza incredibile. Riesce a far crescere un po’ tutto, pure gli allenatori e anche per questo aspetto mi piace molto”.

Infine, la chiacchierata davanti alle telecamere di Como Tv si conclude con la sezione amarcord. “Ho tantissimi ricordi. Se proprio devo sceglierne uno, da calciatore dico quello contro il Brescello, dove ho salutato in lacrime tutto lo stadio, c’era un’emozione incredibile. E’ stato il giorno più brutto e più bello allo steso tempo: come giocatore lasciavo la squadra ma avevo capito l’affetto che aveva e che ha tuttora la gente. E questo non ha prezzo. Da allenatore invece i play-out vissuti sulla panchina del Novara, vissuti veramente male. Non potevo immaginare una situazione del genere, ma chiaramente doveva prevalere l’aspetto professionale. A fine partita dichiarai che il Como era retrocesso ma che volevo retrocedere anche io, con la speranza di avere la possibilità di allenarlo l’anno successivo. E così fu”.

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