Edoardo Bovolon: “Vorrei diventare una bandiera del Como”

edoardo bovolon

Intervista a uno dei giocatori preferiti della tifoseria comasca, Edoardo Bovolon, che ci svela ambizioni e progetti futuri senza scordarsi degli insegnamenti passati.

Nei primi suoi due anni in azzurro, è riuscito a guadagnarsi una stima praticamente unanime da parte dell’ambiente lariano. Serietà, duttilità, poche parole e prestazioni costantemente positive, gli hanno fruttato un nuovo contratto di tre anni. Che potrebbe metterlo in pole, se non nell’immediato quantomeno in futuro, come capitano. Edoardo Bovolon è uno dei sette confermati, tra i quali troviamo anche Alessandro Gabrielloni, Simone Sbardella, Silvano Raggio Garibaldi, un po’ a sorpresa Ciro Loreto e il colpo Enrico Celeghin, mentre l’ultimo in ordine di tempo dovrebbe essere Dario Toninelli, con il rinnovo atteso  in questo fine settimana. Ultimate già da qualche giorno le proprie vacanze siciliane con tappa a Scopello e Riserva dello Zingaro, il pensiero del friulano è già rivolto alla prossima stagione, alla quale si sta già preparando.

Allora Edoardo, come procede la tua estate?

“Bene dai, terminato il campionato ho fatto un paio di settimane di scarico, ora sto cercando di rimettermi in forma andando a correre al mattino, affinando la mia condizione in vista del ritiro. Bisognerà farsi trovare pronti, sarà un anno impegnativo e di transizione”.

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Raccontaci un po’, quanto sei soddisfatto di rimanere a Como?

“Sono molto contento del rinnovo, è quello che volevo ed è la degna conclusione di un percorso biennale che ha portato la squadra a centrare la promozione e io giocare nei professionisti, che è quello che volevo. Un triennale che ho voluto fortemente, sebbene la società fosse già predisposta a questo tipo di contratto. In essa ho intravisto delle basi molto buone per il futuro del Como, con grandi ambizioni”.

Immaginiamo tu abbia ricevuto richieste da qualche altra piazza, giusto?

“Il mio procuratore mi aveva proposto un paio di opzioni sempre in serie C, ma gli ho sempre detto che non volevo prendere in considerazione nient’altro al di fuori di Como. Insomma, non ero assolutamente interessato ad altre avance, quando ne parlavamo insieme sviavo addirittura il discorso. E’ anche questione di rispetto e fedeltà nei confronti di chi mi ha fatto emergere nell’ultimo biennio”.

Sei molto apprezzato sia dalla vecchia che dalla nuova gestione. Sicuramente un plus. Spiegaci le due differenti filosofie..

“Sono poli opposti in pratica, però dico che per la mia crescita e quella di qualsiasi altro giovane, gli ultimi due campionati sono serviti. A livello personale sono cresciuto molto a livello caratteriale. E ciò, abbinato alla serenità e professionalità del nuovo corso, credo proprio rappresentino un connubio perfetto per il mio futuro”.

Allenatori e dirigenti a cui piace molto anche la grande duttilità di Edoardo Bovolon. Qual’è il tuo segreto?

“A me piacciono le varie sfaccettature della tattica, ho una forte passione per questo aspetto. Non nascondo che mi piacerebbe diventare allenatore una volta conclusa la carriera da giocatore. Il segreto? Quando il mister parla ai miei compagni utilizzati in altri ruoli sto molto attento, inoltre ho caratteristiche prevalentemente difensive e i movimenti dei difensori spesso assomigliano a quelli dei centrocampisti. A me comunque piace districarmi in varie posizioni del campo. Si è vero, quello della polivalenza è una caratteristica che piace molto agli allenatori”.

Ma sei anche un giocatore ben voluto dalla tifoseria…

“I tifosi mi hanno sempre voluto bene incondizionatamente dall’inizio, di questo li ringrazio. Mi ritengo un bravo e tranquillo ragazzo, non di quelli con la testa calda, l’impegno e la serietà credo siano caratteristiche molto apprezzate da loro. Mi fanno sentire proprio a casa, questa è una cosa che mi rende particolarmente felice. Spero che il mio legame con la città di Como resti ben saldo e di poterne diventare una bandiera”.

Avessi la possibilità di giocare in serie A con l’Udinese o diventare capitano del Como, cosa sceglieresti?

“La categoria ovviamente fa tutta la differenza di questo mondo, ma a parità sceglierei Como tutta la vita, soprattutto per l’affetto ricevuto qui. Anche perché sinceramente non mi sento affezionato più di quel tanto a Udine”.

Il compagno invece con cui hai legato di più in questi due anni?

“Mi sono legato tanto a Manuel Cicconi, ho provato a parlarci e a convincerlo a rimanere ma capisco benissimo che quando ti arriva una proposta da un club di serie B come l’Entella è un’opportunità che spesso non ti capita, aldilà del nuovo progetto societario comasco”.

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Manuel Cicconi, giocherà per l’Entella l’anno prossimo

Invece un aneddoto simpatico da raccontare?

“Ne avrei tanti, specialmente con Corda protagonista. Questo inverno quando ha nevicato, siamo andati ad allenarci dove si allenava il Lecco e la neve fu spalata soltanto in un quarto di campo. Ebbene, siamo stati costretti a una partita di pallamano (diversamente non si stava in piedi) perché non potevamo perdere assolutamente nemmeno un giorno di allenamento. Questo per spiegare  un po’ il clima che regnava in squadra”.

 

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Marco Ballerini
Marco Ballerini
Un calcio al pallone, due tiri a canestro, una corsa nei boschi, una pedalata tra salite e discese, una nuotata nel mare, una sciata nel bianco, una pagaiata sul lago.. Sacrifici, sudore, fatica, passione, socialità, emozioni, obiettivi, traguardi.. Lo sport è sempre un ottimo pretesto per VIVERE e per sentirsi VIVI !!

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