Federico Gentile: “Il sostegno del gruppo più importante delle critiche”

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Il capitano del Como 1907, Federico Gentile, analizza ai nostri microfoni il suo attuale stato di forma e le prossime sfide della propria squadra. Sbilanciandosi anche un po’ sul suo futuro in riva al Lario..

Un capitano che fa sempre parlare di sé. Quattordici reti in diciassette partite, recitava il bottino al termine del girone d’andata. Numeri semplicemente straordinari per qualsiasi giocatore, figuriamoci per un centrocampista.

Con una media del genere, i tifosi lariani erano stati abituati fin troppo bene. Così, è bastato un avvio di 2019 decisamente ridimensionato (un gol in sette incontri) e un calo semplicemente fisiologico, per far scattare ai più una domanda alquanto naturale. Cosa ha Federico Gentile? La risposta sembrerebbe abbastanza semplice. A spiegarcelo è lo stesso giocatore romano. 

“Penso di aver bruciato una marea di energie fisiche e mentali fin dalla scorsa estate con l’intento di aiutare la squadra. Anche quotidianamente, attraverso consigli ai miei compagni e a ripetuti confronti con lo staff. Però l’ho già ribadito a loro, l’obiettivo personale conta poco, ciò che è fondamentale è vincere il campionato. Mi spiace soltanto che se uno si impegna tantissimo e sbaglia due partite e un rigore, alcuni siano pronti a metterti la croce addosso”.

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Quindi ci stai dicendo che sei infastidito dalle recenti critiche di quella pur piccolissima parte di tifoseria?

“Beh dispiace, ma fondamentalmente le accetto. Onestamente non ho mai ascoltato troppo gli elogi in passato e di conseguenza non mi sono esaltato nei periodi positivi, ora di certo non mi butto giù. L’importante è avere il pieno sostegno del direttore, del mister e soprattutto del gruppo”.

Ti senti di escludere che l’errore dal penalty contro il Mantova ti possa aver condizionato successivamente?

“Ovviamente non sono stato contento di tale errore, ma non mi ha turbato più di tanto. D’altronde fa parte del gioco. Li sbagliano in serie A, l’ha sbagliato anche Baggio in finale ai mondiali del ’94. Quello che conta realmente è l’atteggiamento quotidiano”.

O magari è colpa di Gabrielloni, che in una nostra recente intervista, pur elogiandoti immensamente come persona e come calciatore, ha detto che non potevi continuare con questi ritmi. Una “gufata” mica da ridere eh..

“Macché, lo so che scherzava. Mi auguro con tutto il cuore che Alessandro possa superarmi e ci faccia vincere il campionato. E’ un ragazzo che merita tanto, ha capito la mentalità che c’è qui e da sempre il 100% in allenamento. E’ uno dei punti di riferimento dello spogliatoio. Alla fine se non vinci conta poco se segna Gentile o Gabrielloni”.

E invece del fallo da rigore di cui sei stato sfortunato protagonista contro il Pontisola, che cosa ci dici?

“Guarda, si vede tutto chiaramente dalle immagini. Fa un blocco su di me e poi la tocca di mano. Addirittura passano alcuni secondi senza che l’arbitro prenda alcun tipo di provvedimento. Non ho fatto alcuna protesta, mi ero già allontanato. Poi gli avversari gli fanno notare di avermi già ammonito e a quel punto sfila i cartellini dal taschino. Probabilmente dovevamo difendere meglio, ma episodi del genere ce ne sono decine a ogni partita. Allora bisognerebbe darne altrettanti di rigori. Ha rischiato di farci perdere il campionato. Speriamo non sia dovuto alle continue lamentele dei virgiliani. Non è corretto parlare dei fatti altrui, noi non lo facciamo. Avete sentito dire per caso da parte nostra che domenica scorsa un loro gol era irregolare o che c’era il rigore del Legnago? Noi pensiamo al nostro”.

Come per l’espulsione contro l’Olginatese, ti aspetteranno due domeniche senza giocare. La valuti più come un’opportunità per recuperare energie fisiche o più come un ostacolo al recupero della forma migliore?

“In tutta sincerità io vorrei giocare già domani per riscattarmi subito e dare una mano ai miei compagni. Ma non lesinerò a dargliela comunque a ogni allenamento per prepararci al meglio alla prossima sfida contro il Seregno”.

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Federico Gentile ed Enrico Celeghin, i due giocatori più utilizzati con una media circa di 82′ a match

E invece questa battaglia, anche di nervi, punto a punto in classifica destinata a durare fino a fine torneo pensi che possa diventare logorante dal punto di vista psicologico con il passar delle domeniche?

Dipende da come affronti le cose. Probabilmente quando loro erano avanti pensavano troppo a noi. Abbiamo la forza per pensare solo a noi stessi, questo farà la differenza. Dobbiamo andar dritti e pensare che bisognerà cogliere otto vittorie per vincere il campionato, questo è quello che abbiamo nella testa. Non sarà facile vincerle tutte e probabilmente una delle due squadre steccherà, la chiave sarà quella che dovranno essere loro i primi a toppare”.

Dando invece un’occhiata al calendario, specialmente alle partite in trasferta, temete di più quelle con due big come Rezzato e Caronnese ma già sicure dei play-off oppure quelle con Villafranca Veronese e Caravaggio in piena bagarre per evitare i play-out?

“Sulla carta Rezzato e Caronnese, ma sono pericolose anche le altre due. Sono tutte difficili, in questa fase ogni domenica nasconde delle insidie. Ora chi ha poche motivazioni con il Como riesce comunque a trovarle. Dobbiamo ragionare come se di volta in volta ci sia il Real Madrid da affrontare. Se dovessimo pensare che sia facile, certamente saremmo destinati a pagarla”.

Curriculum alla mano, Federico Gentile non si è mai particolarmente legato a un posto, a esclusione dei tre anni di Rieti. A Como saresti disposto a restare anche di fronte eventualmente a un cambio dei vertici societari?

“Ho lasciato Siena in C con un anno di contratto perché credo al progetto che c’e qui. Con Corda ho un rapporto lavorativo molto importante, mi sento molto legato alla piazza e alla città, anche perché qui nata è mia figlia. Mio sogno sarebbe portare il Como in serie A e sono venuto qui per vincere. Non ci siamo riusciti l’anno scorso ma ce la faremo quest’anno. Cerco sempre di farmi trovare pronto, poi la decisione se Federico Gentile sia adatto o meno spetterà prenderla a chi dovrà fare delle scelte”.

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Ninni Corda, ebbe Federico Gentile già ai tempi di Savona

Andando invece off-topic, da capitano, qual è il tuo pensiero sulla vicenda Icardi?

” In verità non l’ho seguita tantissimo, anche se credo che le persone che ti stanno vicine siano una componente importante. La moglie non mi pare l’abbia aiutato o magari è stata una strategia per andar via, non lo so. Ma se uno ha un comportamento sbagliato nei confronti di un gruppo, ciò che una persona dovrebbe fare, specie se capitano, è quello di entrare nello spogliatoio e chiedere scusa. Ci vuole umiltà nel riconoscere un proprio errore. Con tutti quei soldi che prendono, certi giocatori si sentono troppo tutelati. La presa di posizione societaria la capisco benissimo”.

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Marco Ballerini
Marco Ballerini
Un calcio al pallone, due tiri a canestro, una corsa nei boschi, una pedalata tra salite e discese, una nuotata nel mare, una sciata nel bianco, una pagaiata sul lago.. Sacrifici, sudore, fatica, passione, socialità, emozioni, obiettivi, traguardi.. Lo sport è sempre un ottimo pretesto per VIVERE e per sentirsi VIVI !!

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