Fascia di capitano, il curioso caso di Silvano Raggio Garibaldi

fascia di capitano
il massimo della pizza banner

Quest’anno il nativo di Chiavari indossa la fascia di capitano del Como,ma dalle statistiche riguardanti il suo impiego ne esce paradossalmente penalizzato.

Raggio Garibaldi, molto probabilmente, impersonifica l’ideale di capitano che ogni tifoso, allenatore, dirigente vorrebbe avere. Un giocatore umile, determinato e gran lavoratore, con la voglia di non mollare mai. Giunto a campionato già avviato durante la scorsa esaltante e vincente stagione, il ligure è riuscito da subito ad accaparrarsi la simpatia e la stima di tutto l’ambiente azzurro. Una preziosa pedina in mezzo al campo riconfermata dal Ds Carlalberto Ludi e da mister Banchini, che lo hanno individuato come il punto di riferimento dell’intero spogliatoio.

Chi pensa però che diventare il capitano di una squadra possa garantire automaticamente il posto fisso all’interno del rettangolo di gioco, si sbaglia di grosso. Chiedetelo a lui, che nelle ultime tre sfide di campionato è sempre partito in panchina. Anche quando su campi decisamente pesanti, le sue doti di lottatore potevano ulteriormente emergere. Tra i tanti brusii degli spettatori presenti al Sinigaglia riguardanti il suo inutilizzo, soprattutto in un momento delicato come questo in cui le sue qualità potrebbero ulteriormente emergere ed essere da esempio al resto dei compagni.

Media in calo rispetto al 2018/19

Un primo dato riguardante il suo minor impiego, giunge dal raffronto riguardante la media dei minuti giocati l’anno scorso con quella attuale. Ebbene, il n° 18 è stato impiegato nel torneo di serie D per circa 70 minuti, mentre dopo quindici giornate del campionato di C in corso si ferma a poco più di 58. In pratica quasi un quinto in meno.

Annuncio Pubblicitario

Toninelli “batte” Raggio Garibaldi 8-7

Il fatto che Raggio Garibaldi non venga utilizzato sempre dall’inizio (dal primo minuto in 7 occasioni su 15), ha permesso al suo vice Dario Toninelli di indossare la fascia di capitano una volta in più rispetto al classe 89′. Il difensore originario di Milano è diventato un punto fermo della difesa a tre voluta da Marco Banchini, venendo schierato sempre titolare (a eccezion fatta del turno di squalifica scontato contro il Lecco) e senza essere mai sostituito.

Classifica fascia di capitano nel girone A: Silvano tra gli ultimi

Se andiamo a scorgere le medie giocate dai capitani delle altre squadre, notiamo come il giocatore azzurro sia tra i meno impiegati rispetto ai suoi colleghi. In campo meno di lui ci sta Daniele Buzzegoli del Novara, che anche in virtù dei suoi 36 anni sta giocando alla media di 56 minuti per ogni presenza. Poi c’è il caso a parte della Carrarese di due vecchie volpi quarantenni come Tavano e Maccarone. Mister Baldini opta per non gettarli quasi mai contemporaneamente nella mischia da subito, così la fascia passa da un braccio all’altro a seconda della titolarità, entrambi godono di un minutaggio medio pari a 42 minuti. Da segnalare invece i casi di Dario D’Ambrosio (Siena), Fabio Gavazzi (Albinoleffe), Samuele  Emiliano (Gozzano) e Daniele Pinto (Giana), che non venendo mai sostituiti capeggiano questa speciale classifica con 90 minuti di media per ogni presenza.

Non solo nei minuti, “sacrificato” anche nel ruolo

Ma Raggio Garibaldi, nelle nuove vesti di capitano, si è dovuto adattare anche per quanto riguarda la posizione in campo. Ebbene, lui che notoriamente viene riconosciuto come il più classico dei mediani, con l’avvento di Alessandro Bellemo (un altro punto fermo, una sola volta sostituito) e con la volontà di sviluppare un gioco prettamente incentrato sul possesso palla, ha dovuto “reinventarsi” mezzala. Così, dalla prima giornata ad oggi, non è ancora riuscito a giocare nel suo ruolo naturale.

fascia di capitano
Marco Banchini (Como 1907), più volte ha provato la coesistenza Bellemo-Raggio Garibaldi
Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Marco Ballerini
Marco Ballerini
Un calcio al pallone, due tiri a canestro, una corsa nei boschi, una pedalata tra salite e discese, una nuotata nel mare, una sciata nel bianco, una pagaiata sul lago.. Sacrifici, sudore, fatica, passione, socialità, emozioni, obiettivi, traguardi.. Lo sport è sempre un ottimo pretesto per VIVERE e per sentirsi VIVI !!

Lascia un commento